La_forma_dell_39_acqua_-_Camilleri_Andrea


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Andrea Camilleri



La forma dell'acqua





Ebook Ita Calibre Collection

by Filuck

filuck.wix.com/pagineparlanti


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SELLERIO






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Uno







che aveva in appalto la nettezza
urbana di Vigta, una nuvolaglia bassa e densa cummigliava completamente il cielo come se fosse stato
tirato un telone grigio da cornicione a cornicione, foglia non si cataminava, il vento di scirocco tardava
ad arrisbigli
arsi dal suo sonno piombigno, gi si faticava a scangiare parole. Il caposquadra, prima di
assegnare i posti, comunic che per quel giorno, e altri a venire, Peppe Schmmari e Caluzzo
Brucculeri sarebbero stati assenti giustificati. Pi che giustificata in
fatti l'assenza: i due erano stati
arrestati la sera avanti mentre tentavano di rapinare il supermercato, armi alla mano. A Pino Catalano e
operatori ecolo
gici avventizi in seguito al generoso intervento dell'onorevole Cusumano, per la cui
pi di quanto l'anima fosse disposta a fare), il caposquadra ass
egn il posto lasciato vacante da Peppe e
Caluzzo, e precisamente il settore detto la mannara, perch in tempi immemorabili pare che un pastore
avesse usato tenervi le sue capre. Era un largo tratto di macchia mediterranea alla periferia del paese
che si s
pingeva quasi fin sulla pilaia, con alle spalle i resti di un grande stabilimento chimico,
inaugurato dall'onnipresente onorevole Cusumano quando pareva che forte tirasse il vento delle
magnifiche sorti e progressive, poi quel venticello rapidamente si era

cangiato in un filo di brezza e
quindi si era abbacato del tutto: era stato capace per di fare pi danno di un tornado, lasciandosi alle
spalle una scia di cassintegrati e disoccupati. Per evitare che le torme vaganti in paese di nvuri e meno
nvuri, se
negalesi e algerini, tunisini e libici, in quella fabbrica facessero nido, torno torno
vi era

stato
alzato un alto muro, al di sopra del quale le strutture corrose da malottempo, incuria e sale marino,
ancora svettavano, sempre pi

simili all'architettura di un Gaudi in preda ad allucinogeni.


La mannara, fino a qualche tempo prima, aveva rappresentato per quelli che allora poco nobilmente
si chiamavano munnizzari, un travaglio di tutto riposo: in mezzo a fogli di carta, buste di pl
astica,
lattine di birra o di cocacola, cacate mal ricoperte o lasciate al vento, ogni tanto spuntava uno sperso
preservativo, che uno poteva farci pensiero, se ne aveva gana e fantasia, e immaginarsi i particolari di
quell'incontro. Da un anno a questa pa
rte per i preservativi erano un mare, un tappeto, da quando un
ministro dal volto buio e chiuso, degno di una tavola lombrosiana, aveva estratto, da pensieri ancora
pi bui e chiusi del suo volto, un'idea che subito gli era parsa risolutiva per i problemi

dell'ordine
pubblico nel sud. Di quest'idea aveva fatto partecipe
il
suo collega che dell'esercito si occupava e che
pareva nsciri paro paro da un'illustrazione di Pinocchio, quindi i due avevano risolto d'inviare in
Sicilia alcuni reparti militari a sco
po di controllo del territorio, in modo d'alleggerire carabinieri,
poliziotti, servizi d'informazione, nuclei speciali operativi, guardie di Finanza, della stradale, della
ferroviaria, della portuale, membri della Superprocura, gruppi antimafia, antiterr
orismo, antidroga,
antirapina, antisequestro, e altri per brevit omessi, in ben altre faccende affaccendati. In seguito a
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questa bella pensata dei due eminenti statisti, figli di mamma piemontesi, imberbi friulani di leva che
fino al giorno avanti si eran
o arricreati a respirare l'aria fresca e pungente delle loro montagne, si erano
venuti a trovare di colpo ad ansimare penosamente, ad arrisaccare nei loro provvisori alloggi, in paesi

che parlava un dialetto
incomprensibile, fatto pi di silenzi che di parole, d'indecifrabili movimenti delle sopracciglia,
d'impercettibili increspature delle rughe. Si erano adattati come meglio potevano, grazie alla loro
giovane et, e una mano consiste
nte gli era stata data dai vigatesi stessi, inteneriti da quell'aria
sprovveduta e spaesata che i picciotti forasteri avevano. A rendere per meno duro il loro esilio ci
aveva pensato Geg Gullotta, uomo di fervido ingegno, fino a quel momento costretto a
soffocare le
sue naturali doti di ruffiano nelle vesti di piccolo spacciatore di roba leggera. Venuto per vie tanto
traverse quanto ministeriali a conoscenza dell'imminente arrivo dei soldati, Geg aveva avuto un lampo
di genio e per rendere operativo e co
ncreto quel lampo si era prontamente rivolto alla benevolenza di
chi di dovere onde ottenere tutti gli innumerevoli e complicati permessi indispensabili. A chi di dovere:
a chi cio il territorio realmente controllava e non si sognava nemmeno lontanamente
di rilasciare
concessioni su carta bollata. In breve, Geg pot inaugurare alla mnnara il suo mercato specializzato
in carne fresca e ricca variet di droghe sempre leggere. La carne fresca in maggioranza proveniva dai
paesi dell'est, finalmente liberati
dal giogo comunista che, come ognun sa, negava ogni dignit alla
persona umana: tra i cespugli e l'arenile della mannara, nottetempo, quella riconquistata dignit tornava
a risplendere. Non mancavano per femmine del terzo mondo, travestiti, transessuali,
femminelli
con grande soddisfazione dei militari, di Geg, e di chi a Geg aveva accordato i permessi ricavandone
giuste percentuali.


Pino e Saro si

avviarono verso il posto di lavoro ammuttando ognuno il proprio carrello. Per
arrivare alla mnnara ci voleva una mezzorata di strada se fatta a pedi lento come loro stavano facendo.
Il primo quarto d'ora se lo passarono mutngheri, gi sudati e impiccica
ticci. Poi fu Saro a rompere il
silenzio.


Questo Pecorilla un cornuto proclam.


Un grandissimo cornuto rinforz Pino.


Pecorilla era il caposquadra addetto all'assegnazione dei luoghi da pulire e chiaramente pasceva
odio profondo verso chi aveva st
udiato, lui che era riuscito a guadagnarsi la terza, a quarant'anni,
perch Cusumano aveva parlato chiaro col maestro. E cos strumentiava in modo che il travaglio pi
avvilente e gravoso cadesse sempre sulle spalle dei tre diplomati che aveva in forza. Qu
ella stessa
mattina infatti a Ciccu Loreto aveva assegnato il tratto di banchina da dove salpava il postale per l'isola
di Lampedusa. Veniva a significare che Ciccu, ragioniere, sarebbe stato costretto a ragionare con
quintali di rifiuti che vocianti frott
e di turisti, multilingue s ma accomunati dal totale disprezzo verso la
pulizia personale e pubblica, avevano lasciato dietro di loro in attesa dell’imbarco nelle giornate di
sabato e domenica. E magari Pino e Saro, alla mnnara, avrebbero trovato il viri
vir dopo due giorni di
libera uscita dei militari.


Arrivati all'incrocio di via Lincoln con viale Kennedy (a Vigta esistevano anche un cortile
Eisenhower e un vicolo Roosevelt), Saro si ferm.


Faccio un salto a casa a sentire come sta u picciliddru d
isse all'amico. Aspettami, questione d'un
minuto.


Non attese la risposta di Pino e s'infil nel portone di uno di quei grattacieli nani, arrivavano al
massimo a dodici piani, nati all'incirca nello stesso periodo della fabbrica chimica e ben presto
disa
strati, se non abbandonati, al pari di questa. Per chi giungeva per via di mare, Vigta s'apprisintava
come la parodia di Manhattan su scala ridotta: ed ecco, forse, spiegata la toponomastica.


Nen, il picciliddro, se ne stava vigilante, dormiva s e no d
ue ore a notte, il resto lo passava a occhi
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sgriddrati, senza mai piangere, e quando mai s'era visto un nicareddro che non lacrimava? Lo
consumava giorno appresso giorno un male scgnito di cagione e cura, i medici di Vigta non se ne
facevano capaci, sare
bbe stato necessario portarlo fuori, da qualche grosso specialista, ma i soldi
fagliavano. Nen, appena incroci gli occhi del padre s'abbui, una ruga gli si form sulla fronte. Non
sapeva parlare, ma assai chiaramente si era espresso con quel muto rimpro
vero su chi l'aveva messo in
quei lacci.


Sta tanticchia meglio, la febbre gli sta calando gli disse Tana, la moglie, tanto per farlo contento.


svaca
ntato una decina di volte nella discarica ch'era sorta, a iniziativa privata, dove un tempo c'era
l'uscita posteriore della fabbrica, e si sentiva la schina rotta. Arrivato a tiro di un viottolo che
trada provinciale, vide che a terra c'era
qualcosa che violentemente sparluccicava. Si chin a taliare meglio. Era un ciondolo a forma di cuore,
enorme, tempestato di brillanti e con al centro un diamante grosso assai. C'era ancora infilata la catena
per t
enerlo al collo, d'oro massiccio, rotta in un punto. La destra di Saro scatt, s'impadron della
collana, gliela mise nella sacchetta. La mano destra: che a Saro parse avesse agito di testa sua, senza
che il ciriveddro le avesse detto niente, ancora ammamm
aloccuto per la sorpresa. Si rialz, vagnato di
sudore, taliandosi attorno, ma non si vedeva anima creata.


Pino, che s'era scelto il tratto di mnnara pi vicino all'arenile, a un tratto s'addun del muso di
un'automobile che, a una ventina di metri di di
stanza, spuntava da una macchia pi spessa delle altre. Si
ferm imparpagliato, non era possibile che qualcuno si fosse attardato fino a quell'ora, le sette di
mattina, a ficcare con una buttana. Principi ad avvicinarsi cautamente, un piede leva e l'altro

metti,
quasi piegato in due, e quando fu all'altezza dei fari anteriori si sus di colpo. Non successe niente,
nessuno gli grid di farsi i cazzi suoi, la macchina pareva vacante. Si avvicin ancora e finalmente vide
la sagoma confusa di un uomo, immobile

allato al posto di guida, la testa appoggiata all'indietro.
Pareva calato in un sonno profondo. Ma a pelle, a fiato, Pino cap che c'era qualcosa che non quatrava.
Si volt e cominci a fare voci, chiamando Saro. Il quale arriv col fiato grosso e gli occ
hi strammti.


Che c'? Che minchia vuoi? Che ti piglia?.


Pino sent una sorta d'aggressione nelle domande dell'amico, ma l'attribu alla corsa che quello s'era
fatta per raggiungerlo.


Tala cca.


Facendosi coraggio, Pino si avvicin dal lato di guid
a, cerc di aprire la portiera, non ci arrinisc,
era chiusa con la sicura. Aiutato da Saro, che ora pareva essersi calmato, tent di raggiungere l'altro
sportello, sul quale poggiava in parte il corpo dell'uomo, ma non ce la fece perch l'auto, una grossa

BMW

verde, era cos accostata alla siepe da impedire che da quella parte qualcuno potesse farsi vicino.
Ma sporgendosi e graffiandosi sui rovi riuscirono a vedere meglio la faccia dell'uomo. Non dormiva,
aveva gli occhi aperti e fissi. Nello stesso moment
o in cui s'accorsero che l'uomo era astutato, Pino e
Saro aggelarono di scanto, di spavento: non per la vista della morte, ma perch avevano riconosciuto il
morto.


Mi pare di starmi facendo una sauna disse Saro mentre correva sulla provinciale verso una

cabina
telefonica. Ora una botta fridda, ora una botta cvuda.


Si erano messi d'accordo appena liberati dalla paralisi provocata dal riconoscimento dell'identit del
morto: prima ancora d'avvertire la liggi, era necessario fare un'altra telefonata. Il
numero dell'onorevole
Cusumano lo sapevano a memoria e Saro lo compose, ma Pino non fece fare manco uno squillo.


Riattacca subito disse.


Saro esegu di riflesso.


Non vuoi che l'avvisiamo?.


Pensiamoci sopra un momento, pensiamoci bene, l'occasione
importante. Dunque, tanto tu
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quanto io sappiamo che l'onorevole un pupo.


Che viene a dire?.


Che un pupo nelle mani dell'ingegnere Luparello, che , anzi era, tutto. Morto Luparello,
Cusumano non nessuno, una pezza di piedi.


Allura?.


All
ura nenti.


Si avviarono verso Vigta, ma dopo pochi passi Pino ferm Saro. Rizzo disse.


Io a quello non gli telefono, mi scanto, non lo conosco.


Manco io, per gli telefono lo stesso.


Il numero Pino se lo fece dare dal servizio informazioni. Erano quasi le otto meno un quarto, per
Rizzo rispose al primo squillo.


L'avvocato Rizzo?. Sono io.


Mi scusassi avvocato se la disturbo all'ora che ... abbiamo trovato l'ingegnere Luparello
... ci pare
morto.


Ci fu una pausa. Poi Rizzo parl.


E perch lo viene a contare a me?.




Ma come?! Lei non ... 0 suo migliore amico? Ci parso doveroso... .


Vi ringrazio. Ma

prima di tutto necessario che facciate il dovere vostro. Buongiorno.


Saro era stato a sentire la telefonata, con la guancia appoggiata a quella di Pino. Si taliarono,
perplessi. A Rizzo era come se gli avessero contato di avere trovato un tale catafer
o, di cui non
sapevano il nome.


E che minchia, era amico suo, no? sbott Saro.


E che ne sappiamo? Capace che negli ultimi tempi si erano sciamati si consol Pino.


E ora che facciamo?.


Andiamo a fare il dovere nostro, come dice l'avvocato conclu
se Pino.


Si avviarono verso il paese, diretti al commissariato. Di andare dai carabinieri manco gli era passato
per l'anticamera del cervello, li comandava un tenente milanese. Il commissario invece era di Catania,
di nome faceva Salvo Montalbano, e quand
o voleva capire una cosa, la capiva.












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Due





Ancora.


No disse Livia e continu a fissarlo con occhi fatti pi luminosi dalla tensione amorosa.


Ti prego.


No, ho detto di no.


Mi piace essere sempre un pochino forzata si ricord

che lei una volta gli aveva sussurrato
all'orecchio e allora, eccitato, tent d'infilare il ginocchio tra le cosce serrate, mentre le agguantava con
violenza i polsi e le allargava le braccia fino a farla parere crocefissa.


Si taliarono un attimo, ansant
i, poi lei cedette di colpo.


S disse. S. Ora.


E proprio in quel momento il telefono squill. Senza manco aprire gli occhi Montalbano tese un
braccio ad afferrare non tanto la cornetta quanto i lembi fluttuanti del sogno che inesorabilmente
svaniva.


Pronto!. Era rabbioso verso l'importuno.


Commissario, abbiamo un cliente. Riconobbe la voce del brigadiere Fazio; l'altro pari grado,
Tortorella, se ne stava ancora all'ospedale per una brutta pallottola alla pancia sparatagli da uno che
voleva pass
are per mafioso ed era invece un miserabile cornuto da mezza lira. Nel loro gergo, cliente
significava un morto di cui loro dovevano occuparsi.


Chi ?.


Ancora non lo sappiamo.


Come l'hanno ammazzato?.


Non lo sappiamo. Anzi, non sappiamo manco se

stato ammazzato.


Brigadi, non ho capito. Tu m'arrisbigli senza sapere una minchia?.


Respir a fondo per farsi passare l'arrabbiatura che non aveva senso e che l'altro sopportava con
santa pacienza.


Chi l'ha trovato?.


Due munnizzari alla manna
ra, dentro un'automobile. Arrivo subito. Tu intanto telefona a
Montelusa, fai venire gi la Scientifica e avverti il giudice Lo Bianco.


Mentre stava sotto la doccia, arriv alla conclusione che il morto non poteva che essere un
appartenente alla cosca
Cuffaro di Vigta. Otto mesi prima, probabilmente per motivi di delimitazioni
territoriali, si era accesa una feroce guerra tra i Cuffaro e i Sinagra di Fela; un morto al mese,
alternativamente e con bell'ordine: uno a Vigta e uno a Fela. L'ultimo, tale M
ario Salino, era stato
spaiato a Fela dai vigatesi, dunque questa volta era toccato evidentemente a uno dei Cuffaro.


mnnara, gli venne desiderio di tele
fonare a Livia a Genova. Lei rispose subito, assonnata.


Scusami, ma avevo voglia di sentirti.


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Stavo sognandoti fece lei. E aggiunse: Eri con me.


Montalbano stava per dirle che magari lui l'aveva sognata, ma venne trattenuto da un assurdo
pudore. D
omand invece:


E che facevamo?.


Quello che non facciamo da troppo tempo rispose lei.


Al commissariato, a parte il brigadiere, trov solo tre agenti. Gli altri erano appresso al proprietario
di un negozio di vestiti che aveva sparato alla sorella per

una questione d'eredit e poi era scappato.
Apr la porta della camera di sicurezza. I due munnizzari erano seduti sulla panca, stretti l'uno all'altro,
pallidi malgrado la calura.


Aspettatemi che poi torno disse loro Montalbano e i due manco arrispunn
ero, rassegnati. Era cosa
cgnita che quando uno incappava, per qualsiasi scascione, nella liggi, la facenna si faceva sempre
longa.


Qualcuno di voi ha avvertito i giornalisti? spi il commissario ai suoi. Fecero cenno di no.



Badate: non li voglio tra i coglioni.


Timidamente, Galluzzo si fece avanti, alz due dita come per spiare di andare al cesso.


Manco mio cognato?.


Il cognato di Galluzzo era il giornalista di Televigta che si occupava di cronaca nera e
Montalbano s
'immagin la lite in famiglia se Galluzzo non gli avesse detto niente. Difatti Galluzzo
stava facendo occhi piatosi e canini.


Va bene. Che venga solo dopo la rimozione del cadavere. E niente fotografi.


Partirono con la macchina di servizio, lasciando G
iallombardo di guardia. Al volante ci stava Gallo,
oggetto, con Galluzzo, di facili battute tipo Commissario, che si dice nel pollaio?, e Montalbano,
conoscendolo bene, l'ammon.




Alla curva della Chiesa d
el Carmine, Peppe Gallo non si tenne pi e sgomm, accelerando. Si sent
pendeva scoppiato, a lungo era stato lavorato da una lama affilata, i tagli erano ev
identi.


Cornuti e figli di buttana! esplose il brigadiere.


Montalbano s'arrabbi sul serio.


Ma se lo sapete tutti che una volta ogni quindici giorni ci tagliano le gomme! Cristo! E io ogni
mattina v'avverto: talitele prima di partire! E voi invece v
e ne fottete, stronzi! Fino a quando qualcuno
non ci rimetter l'osso del collo!.


Per una cosa o per l'altra, ci vollero dieci minuti buoni per cangiare la ruota e quando arrivarono
alla mannara, la Scientifica di Montelusa era gi sul posto. Era in fase

meditativa, come la chiamava
Montalbano: vale a dire che cinque o sei agenti furiavano torno torno al posto dove c'era l'auto, la testa
china, le mani generalmente in tasca o darr la schiena. Parevano filosofi assorti in profondi pensieri,
invece cammina
vano con gli occhi sgriddrati a cercare per terra un indizio, una traccia, un'orma.
Appena lo vide, Jacomuzzi, il capo della Scientifica, gli corse incontro.


Come mai non ci sono i giornalisti?.


Non li ho voluti io.


Questa volta ti sparano che gli
hai fatto bucare una notizia cos. Era chiaramente agitato. Lo sai
chi il morto?.


No. Dimmelo tu.


l'ingegnere Silvio Luparello.


Cazzo! fece per tutto commento Montalbano.


E lo sai com' morto?.


No. E manco lo voglio sapere. Lo vedr da
me.


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Jacomuzzi torn tra i suoi, offeso. Il fotografo della Scientifica aveva finito, ora toccava al dottor
Pasquano. Montalbano vide che il medico era costretto a travagliare in una posizione scomoda, stava
col corpo mezzo infilato dentro l'automobile e
trafficava verso il posto allato a quello di guida, dove
s'intravedeva una sagoma scura. Fazio e gli agenti di Vigta davano una mano ai colleghi di Montelusa.
Il commissario si accese una sigaretta, si volt a taliare verso la fabbrica chimica. L'affascin
ava, quella
rovina. Decise che un giorno sarebbe tornato a scattare delle fotografie che avrebbe mandato a Livia,
spiegandole, con quelle immagini, cose di s e della sua terra che la donna ancora non riusciva a
capire.


Vide arrivare la macchina del giudi
ce Lo Bianco che scese agitato.


Ma proprio vero che il morto l'ingegner Luparello?.


Si vede che Jacomuzzi non aveva perduto tempo. Pare proprio di s.


Il giudice raggiunse il gruppo della Scientifica, cominci a parlare concitatamente con Jacomu
zzi e
col dottor Pasquano che aveva estratto dalla borsa una bottiglia di alcool e si disinfettava le mani. Dopo
un pezzo bastevole a far s che Montalbano venisse cotto dal sole, quelli della Scientifica salirono in
macchina, partirono. Passandogli allato
, Jacomuzzi non lo salut. Montalbano sent astutarsi alle sue
spalle la sirena di un'ambulanza. Ora toccava a lui, doveva dire e fare, non c'erano santi. Si scosse dal
ada lo blocc il
giudice.


Il corpo pu essere rimosso. E data la notoriet del povero ingegnere, prima ci sbrighiamo e
meglio . Ad ogni modo lei mi tenga giornalmente informato dello sviluppo delle indagini.


Fece una pausa e poi, a mitigare la perento
riet di quelle parole appena dette:


Mi telefoni quando lo ritiene opportuno.


Altra pausa. E quindi:


Sempre nelle ore d'ufficio, sia chiaro.


Si allontan
. Nelle ore d'ufficio, e non a casa. A casa, era notorio, il giudice Lo Bianco si dedicava
alla stesura di una ponderosa e poderosa opera:
Vita e imprese di Rinaldo e Antonio Lo Bianco, maestri
giurati dell'Universit di Girgenti, al tempo di re Martino il

giovane (1402
-
1409),

che egli riteneva
suoi, per quanto nebulosi, antenati.


Com' morto? spi al dottore.


Guardi lei rispose Pasquano facendosi di lato.


Montalbano infil la testa dentro l'automobile che pareva un forno (nel caso specifico cremato
rio),
tali per la prima volta il cadavere e subito pens al questore.


Pens al questore non perch fosse sua abitudine elevare il pensiero al superiore gerarchico al
principio di ogni indagine, ma solo perch col vecchio questore Burlando, che gli era am
ico, una decina
di giorni prima avevano parlato di un libro di Aris
,
Storia della morte in Occidente,

che avevano
sua sacralit. Montalbano aveva ribat
tuto, ed era sincero, che in ogni morte, magari in quella di un
Papa, non arrinisciva a vederci niente di sacro.


Avrebbe voluto averlo ora al fianco, il signor questore, a taliare quello che lui stava taliando.
L'ingegnere era sempre stato un tipo elegant
e, estremamente curato in ogni dettaglio del corpo, ora per
era senza cravatta, la camicia stazzonata, gli occhiali per traverso, la giacchetta col bavero
incongruamente alzato a mezzo, i calzini tanto calati e laschi da coprire i mocassini. Ma quello che

pi
colp il commissario fu la vista dei pantaloni abbassati fino alle ginocchia, le mutande che mostravano


E il sesso oscenamente, scon
ciamente, esposto, grosso, villoso, in completo contrasto con le minute
fattezze del resto del corpo.


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Ma com' morto? ripet la domanda al dottore uscendo dalla macchina.


Mi pare evidente, no? rispose Pasquano sgarbato. E continu: Lei lo sapeva che

il povero
ingegnere era stato operato al cuore da un grosso cardiochirurgo di Londra?.


Veramente non lo sapevo. L'ho visto mercoled scorso in televisione e m' parso in perfetta
salute.


Pareva, ma non era cos. Sa, in politica sono tutti come cani.

Appena sanno che non puoi
difenderti, ti azzannano. Sembra che a Londra gli abbiano messo due bypass, stata, dicono, una cosa
difficile.


A Montelusa chi l'aveva in cura?. Il mio collega Capuano. Si faceva controllare ogni settimana,
ci teneva alla
salute, voleva sempre comparire in for
ma
.


Che dice, parlo con Capuano?. Perfettamente inutile. Quello che successo qua di una
evidenza palmare. Al povero ingegnere venuto il capriccio di farsi una bella scopata da queste parti,
magari con una tr
oia esotica, se l' fatta e c' rimasto.


Si addun che lo sguardo di Montalbano era perso.


Non la convinco?.


No.


E perch?.


Sinceramente non lo so nemmeno io. Domani mi fa avere i risultati dell'autopsia?.


Domani?! Ma lei un pazzo! Prima
dell'ingegnere ho quella picciotta di una ventina d'anni
stuprata in un casolare e ritrovata mangiata dai cani dieci giorni dopo, poi tocca a Fof Greco che gli
hanno tagliato la lingua e le palle e l'hanno appeso a morire a un albero, poi viene... .


Mon
talbano tronc il macabro elenco.


Pasquano, parliamoci chiaro, quando mi fa avere i risultati?.


Dopodomani, se intanto non mi fanno correre a dritta e a mancina a taliare altri morti.


Si salutarono. Montalbano chiam il brigadiere e i suoi uomini, d
isse loro quello che dovevano fare
e quando far caricare il corpo sull'ambulanza. Si fece riaccompagnare al commissariato da Gallo.




Pino e Saro firmarono il verbale. N
el quale era minutamente descritto ogni loro movimento, prima e
dopo la scoperta del cadavere. Dal verbale mancavano due fatti importanti perch i munnizzari si erano
ben guardati dal contarli alla liggi. Il primo era che loro avevano riconosciuto quasi su
bito il morto, il
secondo che si erano affrettati ad avvisare della scoperta l'avvocato Rizzo. Se ne tornarono a casa, Pino
che pareva lontano di testa e Saro che si toccava di tanto in tanto la sacchetta dentro la quale teneva la
collana.


Per ventiquattr
'ore almeno non sarebbe capitato niente. Montalbano se ne and nel pomeriggio alla
una tavola, si fece un lungo bagno. Tornato alla villetta, si
prepar un piatto di spaghetti con la polpa di
ricci di mare, accese la televisione. Tutti i telegiornali locali parlavano naturalmente della morte
dell'ingegnere, ne tessevano gli elogi, ogni tanto faceva la sua comparsa qualche politico con la faccia
di
circostanza a ricordare i meriti del defunto e i problemi che la scomparsa comportava, ma uno che
fosse uno, manco l'unico telegiornale d'opposizione, s'azzard a dire dove e in che modo il compianto
Luparello fosse morto.




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Tre









Saro e Tana ebbero la mala nottata. Dubbio non c'era che Saro avesse scoperto una trovatura, simile
in agniddruzza ricoperti di brillanti. Ma qui la qu
istione era diversa ass dall'antico: la collana, di
fattura moderna, era stata persa il giorno avanti, su questo la pinione era certa, e a stimarla a occhio e
croce una fortuna valeva: possibile che nessuno si era apprisintato a dire che era sua? Assittt
i al
tavolino di cucina, la televisione addrumata e la finestra spalancata come ogni sera, per evitare che i
vicini, da un minimo mutamento, principiassero a sparlare facendosi occhiuti, Tana ribatt prontamente
all'intenzione manifestata dal marito di and
arsela a vendere quel giorno stesso, appena rapriva il
negozio dei fratelli Siracusa, gioiellieri.


Prima di tutto disse tu e io siamo persone oneste. E perci non possiamo andarci a vendere una
cosa che non nostra.


Ma che vuoi che facciamo? Che va
do dal caposquadra, gli dico che ho trovato la collana, che
gliela consegno e che lui la faccia riavere a chi appartiene quando verr a reclamarla? Tempo dieci
minuti quel gran cornuto di Pecorilla se la va a vendere per conto suo.


Possiamo fare diversa
mente. Ci teniamo in casa la collana e intanto avvertiamo Pecorilla. Se
qualcuno viene a ripigliarsela, gliela diamo.


E che ci guadagniamo?.


La percentuale, dice che ce n' una per chi trova cose cos. Quanto vale secondo te?.


Una ventina di milio
ni rispose Saro e gli parse di avere sparato una cifra troppo grossa.
Mettiamo perci che a noi vengono a toccare due milioni. Mi spieghi come facciamo con due milioni
a pagare tutte le cure per Nen?.


Discussero fino all'alba e ci posero fine solo per
ch Saro doveva andare a travagliare. Ma avevano
raggiunto un accordo provvisorio che in parte salvava la loro onest: la collana se la sarebbero tenuta
senza dire una parola a nuddru, avrebbero lasciato passare una simana e poi, se nessuno si fosse
appris
intato a dire che era sua, sarebbero andati a impegnarla. Quando Saro, bello e pronto, and a
baciare il figlio, ebbe una sorpresa: Nen profondamente dormiva, sereno, come se fosse venuto a
conoscere che suo padre aveva trovato il modo di farlo addiventar
e sano.


Magari a Pino quella notte non ci pot sonno. Testa speculativa, gli piaceva il teatro e da attore
aveva recitato nelle volenterose, ma sempre pi rare, filodrammatiche di Vigta e dintorni. Di teatro
leggeva; appena lo scarso guadagno glielo perm
etteva, correva nell'unica libreria di Montelusa ad
accattarsi commedie e drammi. Viveva con la madre che aveva una piccola pensione, veri e propri
problemi di mangiare non ne pativano. Sua madre s'era fatta contare tre volte la scoperta del morto,
costrin
gendolo a illustrare meglio un dettaglio, un particolare. Lo faceva per poterlo ricontare il giorno
appresso alle sue amiche di chiesa e di mercato, gloriandosi di s che era venuta a canuscenza di tutte
quelle cose e del figlio che era stato tanto bravo d
a andarsi ad infilare dentro una storia come quella.
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in quanto a dormire non c'era stato verso, c'era qualcosa che lo faceva votare e rivotare sotto il
l
enzuolo. Testa speculativa, si detto, e perci, dopo due ore passate invano a tentare di chiudere gli
occhi, razionalmente s'era fatto persuaso che non era cosa, quella era proprio notte di Natale. Si era
alzato, si era fatto una lavatina, ed era andato
ad assittarsi nello scrittoietto che aveva nella cammara di
zirlo che aveva in testa si teneva in sottofondo. Era come il gioco di acqua acqua, foc
o foco: fino a
quando ripassava tutto quello che aveva detto, lo zirlo pareva dire: acqua, acqua. E quindi il disturbo
doveva per forza nascere da qualche cosa che alla madre non aveva contato. E infatti non le aveva detto
le stesse cose che, d'accordo c
on Saro, a Montalbano aveva taciute: il pronto riconoscimento del
cadavere e la telefonata all'avvocato Rizzo. E qui lo zirlo si fece fortissimo, vociava: foco, foco! Allora
pigli carta e penna e trascrisse il dialogo avuto con l'avvocato parola per paro
la. Lo rilesse e fece delle
correzioni, sforzandosi la memoria fino a scrivere, come in un copione di teatro, magari le pause.
Quando l'ebbe davanti, lo rilesse nella versione definitiva. C'era qualcosa che non funzionava in quel
dialogo. Ma oramai era tro
ppo tardi, doveva andare alla Splendor.


Montalbano interrotta, verso le dieci del mattino, da una telefonata del Questore che gli arriv in
ufficio.


De


Ah, s? E da parte di chi?.


Da parte del vescovo e del nostro ministro. Monsignor Teruzzi si compiaciuto della carit
cristiana, ha detto proprio cos, da lei, come dire, messa in atto nell'evi
tare che giornalisti e fotografi,
privi di scrupoli e di decenza potessero ritrarre e diffondere sconce immagini del cadavere.


Ma io quell'ordine l'ho dato che ancora non sapevo chi fosse il morto! L'avrei fatto per chiunque.


Ne sono al corrente, m'h
a riferito tutto Jacomuzzi. Ma perch avrei dovuto rivelare questo
trascurabile particolare al santo prelato? Per disilluderlo sulla sua, sua di lei, carit cristiana? una
carit, carissimo, che acquista tanto maggior valore quanto alta la posizione de
ll'oggetto della carit
stessa, mi spiego? Pensi che il vescovo ha citato persino Pirandello.


Ma no!.


S, invece. Ha citato i
Sei personaggi,

quella battuta in cui il padre dice che uno non pu restare
agganciato per sempre a un gesto poco onorevole,

dopo una vita integerrima, a causa di un
momentaneo sfaglio. Come a dire: non si pu tramandare ai posteri l'immagine dell'ingegnere con i
pantaloni momentaneamente calati.


E il ministro?.


Quello Pirandello non l'ha citato perch manco sa dove sta d
i casa, ma il concetto, tortuoso e
bofonchiato, era lo stesso. E dato che appartiene allo stesso partito di Luparello, si permesso
d'aggiungere una parola in pi.


Quale?.


Prudenza.


Che c'entra la prudenza con questa storia?.



Non lo so, io la parola gliela passo para para.


Dell'autopsia si hanno notizie?.


Non ancora. Pasquano voleva tenerselo in frigorifero fino a domani, invece l'ho persuaso a
esaminarlo o nella tarda mattinata di oggi o nel primo pomeriggio. Ma non cred
o che da quel lato
possano venirci novit.


Lo penso anch'io concluse il commissario.


13


vita, miracoli e recente morte dell'ingegnere Luparello, servirono

solo a rinfrescargli la memoria. Erede
di una dinastia di costruttori di Montelusa (il nonno aveva progettato la vecchia stazione, il padre il
palazzo di giustizia), il giovane Silvio, dopo aver conseguito una brillantissima laurea al Politecnico di
Milan
o, era tornato al paese per continuare e potenziare l'attivit della famiglia. Cattolico praticante,
aveva in politica seguito le idee del nonno che era stato acceso sturziano (sulle idee del padre, che era
stato squadrista e marcia su Roma, si stendeva do
veroso silenzio) e si era fatto le ossa alla Fuci,
l'organizzazione che raggruppava i giovani cattolici universitari, creandosi una solida rete di amicizie.
Da allora, in ogni manifestazione, celebrazione o comizio che fosse, Silvio Luparello compariva a
f
ianco dei maggiorenti del partito, ma sempre un passo indietro, con un sorriso a mezza bocca, a
significare che lui stava l per scelta e non per collocazione gerarchica. Officiato pi volte a candidarsi
alle elezioni politiche o amministrative che fossero
, si era tutte le volte sottratto con nobilissime
motivazioni, puntualmente portate a pubblica conoscenza, nelle quali si richiamava a quell'umilt, a
quel servire in ombra e in silenzio che erano qualit proprie del cattolico. E in ombra e in silenzio per

quasi vent'anni aveva servito, finch un giorno, forte di tutto ci che nell'ombra aveva visto con occhi
acutissimi, si era fatto a sua volta dei servi, primo fra tutti l'onorevole Cusumano. Quindi la livrea
l deputato Tricomi (ma i giornali li chiamavano fraterni
amici, devoti seguaci). In breve tutto il partito, a Montelusa e provincia, era passato nelle sue mani,
cos come l'ottanta per cento di tutti gli appalti pubblici e privati. Nemmeno il terremoto

scatenato da
alcuni giudici milanesi, che aveva sconvolto la classe politica al potere da cinquant'anni, l'aveva
tuonare contro la corruzione dei suo
i compagni di partito. Nel giro di un anno o poco meno era
diventato, come alfiere del rinnovamento, e a furor d'iscritti, segretario provinciale: purtroppo, tra la
trionfale nomina e la morte erano passati solo tre giorni. E un giornale si rammaricava che

a un
personaggio di cos alta e specchiata statura la sorte maligna non avesse concesso il tempo di far
ritornare il partito agli antichi splendori. Nel commemorarlo, tutti e due i giornali ne ricordavano
concordi la grande generosit e gentilezza d'animo
, la disponibilit a porgere la mano, in ogni dolorosa
occasione, ad amici e nemici senza distinzione di parte. Con un brivido, Montalbano si ricord di un
filmato che aveva visto, l'anno prima, trasmesso da una TV locale. L'ingegnere inaugurava un piccolo

orfanotrofio a Belfi, il paese in cui suo nonno era nato, e al nonno stesso intestato: una ventina di
piccilidri, tutti vestiti allo stesso modo, cantavano una canzoncina di ringraziamento all'ingegnere che li
ascoltava commosso. Le parole di quella canzo
ncina indelebilmente si erano incise nella memoria del
commissario: quant' buono, quante bello / l'ingegnere Luparello.


I giornali, oltre a sorvolare sulle circostanze della morte, tacevano magari le voci che da anni
incontrollate giravano su affari as
sai meno pubblici che coinvolgevano l'ingegnere. Si parlava di gare
d'appalto truccate, di tangenti miliardarie, di pressioni spinte fino al ricatto. E sempre, in questi casi,
spuntava il nome dell'avvocato Rizzo, prima portaborse, poi uomo di fiducia, poi

ancora alter ego di
Luparello. Ma si trattava sempre di voci, cose d'aria e di vento. Si diceva magari che Rizzo fosse il
ponte tra l'ingegnere e la mafia e proprio su questo argomento il commissario aveva avuto modo di
vedere di straforo un rapporto rise
rvato che parlava di traffico di valuta e riciclaggio di denaro sporco.
richiesta di autorizzazione alle indagini si era persa nei meandri di quello stess
o palazzo di giustizia che
il padre dell'ingegnere aveva progettato e costruito.


Ferrara. Era la figlia di un suo compagno di scuola che si era maritato picci
otto, una ragazza gradevole
e spiritosa che, va a saper perch, ogni tanto con lui ci provava.


Anna? Ho bisogno di te.


Ma non mi dire!.


14


Hai qualche ora libera nel pomeriggio?.


Me la procuro, commissario. Sempre a tua disposizione, di giorno e di

notte. Ai tuoi ordini o, se
vuoi, ai tuoi voleri.


Allora passo a prenderti a Montelusa, a casa tua, verso le tre.


Mi riempi di gioia.


Ah, senti, Anna: vestiti da femmina.


Tacchi altissimi, spacco sulla coscia?.


Volevo semplicemente dire di
non presentarti in divisa.


Al secondo colpo di clacson Anna usc dal portone puntualissima, gonna e camicetta. Non fece
domande, si limit a baciare Montalbano sulla guancia. Quando la macchina imbocc il primo dei tre
viottoli che dalla provinciale porta
vano alla mannara, solo allora parl.


Se vuoi scoparmi, portami a casa tua, qui non mi piace.


Nella mnnara c'erano solo due o tre automobili, ma le persone che le occupavano chiaramente non
appartenevano al giro notturno di Geg Gullotta, erano studen
ti e studentesse, borghesi coppie che non
trovavano altro loco. Montalbano percorse il viottolo sino alla fine, fren che gi le ruote anteriori
affondavano nella rena. Il grosso cespuglio allato al quale era stata ritrovata la
BMW
dell'ingegnere
restava s
ulla sinistra, irraggiungibile per quella via.


quello il posto dove l'hanno trovato? spi Anna.


S.


Che stai cercando?.


Non lo so manco io. Scendiamo.


Si avviarono verso la battigia, Montalbano la prese per la vita, la strinse e lei appoggi

la testa alla
spalla di lui, con un sorriso. Ora capiva perch il commissario l'aveva invitata, era tutto un teatro, in
due erano solo una coppia d'innamorati o di amanti che nella mannara trovavano modo d'isolarsi.
Anonimi, non avrebbero destato curiosit
.


Che figlio di buona madre! pens. Se ne fotte di quello che io provo per lui


A un certo momento Montalbano si ferm, spalle al mare. La macchia era davanti al loro, distava in
linea d'aria un centinaio di metri. Non c'era possibilit di dubbio: la

BMW

era venuta non dai viottoli ma
dal lato della spiaggia e si era fermata, dopo aver girato verso la macchia, con il muso rivolto alla
vecchia fabbrica, vale a dire nella posizione esattamente inversa a quella che tutte le automobili che
provenivano dal
la provinciale dovevano di necessit assumere, non essendoci spazio alcuno di
manovra. Chi voleva tornare sulla provinciale, non aveva altra possibilit che rifare i viottoli a marcia
indietro. Cammin per un altro tratto, sempre tenendo abbracciata Anna,
a testa bassa: non trov traccia
di pneumatici, il mare aveva cancellato tutto.


E ora che facciamo?.


Prima telefono a Fazio e poi ti riaccompagno a casa.


Commissario, mi permetti di dirti una cosa in tutta sincerit?.


Certo.


Sei uno stronzo
.






15





Quattro









Commissario? Sono Pasquano. Mi vuole per favore spiegare dove cavolo si andato a cacciare?
da tre ore che la cerco, al commissariato non sapevano niente.


Ce l'ha con me, dottore?.


Con lei? Con l'universo creato!.


Ch
e le hanno fatto?.


Mi hanno costretto a dare la precedenza a Luparello, esattamente come avveniva quando era in
vita. Anche dopo morto quest'uomo deve stare avanti agli altri? Avr un posto in prima fila magari al
cimitero?.


Voleva dirmi qualcosa?.


Le anticipo quello che le mander per iscritto. Niente di niente, la bonarma morta per cause
naturali. E cio?.


sa? Non gli funzionava solo la
pompa, ed quella che l'ha fottuto, anche se avevano tentato
egregiamente di ripararla.


Sul corpo c'erano altri segni?.


Di che?.


Mah, non so, ecchimosi, iniezioni.


Gliel'ho detto: niente. Non sono nato oggi, sa? E per di pi ho chiesto e otten
uto che all'autopsia
assistesse il mio collega Capuano, suo medico curante.


S' guardato le spalle, eh, dottore?.


Che ha detto?!.


Una stronzata, mi scusi. Aveva altre malattie?.


Perch

torna daccapo a dodici? Non aveva niente, solo la pressione un pochino alta. Si curava con
un diuretico, pigliava una pastiglia al gioved e alla domenica di prima mattina.


Quindi domenica, quand' morto, l'aveva presa.


E con ci? Che cavolo vuole s
ignificare? Che gli hanno avvelenato la pastiglia di diuretico? Crede
di essere ancora ai tempi dei Borgia? O si messo a leggere libri gialli di scarto? Se fosse stato
avvelenato me ne sarei accorto, no?.


Aveva cenato?.


Non aveva cenato.


Pu dir
mi a che ora morto?.


Mi ci fate uscire pazzo, con questa domanda. Vi lasciate suggestionare dalle pellicole americane
dove appena il poliziotto domanda a che ora avvenuto il delitto, il medico legale risponde che
l'assassino ha terminato la sua oper
a alle diciotto e trentadue, secondo pi secondo meno, di trentasei
giorni prima. L'ha visto anche lei che il cadavere non era ancora rigido, no? L'ha sentita anche lei la
16


calura che c'era dentro quella macchina, no?.


E allora?.


E allora la bonarma s
e ne andata tra le diciannove e le ventidue del giorno prima che venisse
trovata. Nient'altro?.


Nient'altro. Ah, mi scordavo: l'ingegnere morto s, ma riuscito a farsela, la scopatina. C'erano
residui di sperma verso le parti basse.


Signor qu
estore? Sono Montalbano. Desidero dirle che mi ha appena telefonato il dottor Pasquano.
Ha fatto l'autopsia.


Montalbano, si risparmi il fiato. So tutto, verso le quattordici mi ha chiamato Jacomuzzi ch'era
presente e m'ha informato. Che bello!. Non ca
pisco, mi scusi.


Mi pare bello che qualcuno, in questa nostra splendida provincia, si decida a morire di morte
naturale, dando il buon esempio. Non trova? Altre due o tre morti come questa dell'ingegnere e ci
lia. Ha parlato con Lo Bianco?.


Non ancora.


Lo faccia subito. Gli dica che da parte nostra non ci sono pi problemi. Possono fare il funerale
Montalbano
, stamattina mi sono scordato di dirglielo, mia moglie si inventata una strepitosa ricetta
per i polipetti. Le andrebbe bene questo venerd sera?.


telefonata

del dottor Jacomuzzi.


Che carriera sprecata! pens fulmineo Montalbano. In altri tempi Jacomuzzi sarebbe stato un
meraviglioso banditore di piazza, di quelli che se ne andavano in giro col tamburo.


Mi ha comunicato che l'autopsia non ha rilevato n
ulla d'anormale prosegu il giudice. E quindi
ho autorizzato l'inumazione. Lei non ha nulla in contrario?.


Nulla.


Posso allora ritenere il caso chiuso?. Pu darmi ancora due giorni di tempo?. Sent,
materialmente sent, scattare i campanelli d'a
llarme nella testa dell'interlocutore. Perch, Montalbano,
che c'?. Niente, giudice, proprio niente.


E allora, santo Iddio? Glielo confesso, commissario, non ho nessuna difficolt, tanto io quanto il
procuratore capo, quanto il prefetto e il questor
e, abbiamo ricevuto pressanti sollecitazioni perch la
storia venga chiusa nel pi breve tempo possibile. Niente d'illegale, s'intende. Doverose preghiere da
parte di chi, familiari e amici di partito, questa brutta storia vuole al pi presto dimenticare e

far
dimenticare. E con ragione, a mio avviso.


Capisco, giudice. Ma a me occorrono non pi di due giorni.


Ma perch? Mi dia una ragione!.


Trov una risposta, una scappatoia. Non poteva certo contargli che la sua richiesta si basava sul
nulla, o meg
lio, sulla sensazione di sentirsi, e non sapeva n come n perch, fatto fesso da qualcuno
che al momento si dimostrava pi sperto di lui.


la voce che abb
iamo archiviato di prescia solo perch non avevamo intenzione di andare a fondo della
cosa. Sa, ci vuole niente a far nascere quest'idea.


Se cos, sono d'accordo. Le concedo queste quarant'otto ore. Ma non un minuto di pi. Cerchi di
capire la situazi
one.


Geg? Come stai bello? Scusami se ti sveglio alle sei e mezzo di dopopranzo. Minchia d'una
minchia!.


Geg, ti pare modo di parlare a un rappresentante della liggi, tu che davanti alla liggi, non puoi
vusi? A proposito di minchia, vero che te la fai con un negro
17


di quaranta?.


Di quaranta cosa?.


Lunghezza della canna.


Non fare lo stronzo. Che vuoi?.


Voglio parlarti.


Quando?.


Stasera alla tarda. Dimmi tu l'ora.



Facciamo a mezzanotte.


Dove?.


Al solito posto, a Puntasecca.


Ti bacio sulla boccuccia bella, Geg.


Dottor Montalbano? Sono il prefetto Squatrto. Il giudice Lo Bianco mi ha test comunicato che
lei ha chiesto altre ventiquattr'ore, o quarant'o
tto, non ricordo bene, per chiudere il caso del povero
ingegnere. Il dottor Jacomuzzi, che sempre cortesemente ha voluto tenermi informato degli sviluppi, mi
ha fatto sapere che l'autopsia ha stabilito, inequivocabilmente, che Luparello deceduto per caus
e
naturali. Lungi da me l'idea, che dico l'idea, meno ancora, di una qualsiasi interferenza, che poi non ci
sarebbe ragione alcuna, ma sono a domandarle: perch questa richiesta?.


La mia richiesta, signor prefetto, come ho gi detto al dottor Lo Bianco
e ribadisco a lei, dettata
da una volont di trasparenza, allo scopo di troncare sul nascere ogni malevola illazione su una
possibile intenzione della polizia di non acclarare i risvolti del fatto e archiviare senza i dovuti
accertamenti. Tutto qui.


Il

prefetto si dichiar soddisfatto della risposta, e del resto Montalbano aveva accurato scelto due
verbi (acclarare e ribadire) e un sostantivo (trasparenza) che da sempre rientravano nel vocabolario del
prefetto.


Sono Anna, scusami se ti disturbo.


P
erch parli cos? Sei raffreddata?.


No, sono in ufficio, alla mobile, e non voglio che mi sentano.


Dimmi.


Jacomuzzi ha telefonato al mio capo, dicendo che tu ancora non vuoi chiudere con Luparello. Il
mio capo ha detto che tu sei il solito stronzo
, opinione che io condivido e che, del resto, ho avuto modo
di esprimerti qualche ora fa.


Mi telefoni per questo? Grazie della conferma.


Commissario, devo dirti un'altra cosa che ho saputo appena ti ho lasciato, quando sono tornata
qua.


Sono nella

merda fino al collo, Anna. Domani.


Non cosa da perderci tempo. Ti pu interessare.


Guarda che io fino all'una, l'una e mezza di stanotte sono impegnato. Se puoi fare un salto ora, va
bene.


Ora non ce la faccio. Vengo a casa tua alle due.


Sta
notte?!.




Pronto, amore? Sono Livia. Mi dispiace telefonarti in ufficio, ma... .


Tu puoi telefonarmi quando e dove ti pare. Che c'?.


itico delle tue
parti. appena un trafiletto, dice che il commissario Salvo Montalbano sta svolgendo accurati
accertamenti sulle cause della morte.


E beh?.


18


Questa morte ti porta rogne?. Non tantissime.



Quindi non cambia nulla? Sabato prossimo mi vieni a trovare? Non mi farai avere qualche brutta
sorpresa?. Quale?.


L'impacciata telefonatina che mi comunica che l'indagine ha avuto una svolta e che quindi io
che magari meglio rimandare di una settimana. L'hai gi
fatto, e pi di una volta.


Stai tranquilla, questa volta ce la far.


Dottor Montalbano? Sono padre Arcangelo Baldovino, il segretario di sua eccellenza il vescovo.


Piacere. Mi dica, padre
.


Il vescovo ha appreso, e con un certo stupore, lo confessiamo, la notizia che lei ritiene opportuno
un prolungamento d'indagini sulla dolorosa e sventurata scomparsa dell'ingegnere Luparello. La notizia
risponde al vero?.


Rispondeva al vero, gli conf
erm Montalbano e per la terza volta spieg le ragioni di quel suo
modo d'agire. Padre Baldovino parse convincersi, ma supplic il commissario di fare presto, al fine
d'impedire ignobili speculazioni e risparmiare alla gi addolorata famiglia un ulteriore

strazio.


Commissario Montalbano? Parla l'ingegnere Luparello.


Oh cazzo, ma non eri morto?.


La battutaccia stava per scappare a Montalbano che per si ferm appena in tempo.


Sono il figlio continu l'altro, voce educata, civilissima, nessuna inf
lessione dialettale. Mi
chiamo Stefano. Ho da rivolgere alla sua cortesia una richiesta che forse le parr insolita. Sto
telefonandole per conto di mamma.


Se posso, s'immagini.


La mamma vorrebbe incontrarla.


Perch insolita, ingegnere? Mi riprome
ttevo io stesso, uno di questi giorni, di chiedere alla signora
di ricevermi.


Il fatto , commissario, che la mamma desidererebbe incontrarla entro domani al pi tardi.


Dio mio, ingegnere, in questi giorni non ho un minuto, mi creda. E anche voi, pen
so.


Dieci minuti si trovano, non si preoccupi. Le va bene domani pomeriggio alle diciassette in
punto?.




... nel cesso, nel tuo regno.


Dai, che vuoi?.


Ti volevo informare di una

cosa grave. Mi ha appena telefonato il Papa, dal Vaticano,
incazzatissimo con te. Ma che dici?!.


Eh s, furente perch l'unica persona al mondo a non aver ricevuto il tuo rapporto sui risultati
dell'autopsia di Luparello. Si sentito trascurato,

ha l'intenzione, me l'ha fatto capire, di scomunicarti.
Sei fottuto.


Montalb, tu sei completamente fuori di testa.


Mi levi una curiosit?.


Certo.


Tu lecchi il culo alla gente per ambizione o per natura?.


La sincerit della risposta dell'alt
ro lo stup. Per natura, credo.


Senti, avete finito d'esaminare gli abiti che indossava l'ingegnere? Avete trovato niente?.


Abbiamo trovato quello che era in un certo senso prevedibile. Tracce di sperma sulle mutande e
sui pantaloni.



E nella macchina?.


Stiamo ancora esaminandola.


19


Grazie. Tornatene a cacare.


Commissario? Sto telefonando da una cabina sulla provinciale, vicino alla vecchia fabbrica. Ho
fatto quello che lei mi aveva domandato.


Dimmi, Fazio.


Lei aveva perfet
tamente ragione. La
BMW

di Luparello venuta da Montelusa e non da Vigta.
Ne sei certo?.


Dalla parte di Vigta la spiaggia interrotta da blocchi di cemento, non si passa, avrebbe dovuto
volare. Hai scoperto il percorso che pu avere fatto?.


S
, ma una pazzia.


Spiegati meglio. Perch?.


Perch mentre da Montelusa verso Vigta ci sono decine e decine di strade e straduzze che uno
pu pigliare per non farsi notare, a un certo punto per arrivare alla mnnara, la macchina dell'ingegnere
ha


Il Canneto? Se impraticabile!.


Ma io l'ho fatto, e quindi pu avercela fatta qualche altro. completamente a secco. Solo che la
mia automobile s' scassata le sospensioni. E dato che lei non ha voluto ch
e pigliassi la macchina di
servizio, mi toccher... .


Te la pago io, la riparazione. C' altro?.


BMW
hanno
lasciato il segno. Se avvertiamo il dottor
Jacomuzzi

subito,
possiamo far prelevare il calco.


Lascialo fottere, Jacomuzzi.


Come comanda lei. Le occorre altro?.


No, Fazio, toma. Grazie.






20





Cinque









La spiaggetta di Puntasecca, una striscia di sabbia compatta a ridosso di una collina di marna
sigaretta appoggiato alla sua automobile.


Scendi, Salv
disse a Montalbano godiamoci tanticchia di quest'aria buona.




Salv, io lo so quello che vuoi spiarmi. E mi sono preparato bene, puoi interrogarmi magari a
saltare.


Sorri
sero al comune ricordo. Si erano conosciuti alla
primina
,
elementari, e la maestra era la signorina Marianna, sorella di Geg, pi grande di lui di quindici anni.
Salvo e Geg erano scolari svogliati, imparavano le lez
ioni a pappagallo e pappagallescamente le
ripetevano. C'erano giorni per in cui la maestra Marianna non si contentava di quelle litanie e allora
principiava l'interrogazione a saltare, vale a dire senza seguire l'ordinata fila dei dati: qui erano dolori,
perch bisognava avere capito, avere istituito nessi logici.


Come sta to soru? spi il commissario.


L'ho portata a Barcellona, che c' una clinica specializzata pi l'occhi. Pare che fanno miracoli.
M'hanno detto che almeno l'occhio destro ce la farann
o a farglielo recuperare in parte.


Quando la vedi, falle i miei auguri.


Non mancher. Ti stavo dicendo che mi sono preparato. Attacca con le domande.


Quante persone amministri alla mnnara?.


Ventotto fra troie e garrusi di vario genere. Pi Fil
ippo di Cosmo e Manuele Lo Piparo che stanno
l a badare che non succedano bordelli, tu capisci che basta un minimo e mi trovo fottuto.


Occhi aperti, perci.


Ceno. Tu lo capisci il danno che me ne pu venire, che ne so, da un'azzuffatina, una coltell
ata,
un'overdose?.


Ti tieni sempre alle droghe leggere?.


Sempre. Erba, e al massimo cocaina. Domanda agli
spazzini
se alla matina trovano una siringa che
sia una, domanda.


Ti credo.


E poi Giambalvo, il capo della buoncostume, mi sta proprio di
sopra. Mi sopporta
-

dice
-

solo se
non faccio nascere complicazioni, se non gli rompo i coglioni con qualcosa di grosso.


Lo capisco, Giambalvo: si preoccupa di non essere costretto a chiuderti la mannara. Verrebbe a
perdere quello che gli passi sottoba
nco. Che gli dai, un mensile, una percentuale fissa? Quanto gli
dai?.


Geg sorrise.


Fatti trasferire alla buoncostume e lo vieni a scoprire. A me farebbe piacere, cos aiuto un
21


miserabile come a tia che campa di solo stipendio e se ne va in giro con le

pezze al culo.


Grazie del complimento. Ora parlami di quella notte.


Dunque, potevano essere le dieci, le dieci e mezzo, quando Milly, che stava travagliando, ha visto
i fari di un'automobile che, venendo dalla latata di Montelusa ranto il mare, si d
irigeva, correndo, alla
mnnara. Si scant.


Chi questa Milly?.


Si chiama Giuseppina La Volpe, nata a Mistretta ed ha trent'anni. una femmina sveglia.


Tir fuori dalla sacchetta un foglio ripiegato, lo porse a Montalbano.


Qua ci ho scritto i

nomi e i cognomi veri. E magari l'indirizzo, nel caso volessi parlarci di
persona.


Perch dici che Milly si spavent?.


Perch un'automobile da quella parte non sarebbe potuta arrivare, a meno di scendere per il
Canneto, che uno capace che si rompe m
acchina e corna. Prima pens a un'alzata d'ingegno di
non si fa con una macchina sola. Si scant allora chi ass, perch gli venne in mente che potevano
e
ssere quelli di Monterosso, che mi stanno facendo la guerra per levarmi la mnnara. E magari ci
scappava una sparatoria: per essere pronta in ogni momento a fure, si mise a taliare fissa la macchina,
e il suo cliente protest. Fece in tempo per a vedere
che l'automobile girava, si dirigeva sparata verso
la macchia vicina, quasi vi entrava dentro, si fermava.


Non mi stai portando novit, Geg.


L'uomo che aveva scopato con Milly, la scaric e a marcia indietro si fece
il

viottolo verso la
posto dove prima ci stava lei, arriv Carmen con uno affezionato che la viene a trovare ogni sabato e
ogni domenica, sempre allo stesso
orario e ci passa le ore. Il nome vero di Carmen nel foglio che ti ho
dato.


C' magari l'indirizzo?.


S. Prima che il cliente spegnesse i fari, Carmen vide che i due nella

BMW
gi ficcavano.


Ti ha detto cosa esattamente ha visto?.


S, questio
ne di pochi secondi, ma ha visto. Magari perch era rimasta impressionata, automobili
di quel tipo alla mannara non se ne vedono. Dunque, la femmina che era al posto di guida
-

gi, me
l'ero scordato, Milly ha detto che era lei che guidava
-

si rigirata,

salita sulle gambe dell'uomo che le
stava allato, ha armeggiato tanticchia con le mani in basso, che non si vedevano, e poi ha pigliato ad
andare su e gi. O te lo sei scordato come si fa a fottere?.


Non credo. Ma facciamo la prova. Quando hai finito

di contare quello che mi devi, ti cali i
me l'arricordi. Vai avanti, non mi fare perdere tempo.


Quando hanno finito, la femmina ha aperto lo sportell
o ed scesa, si aggiustata la gonna, ha
all'indietro. La femmina passata rasente la macchina di Carmen e proprio in quel momento stata
pigliata

in pieno dai fari di un'automobile. Era una bella fmmina, bionda, elegante. Teneva nella
sinistra una borsa a sacco. Si diretta verso la vecchia fabbrica.


C' altro?.


S. Manuele, che stava facendo un giro di controllo l'ha vista che usciva dalla

mannara e si
dirigeva verso la provinciale. Siccome non gli parse, da com'era vestita, cosa di mannara, gir per
seguirla ma una macchina le diede un passaggio.


Fermati un attimo, Geg. Manuele la vide che se ne stava ferma, col pollice alzato, ad aspe
ttare
che qualcuno la pigliasse a bordo?.


22


Salv, ma come fai? Sei proprio un sbirro nato.


Perch?.


Perch proprio su questo punto che Manuele non persuaso. Vale a dire che lui non vide la
fmmina fare segnale, eppure una macchina si ferm. Non

solo, Manuele ebbe l'impressione che l'auto,
che marciava a velocit, avesse addirittura gi lo sportello aperto quando fren per farla acchianare.
Manuele non ci pens manco a pigliare il numero di targa, non c'era ragione.


Gi. E dell'uomo della
BMW
,

di Luparello, sai dirmi niente?.


Poco, aveva gli occhiali, una giacca che non si levato mai, malgrado la scopata e la gran calura.
C' un punto per in cui il racconto di Milly non appatta con quello di Carmen. Milly dice che quando
l'automobile arri
Carmen sostiene che quando lo vide lei l'uomo aveva la camicia aperta e basta. Mi pare cosa di poco,
per, l'ingegnere la cravatta pu essersela levata mentre scopava, magar
i gli dava fastidio.


La cravatta s e la giacca no? Non cosa di poco conto, Geg, perch dentro la macchina non


Questo non significa, pu essere caduta sulla rena quando la fmmina scesa.


G
li uomini di Jacomuzzi hanno rastrellato, non hanno trovato niente.




Forse c' una spiegazione per quello che ha visto Milly disse a un tratto Geg. Non si trattava n

la cintura di sicurezza
-
del Canneto, pieno di pietre com'
-

e se l' sganciata quando la fmmina gli acchianata sopra le
gambe, la cintura s che gli avrebbe dato fastidio grosso.


Pu darsi.


Salv, ti ho detto tu
tto quello che sono riuscito a sapere su questa facenna. E te lo sto dicendo nel
mio stesso interesse. Perch a me non mi ha fatto comodo che un pezzo grosso come Luparello se ne
venisse a crepare alla mannara. Ora gli occhi di tutti sono appuntati l, e t
u prima la finisci con
l'indagine, meglio . Dopo due giorni la gente se ne scorda e tutti torniamo a travagliare tranquilli. Me
ne posso andare? A quest'ora, alla mannara, siamo in pieno traffico.


Aspetta. Tu che opinione ti sei fatta?.


Io? Lo sbirr
o sei tu. Ad ogni modo, per farti piacere, ti dico che la cosa mi feti, mi puzza.
Facciamo conto che la fmmina sia una buttana d'alto borgo, forastera. Che mi vuoi venire a contare
che Luparello non sa dove portarsela?.


Geg, tu lo sai cos' una perver
sione?.


so quello che vuoi dirmi, che i due se ne sono venuti alla mannara perch il posto li avrebbe eccitati di
pi. E qualche volta successo. Lo sa
i che una notte s'apprisint un giudice con la scorta?.


Davvero? E chi era?.


Il giudice Cosentino, il nome te lo posso fare. La sera prima che lo mandassero a casa a pedate nel
culo, arriv alla mnnara con una macchina di scorta, pigli un travestit
o e se lo fott.


E la scorta?.


Si fece una lunga passiata a ripa di mare. Per, tornando al discorso: Cosentino sapeva d'essere
segnato e s'

passato lo sfizio. Ma l'ingegnere che interesse aveva? Non era un uomo di queste cose. Le
femmine gli piacevano, lo sanno tutti, ma con prudenza, senza farsi vedere. E chi la fmmina capace
sentava solo per una scopata? Non mi
persuado, Salv.


Prosegui.


Se invece facciamo conto che la fmmina non era buttana, peggio mi sento. Meno che mai si
sarebbero fatti vedere alla mnnara. E poi: la macchina era guidata dalla fmmina, questo sicu
ro. A
23


parte il fatto che nessuno affida una macchina che vale quello che vale a una buttana, quella femmina
doveva essere una da fare spavento. Prima non ha problemi a farsi la discesa del Canneto, poi, quando
l'ingegnere le muore tra le cosce, si alza tra
nquilla, scende, s'aggiusta, chiude lo sportello e via. Ti pare
normale?. Non mi pare normale.


A questo punto Geg si mise a ridere, accese l'accendino.


Che ti piglia?.


Vieni qua, garruso. Avvicina la faccia. Il commissario esegu e Geg gli illu
min gli occhi. Poi
spense.


Ho capito. I pensieri che sono venuti a te, omu di liggi, sono precisi intifichi a quelli che sono
venuti a mia, omu di delinquenza. E tu volevi solo vedere se appaltavano, eh, Salv?.


S, c'inzirtasti.


Difficile che mi
sbaglio, cu tia. Ti saluto, va. Grazie disse Montalbano.


Il commissario part per primo, ma dopo poco venne affiancato dall'amico che gli fece cenno di
rallentare. Che vuoi?.


Non so dove ho la testa, te lo volevo dire prima. Ma lo sai che eri veram
ente grazioso, oggi


salutarlo.


Tornato a casa, appunt qualche dettaglio che Geg gli ave
va fornito, ma gli cal presto sonno.
Tali l'orologio, vide che l'una era passata da poco e se ne and a dormire. Lo svegli l'insistente suono
del campanello alla porta d'entrata, gli occhi gli corsero alla sveglia, erano le due e un quarto. Si alz
fati
cosamente, sul primo sonno aveva sempre riflessi lenti.


Chi cazzo , a quest'ora?.


In mutande come si trovava, and ad aprire.


Ciao gli disse Anna.


Se n'era completamente scordato, la ragazza gli aveva detto che sarebbe venuta a trovarlo verso
quel
l'ora. Anna lo stava squadrando.


Vedo che sei in tenuta giusta disse, ed entr.


Dimmi quello che mi devi dire e poi fila a casa, sono stanco morto.


pant
aloni e una camicia, torn nella sala da pranzo. Anna non c'era, stava in cucina, aveva aperto il
frigorifero e gi addentava un panino al prosciutto.


Ho una fame che non ci vedo.


Parla mentre mangi.




Ti fai u
n caff? A quest'ora? Ma poi ce la fai a riaddormentarti?.


Anna, per favore. Non riusciva a essere cortese.


Va bene. Oggi pomeriggio, dopo che ci siamo lasciati, ho saputo da un collega, il quale a sua volta
era stato informato da un confidente, che
da ieri, marted, a matina, un tale s' firriato tutti i gioiellieri, i
ricettatori e i monti di pegno clandestini e no, per dare un avvertimento: se qualcuno si presentava per
vendere o impegnare un certo gioiello, lo dovevano avvertire. Si tratta di una
collana, la catena di oro
massiccio, il pendaglio a forma di cuore coperto di brillanti. Una cosa che trovi alla Standa a diecimila
lire, solo che questa vera.


E come lo devono avvertire, con una telefonata?.


Non scherzare. A ognuno ha detto di far
verde o impiccicare al portone un pezzo di giornale e cose simili. Furbo, cos lui vede senza essere
visto.


24


D'accordo, ma a me... .


L
asciami finire. Da come parlava e da come si muoveva, la gente interpellata ha capito che era
meglio fare quello che lui diceva. Poi abbiamo saputo che altre persone, contemporaneamente,
facevano lo stesso giro delle sette chiese in tutti i paesi della pro
vincia, Vigta compresa. Quindi chi
l'ha persa, la collana la rivuole.


Non ci vedo niente di male. Ma perch secondo la tua testa la cosa dovrebbe interessarmi?.


Perch a un ricettatore di Montelusa l'uomo ha detto che la collana era stata forse pers
a nella
mnnara nella nottata tra domenica e luned. Ora la cosa t'interessa?.


Fino a un certo punto.


Lo so, pu essere una coincidenza e non entrarci per niente con la morte di Luparello.


Comunque ti ringrazio. Ora tornatene a casa che tardi.


Il caff era pronto, Montalbano se ne vers una tazza e naturalmente Anna s'approfitt
dell'occasione. E a me niente?.


Con santa pacienza, il commissario riemp un'altra tazza e gliela porse. Anna gli piaceva, ma
possibile che non capisse che lui era p
reso da un'altra donna?




No cosa?.


Non voglio tornare a casa. Ti dispiace proprio tanto se stanotte rimango qua con te?. S, mi
dispiace. Ma perch?!.


Sono troppo amico di tuo padre, mi parrebbe di

fargli torto.


Che stronzata!.


Sar una stronzata, ma cos. E poi ti stai scordando che io sono innamorato, e sul serio, di
un'altra donna. Che non c'.


Non c' ma come se ci fosse. Non essere stupida e non dire cose stupide. Sei stata sfort
unata,
Anna, hai a che fare con un uomo onesto. Mi dispiace. Scusami.


Non riusciva a pigliare sonno. Anna aveva avuto ragione d'avvertirlo, il caff l'avrebbe tenuto
sveglio. Ma c'era altro che lo faceva innervosire: se quella collana era stata persa all
a mnnara,
sicuramente magari Geg ne era stato messo al corrente. Ma Geg si era guardato dal parlargliene, e
sicuramente non perch si trattava di un fatto insignificante.












25





Sei









Alle cinque e mezzo del mattino, dopo aver trascorso la nottata continuamente alzandosi e
sulla collana perduta e lo sfott che gli aveva fatto per la v
isita alla mnnara. Fece una lunga doccia,
bevve tre caff di fila, si mise in macchina. Arrivato al Rabto, il quartiere pi antico di Montelusa,
andato distrutto trent'anni prima per una frana e ora abitato nei ruderi riaggiustati alla meglio, nelle
casu
pole lesionate e cadenti, da tunisini e marocchini arrivati clandestinamente, diresse per vicoli stretti
e tortuosi a piazza Santa Croce: la chiesa era rimasta intatta tra le rovine. Cav fuori dalla sacchetta il
foglietto che gli aveva dato Geg: Carmen,
al secolo Fatma ben Gallud, tunisina, abitava al numero 48.
Era un catojo miserabile, una stanzetta a piano terra, con una finestrella aperta nel legno della porta
d'ingresso per far circolare l'aria. Buss e nessuno rispose. Buss ancora pi forte e quest
a volta una
voce assonnata domand:


Chi?.


Polizia spar Montalbano. Aveva deciso di giocare pesante cogliendola nel torpore del risveglio
improvviso. Oltretutto Fatma, per il suo lavoro alla mnnara, doveva aver dormito assai meno di lui. La
porta ve
nne aperta, la donna si copriva con un grande asciugamano da spiaggia che teneva con una


Che vuoi?.


Parlarti.


sedie, un fo
rnelletto a gas; una tenda di plastica divideva il lavabo e la tazza del cesso dal resto della
stanza. Tutto sparluccicava in un ordine perfetto. Ma nel catojo l'odore di lei e del profumo dozzinale
che usava toglievano quasi il respiro.


Fammi vedere il
permesso di soggiorno.


Come per un moto di paura, la donna lasci cadere l'asciugamano, portando le mani a coprirsi gli
occhi. Gambe lunghe, vita stretta, pancia piatta, seni alti e sodi, una vera femmina, come quelle che si
vedevano in televisione per l
a pubblicit. Dopo un attimo, dall'immobile attesa di Fatma, Montalbano si
rese conto che non di paura si trattava, ma del tentativo di raggiungere il pi ovvio e praticato degli
accomodamenti tra uomo e donna.


Vestiti.


C'era un filo di ferro teso da u
n angolo all'altro del catojo, Fatma vi si diresse, spalle larghe, schiena
perfetta, natiche piccole e tonde.


Con quel corpo pens Montalbano doveva averne passate.


a si guadagnava la
tolleranza delle Autorit, come talvolta gli era capitato di leggere, una tolleranza appunto da casa di
tolleranza. Fatma indoss un vestito di cotonina leggera sul corpo nudo, rimase in piedi davanti a
26


Montalbano.


Allora, questi doc
umenti?.


La donna fece segno di no con la testa. E si mise silenziosamente a piangere.


Non ti spaventare disse il commissario.


Io non spavento. Io molta sfortuna.


E perch?.




E dov
e volevi andare?.


C' signore di Fela, me affezionato, a lui io piacere, domenica detto me sposare. Io credo lui.


Quello che ti viene a trovare ogni sabato e domenica?. Fatma sgran gli occhi. Come tu
sapere?. Ripigli a piangere. Ma ora tutto fi
nito.


Dimmi una cosa. Geg ti lascia andare con questo signore di Fela?.


Signore parlato con signor Geg, signore paga.


Senti, Fatma, fai conto che io non sono venuto qua. Voglio chiederti solo una cosa e se tu mi
rispondi sinceramente volto le sp
alle e me ne vado e tu puoi rimetterti a dormire,


Cosa vuoi sapere?.


Ti hanno domandato, alla mnnara, se avevi trovato qualcosa?.


Gli occhi della donna s'illuminarono.


Oh s! Venuto signor Filippo, che lui uomo signor Geg
, detto a tutti noi se troviamo collana d'oro
con cuore di brillanti dare subito a lui. Se non trovata, cercare.


E sai se stata ritrovata?.


No. Anche stanotte tutte cercare.


Grazie disse Montalbano dirigendosi verso la porta. Sulla soglia si fe
rm, si volt a taliare
Fatma.


Auguri.


E cos Geg era servito di barba e capelli, quello che l'altro gli aveva accuratamente taciuto,
Montalbano era riuscito a saperlo lo stesso. E da quello che Fatma gli aveva appena detto, trasse una
logica consegue
nza.


Arriv al commissariato alle sett'albe, tanto che l'agente di piantone lo tali preoccupato. Dottore,
c' cosa?.


Niente lo rassicur. Mi sono solo svegliato presto.


Aveva comprato i due giornali dell'isola, si mise a leggerli. Con ricchezza d
i particolari, il primo
annunziava i solenni funerali di Luparello per il giorno dopo. Si sarebbero svolti in Cattedrale, il
vescovo in persona avrebbe officiato. Sarebbero state attuate misure di sicurezza straordinarie, data la
prevedibile affluenza di p
ersonalit venute per condolersi e per porgere l'estremo saluto. A voler tirare
sul conto, due ministri, quattro sottosegretari, diciotto tra onorevoli e senatori, una caterva di deputati
regionali. E quindi sarebbero stati impegnati poliziotti, carabinier
i, guardie di finanza, vigili urbani, a
non tener conto delle scorte personali e di altre, ancora pi personali, e delle quali il giornale taceva,
formate da gente che con l'ordine pubblico certamente aveva a che fare, ma dall'altra parte della
barricata n
ella quale stava la liggi. Il secondo giornale ripeteva all'incirca le stesse cose, aggiungendo
per porgere il suo ringraziamento per tutto quello

che il morto, naturalmente mentre era ancora in vita,
aveva fatto, operosamente e imparzialmente.


Intanto era arrivato il brigadiere Fazio e con lui Montalbano parl a lungo di alcune indagini che
erano in corso. Da Montelusa non arrivarono telefonate. S
i fece mezzogiorno e il commissario apr una
cartella, quella che conteneva la deposizione dei munnizzari sul ritrovamento del cadavere, copi il loro
indirizzo, salut brigadiere e agenti, disse che si sarebbe fatto vivo nel pomeriggio.


27


Se gli uomini di
Geg avevano parlato con le buttane per la collana, sicuramente ne avevano fatto
parola con i munnizzari.


Discesa Gravet ventotto, una casa a tre piani, col citofono. Rispose una voce di donna matura.


Sono un amico di Pino.


Mio figlio non c'.


Ma
non ha finito alla Splendor?.


Ha finito, ma se n' iuto da un'altra parte.


Pu aprirmi, signora? Gli devo solo lasciare una busta. Che piano?.


Ultimo.


Una dignitosa povert, due stanze, cucina che ci si poteva stare, il cesso. Si coglieva la cub
atura
appena entrati. La signora, una cinquantenne modestamente vestita, lo guid.


Da questa parte, nella cammara di Pino.


Una stanzetta piena di libri e riviste, un tavolinetto coperto di carte sotto la finestra.


Pino dov' andato?.


A Raccadali,
sta provando un travaglio di Martoglio, quello che parla di san Giuvanni dicullatu. Ci
piaci, a me figliu, fari u triatru.


foglio di carta aveva allineato una ser
ie di battute. Ma a un nome che lesse, il commissario sent come
una scossa.


Signora, potrebbe favorirmi un bicchiere d'acqua?.


Appena la donna si allontan, pieg il foglio e se lo mise nella sacchetta.


La busta gli ricord la signora tornando e po
rgendogli il bicchiere.


Montalbano esegu una perfetta pantomima, che Pino, se fosse stato presente, avrebbe molto
ammirato: cerc nelle tasche dei pantaloni, poi, pi frettolosamente, in quelle della giacca, fece una
faccia sorpresa e in fine si diede un
a gran botta sulla fronte.


Che cretino! La busta me la sono scordata in ufficio! Questione di cinque minuti, signora, vado a
pigliarla e torno subito.


S'infil in macchina, pigli il foglio che aveva appena rubato e quello che vi lesse l'abbui
. Rimise
in moto, part. Via Lincoln 102. Nella sua deposizione, Saro aveva magari specificato l'interno.
Il portone era aperto, ma l'ascensore era rotto
. Si fece a piedi i sei piani, ebbe per la soddisfazione di
averci inzertato sul conteggio: una targhetta tirata a lucido recitava Montaperto Baldassare. Venne ad
aprirgli una donna giovane e minuta, un bambino in braccio, gli occhi squieti.


C' Saro?
.


andato in farmacia ad accattare i medicinali per nostro figlio, ma torna subito. Perch,
malato?.


Senza rispondere, la donna allung tanticchia il braccio per farglielo vedere. Il picciliddro malato lo
era, e come: il colorito giallo, le guanc
ette scavate, i grandi occhi gi adulti che lo taliavano corrucciati.
Montalbano prov pena, non sopportava la sofferenza nei nicareddri senza colpa.


Che ha?.


I medici non se lo sanno spiegare. Lei chi ?. Mi chiamo Virduzzo, faccio il ragioniere al
la
Splendor.


Trasissi.


La donna si era sentita rassicurata. L'appartamento era in disordine, fin troppo evidente che la
moglie di Saro era necessitata a stare sempre appresso al picciliddro per abbadare alla casa.


Che vuole da Saro?.


Credo di ave
re sbagliato, in difetto, il conteggio dell'ultima paga, vorrei vedere la sua busta.


28


io. Venga.


Montalbano la segu, aveva pronta un'altra scusa per tr
attenersi fino all'arrivo del marito. In camera
settimanile, ma non ce la fece, doveva usare una mano sola, nell'altro braccio teneva il picciliddro.



vide che era pieno di carte, conti, ricette mediche, ricevute. Dove stanno le buste paga?.


sentito arrivare, la porta
fece persuaso che il commissario stesse perquisendo la casa alla ricerca della collana. Sbianc,
cominci a tremare, s'appo
ggi allo stipite.


Che vuole? articol a fatica.


Atterrita dal visibile spavento del marito, la donna parl prima che Montalbano riuscisse a
rispondere.


Ma il ragionier Virduzzo! quasi grid.


Virduzzo? Questo il commissario Montalbano!. La do
nna vacill, e Montalbano si precipit a
commissario parl, e le parole gli uscirono dalla bocca senza che il cervello fosse intervenuto, un
fenom
eno che altre volte gli era capitato e che una volta un giornalista fantasioso aveva chiamato il
lampo dell'intuizione che di tanto in tanto folgora il nostro poliziotto.


Dove l'avete messa, la collana?.


Saro si mosse, rigido per contrastare le gamb
e che aveva di ricotta, and verso il suo comodino, apr
raccolse, and in cucina, si sedette, disfece il pacchetto. Era un gioiello a un tempo grossolano

e
finissimo: grossolano nel disegno della concezione, finissimo per la fattura e per il taglio dei diamanti
che vi erano incastonati. Intanto Saro l'aveva seguito in cucina.


Quando l'hai trovato?.


Lunidia a matinu prestu, alla mnnara.



a qualcuno?.


Nonsi, sulu a me muglieri.


E qualcuno venuto a spiarti se avevi trovato una collana cos e cos?.


Sissi. Filippo di Cosmo, che omu di Geg Gullotta. E tu che gli hai detto?. Che non l'avevo
trovata. Ti crid?.


Sissi, mi
pare di s. E lui ha detto che se per caso la trovavo, dovevo dargliela senza fare lo
stronzo, perch la cosa era delicata assai.


Ti ha promesso qualcosa?.


Sissi. Legnate a morte se l'avevo trovata e me la tenevo, cinquantamila lire se invece la trov
avo e
gliela consegnavo. Che volevi farne della collana?. La volevo impegnare. Avevamo deciso cos io
e Tana. Non volevate venderla?.


Nonsi, non era nostra, l'abbiamo pensata come se ce l'avessero prestata, non volevamo
approfittare.



Siamo persone perbene, noi intervenne la moglie, appena entrata, asciugandosi gli occhi.


Che ne volevate fare dei soldi?.


Ci dovevano servire per curare nostro figlio. L'avremmo potuto portare lontano da qua, a Roma, a
Milano, in un posto qualsiasi b
asta che ci sono medici che capiscono.


Per un pezzo nessuno parl. Poi Montalbano domand alla donna due fogli di carta e quella li
stacc da un quaderno che serviva per i conti della spesa. Uno dei due fogli il commissario l'allung a
29


Saro.


Fammi un d
isegno, indicami il punto preciso dove hai trovato la collana. Sei geometra, no?.


Mentre Saro eseguiva, nell'altro foglio Montalbano scrisse:


Io sottoscritto Montalbano Salvo, Commissario presso l'ufficio di Pubblica Sicurezza di Vigta
(provincia di Mo
ntelusa) dichiaro di ricevere in data odierna dalle mani del signor Montaperto
Baldassare detto Saro, una collana di oro massiccio, con pendaglio a forma di cuore, pur esso d'oro
massiccio ma tempestato di diamanti, da lui stesso rinvenuto nei pressi della

contrada detta la
mnnara nel corso del suo lavoro di operatore ecologico. In fede.


settembre 1993. Intanto magari Saro aveva finito. Si scambiaro
no i foglietti.


Perfetto disse il commissario osservando il disegno dettagliato.


Qui invece c' la data sbagliata osserv Saro. Il nove era luned passato. Oggi ne abbiamo
undici.


Non c' niente di sbagliato. Tu la collana me l'hai portata in uff
icio il giorno stesso in cui l'hai
trovata. Ce l'avevi in tasca quando sei venuto al commissariato per dirmi che avevate trovato Luparello
morto, ma me l'hai data dopo perch non volevi farti vedere dal tuo compagno di lavoro. Chiaro?.


Se lo dice vossia
.


Tienila cara, questa ricevuta.


Che fa ora, me l'arresta? intervenne la donna.


Perch, che ha fatto? spi Montalbano alzandosi.












30














All'osteria san Calogero lo rispettavano, non tanto perch

fosse il commissario quanto perch era un
buon cliente, di quelli che sanno apprezzare. Gli fecero mangiare triglie di scoglio freschissime, fritte
croccanti e lasciate un pezzo a sgocciolare sulla carta da pane. Dopo il caff e una lunga passeggiata al
m
olo di levante, torn in ufficio e appena lo vide, Fazio si alz dalla scrivania.


Dottore, c' uno che l'aspetta.


Chi ?.


Pino Catalano, se lo ricorda? Uno di quei due munnizzari che hanno trovato il corpo di Luparello.
Fallo venire subito da me
.


Cap immediatamente che il giovane era nervoso, teso. Assettati.


Pino pos il sedere proprio in pizzo alla seggia.


Posso sapere perch venuto in casa mia a fare il teatro che ha fatto? Non ho niente da
ammucciare, io.


L'ho fatto per non spaven
tare tua madre, semplice. Se le dicevo che sono un commissario, capace
che a quella gli veniva un colpo.


Se le cose stanno cos, grazie.


Come hai fatto a capire che ero io che ti cercavo?.


Ho telefonato a mia madre per sapere come si sentiva, l'av
evo lasciata che aveva mali di testa, e lei
mi ha detto che era venuto un uomo per darmi una busta, per se l'era scordata. Era uscito dicendo che
andava a pigliarla, ma non si era fatto pi vedere. Io mi sono fatto curioso e ho spiato a me matri di
farmi
la descrizione della persona. Quando lei vuole farsi credere un altro, dovrebbe cancellare il neo
che tiene sotto l'occhio sinistro. Che vuole da me?.


Una domanda. venuto qualcuno alla mnnara a spiarti se avevi per caso trovata una collana?.


Sissi
, uno che lei conosce, Filippo di Cosmo.


E tu?.


Io gli ho detto che non l'avevo trovata, come del resto la verit. E lui?.


E lui mi ha detto che se la trovavo tanto meglio, mi regalava cinquantamila lire; se imbeci l'avevo
trovata e non gliela

consegnavo, tanto peggio. Le stesse cose precise che ha detto a Saro. Manco Saro
per l'ha trovata.


Sei passato da casa tua prima di venire qua?.


Nonsi, sono venuto direttamente.


Tu scrivi cose di teatro?.


Nonsi, per mi piace recitarle di tan
to in tanto.


Questa, allora, che ?.


E gli porse il foglio che aveva sottratto dal tavolinetto. Pino lo tali per niente impressionato,
sorrise.


31


No, questa non una scena di teatro, questa ... .


Ammutol, smarrito. Si era reso conto che se quell
e non erano le battute di una commedia, avrebbe
dovuto dire cos'erano in realt, e la cosa non era facile.


Ti vengo incontro disse Montalbano. Questa la trascrizione di una telefonata che uno di voi
due ha fatto all'avvocato Rizzo appena scoperto il
corpo di Luparello, e prima ancora di venire da me al
commissariato per denunziare il ritrovamento. cos?.


Sissi.


Chi ha telefonato?.


Io. Ma Saro era allato a mia e sentiva.


Perch l'avete fatto?.


Perch

l'ingegnere era una persona importante, una potenza. E allora abbiamo pensato di avvertire
l'avvocato. Anzi no, prima volevamo telefonare all'onorevole Cusumano.


Perch non l'avete fatto?.


Perch Cusumano, morto Luparello, come uno che in un terre
moto non solo perde la casa, ma
magari i soldi che teneva sotto il mattone.


Spiegami meglio perch avete avvertito Rizzo.


Perch capace che ancora si poteva fare qualche cosa.


Che cosa?.


Pino non rispose, sudava, si passava la lingua sulle labbr
a.


Ti vengo ancora incontro. Capace che si poteva fare ancora qualche cosa, hai detto. Qualcosa
come spostare la macchina dalla mnnara, fare trovare il morto da qualche altra parte? Questo
pensavate che Rizzo vi avrebbe domandato di fare?.


Sissi.



E sareste stati disposti a farlo?. Certo! Abbiamo telefonato apposta!. Cosa speravate in
cambio?.


un posto giusto, ci levava da questo mestiere di mun
nizzari fitusi. Commissario, lei u sapi megliu di
mia, se uno non trova ventu a favuri, nun naviga.


Spiegami la cosa pi importante: perch hai trascritto quel dialogo? Te ne volevi servire per
ricattarlo?.


E come? Per le parole? Le parole cose d'ari
a, sono.


Allora a che scopo?.


Se mi vuole credere mi crede, masann pacienza. Io quella telefonata l'ho scritta perch me la
volevo studiare, non mi suonava, parlandone da omu di teatro. Non ti capisco.


Facciamo conto che quello che c' scritto
qua deve essere recitato, d'accordo? Allora io,
personaggio Pino, telefono di prima matina al personaggio Rizzo per dirgli che ho trovato morta la
persona di cui lui segretario, amico devoto, compagno di politica. Pi di un fratello. E il personaggio
Riz
zo se ne rimane fresco come un quarto di pollo, non si agita, non domanda dove l'abbiamo trovato,
com' morto, se l'hanno sparato, se stato un incidente di macchina. Niente di niente, domanda solo
perch siamo andati a contarglielo proprio a lui, il fatt
o. Le pare una cosa che suona giusta?.


No. Continua.


una canuscenza di passaggio. E subito ci dice di andare a fare il dovere nostro, cio di avverti
re la
ridere, non funziona.


Montalbano conged Pino, trattenendo il foglio. Quando il munnizzaro and via, se lo rilesse.


Funzionava, altro che. Funziona
va a meraviglia se nell'ipotetica commedia che poi tanto ipotetica
32


non era, Rizzo, prima di ricevere la telefonata, sapeva gi dove e come Luparello era morto e aveva
prescia che il cadavere venisse scoperto al pi presto.


Jacomuzzi tali Montalbano sbalo
rdito, il commissario gli stava davanti tutto acchittato, completo
blu scuro, camicia bianca, cravatta bord, scarpe nere sparluccicanti


Ges! Ti vai a maritare?.


Avete finito con la macchina di Luparello? Che avete trovato?.


Dentro, niente di rile
vante. Ma... . ... aveva le sospensioni scassate. Come fai a saperlo?.


Me l'ha detto il mio uccello. Senti, Jacomuzzi.


Cav dalla sacchetta la collana, gliela gett sul tavolo. Jacomuzzi la pigli, la tali attentamente,
ebbe un gesto di meravigli
a.


Ma questa vera! Vale decine e decine di milioni! L'avevano rubata?.


No, l'ha trovata per terra uno alla mnnara e me l'ha portata.


Alla mnnara? E qual la buttana che pu permettersi un gioiello simile? Vuoi scherzare?.



Dovresti esaminarlo, fotografarlo, insomma farci i lavoretti tuoi. Dammi i risultati prima che
puoi.


Squill il telefono, Jacomuzzi rispose e quindi pass la cornetta al collega.


Chi ?.


Sono Fazio, dottore, torni subito in paese, sta succedendo un
bordello.

Dimmi.


Il maestro Contino s' messo a sparare alle persone.

Che significa sparare?.


Sparare, sparare. Ha tirato due colpi dalla terrazza di casa sua alle persone che erano assittate nel
bar di sotto, facendo voci che non si sono capit
e. Un terzo l'ha sparato a me mentre stavo entrando nel
portone di casa sua per vedere che stava succedendo.


Ha ammazzato nessuno?.


Nessuno. Ha pigliato di striscio a un braccio un tale De Francesco.


Va bene, arrivo subito.


Mentre faceva a rotta

maestro Contino, non solo lo conosceva, ma fra loro c'era un segreto. Sei mesi avanti il commissario
stava facendo la passeggiata che, due o tre volte la settimana, era solito co
ncedersi lungo il molo di
levante, sino al faro. Prima per passava dalla puta di Anselmo Greco, una stamberga che stonava sul
terracotta o arrugginiti p
esi per bilance ottocentesche, vendeva calia e simenza, ceci atturrati e semi di
zucca salati. Se ne faceva riempire un cartoccio e si avviava. Quel giorno era arrivato alla punta,
proprio sotto il faro, e se ne stava tornando indietro, quando vide sotto d
i lui, seduto su di un masso di
cemento frangiflutti, incurante degli spruzzi di mare forte che l'assuppavano, un uomo di una certa et
che se ne stava immobile a testa bassa. Montalbano tali meglio, per vedere se per caso quell'uomo
tenesse una lenza fra

le mani, ma non stava pescando, non faceva niente. A un tratto si lev in piedi, si
fece un rapido segno di croce, si bilanci sulle punte.


Fermo! grid Montalbano.


L'uomo rimase imparpagliato, pensava di essere solo. Con due balzi Montalbano lo raggi
unse,
l'afferr per i risvolti della giacca, lo sollev di peso, lo port al sicuro.


Ma che voleva fare? Ammazzarsi?.


S.


Ma perch?.





sicuramente passato
33


l'ottantina.


Sua moglie che et ha?.


Facciamo ottanta. Io ne ho ottantadue.


Un dialogo assurdo in una situazione assurda, e il commissario non se la sent di continuarlo, prese
l'uomo sottobraccio, lo forz a incamminarsi verso
il paese. A questo punto, tanto per rendere il tutto
pi folle, l'uomo si present.


Permette? Sono Giosu Contino, facevo il maestro elementare. E lei chi ? Naturalmente se vuole
dirmelo.


Mi chiamo Salvo Montalbano, sono il commissario di Pubblica Si
curezza di Vigta.


Ah, s? Capita a proposito: glielo dica lei a quella gran buttana di mia moglie che non deve
sproposito.


Chi questo De Francesco?.



Una volta faceva il postino. pi giovane di me, ha settantasei anni e ha una pensione una volta e
mezzo la mia.


Lei certo di quello che dice o ha solo dei sospetti?.



Certezze. Vangelo. Ogni dopopranzo che Dio manda in terra, acqua o sole, questo De Francesco
viene a pigliarsi un caff al bar che c' proprio sotto casa mia.


E beh?.




Per un attimo, Montalbano si lasci prende
re dalla pacata pazzia del vecchio maestro.


Dipende. Se sono in piedi... .


Che c'entra in piedi? Seduto!.


Beh, a secondo se ho un appuntamento e devo aspettare oppure se voglio solo passare tempo.


are a mia moglie che lo tala, e non perdono occasione
per farlo.


Erano intanto arrivati in paese.


Maestro, dove abita?.


In fondo al corso, su piazza Dante.



tremante di freddo accendesse curiosit e domande tra i vigatesi.


Lei sale con me? Gradisce un caff? aveva spiato il maestro mentre estraeva le chiavi del portone
dalla sacchetta.


No, grazie. Si cambi d'abito, maestro, e s'asciughi.


La sera stessa

ai consigli del commissario aveva reagito duramente, con voce stridula.


Io il

caff me lo vado a pigliare dove mi pare e piace! Che , proibito andare nel bar sotto cas
a di
questo arteriosclerotico di Contino? Mi meraviglio di lei, che dovrebbe rappresentare la legge e invece
mi viene a tenere questi discorsi!.


tutto finito gli disse il vigile urbano che teneva lontano i curiosi dal portone di piazza Dante.
Davanti

all'ingresso dell'appartamento c'era il brigadiere Fazio che allarg sconsolato le braccia. Le
stanze erano in perfetto ordine, specchiavano. Il maestro Contino giaceva su una poltrona, una piccola
macchia di sangue all'altezza del cuore. Il revolver stav
a per terra, allato alla poltrona, una vecchissima
Smith and Wesson a cinque colpi che doveva perlomeno risalire ai tempi di Buffalo Bill e che
sangue
all'altezza del cuore, le mani serrate attorno a un rosario. Doveva avere pregato, prima di
consentire che il marito l'ammazzasse. E ancora una volta Montalbano pens al questore, che questa
34


volta aveva ragione: qui, la morte, aveva trovato la sua dignit.


Nervoso, scorbutico, diede le disposizioni al brigadiere e lo lasci ad aspettare il giudice. Sentiva,
oltre a un'improvvisa malinconia, un sottile rimorso: e se fosse intervenuto con maggiore saggezza sul
maestro? Se avesse avvertito a tempo debito gli
amici di Contino, il suo medico?


Passeggi a lungo sulla banchina e sul preferito molo di levante, poi, sentendosi un poco
rasserenato, torn in ufficio. Trov Fazio fuori dalla grazia di Dio.


Che c', che successo? Il giudice non ancora arrivato?.


No, venuto, hanno gi portato via i corpi. E allora che
ti

piglia?.


Mi piglia che mentre mezzo paese stava a vedere il maestro Contino che sparava, alcuni cornuti ne
hanno approfittato e hanno puliziato due appartamenti, da cima a fondo. Ci ho gi
mandato quattro dei


Va bene, vai. Qua rimango io.


doveva assolutamente funzionare.


Jacomuzzi?.


Eh, caz
zo! Che tutta questa premura? Ancora non mi hanno detto niente della tua collana.
troppo presto.


Lo so benissimo che ancora non puoi essere in grado di dirmi niente, me ne rendo benissimo
conto.


E allora che vuoi?.


Raccomandarti la massima dis
crezione. La storia della collana non cos semplice come appare,
pu portare a sviluppi imprevedibili.


Ma tu mi stai offendendo! Se mi dici che non devo parlare di una cosa, non ne parlo manco se cala
Dio!.



Ingegner Luparello? Sono veramente mortificato di non essere venuto oggi. Ma mi creda, mi sono
trovato assolutamente impossibilitato. La prego di porgere le mie scuse a sua madre.


Aspetti un attimo, commissario.


Pazientemente Montalbano attese.


Comm
issario? La mamma dice se a lei va bene domani alla stessa ora.


Andava bene, e conferm.












35





Otto









Se ne torn a casa stanco, con l'intenzione di andarsene subito a dormire, ma quasi
meccanicamente, era una specie di tic, accese la tele
visione. Il giornalista di Televigta, finito di
ore prima, annunzi che a Montelusa si era riunita la segreteria provinciale del partito al quale
a
pparteneva (o meglio, era appartenuto) l'ingegner Luparello. Riunione straordinaria e che in tempi
meno procellosi degli attuali, per doveroso rispetto al defunto, si sarebbe dovuta convocare almeno
dopo il trigesimo della scomparsa, ma ora come ora le tur
bolenze della situazione politica imponevano
Cardamone, primario osteologo all'ospedale di Montelusa, uomo che aveva sempre combattuto
Luparello dall'i
nterno del partito, ma lealmente, coraggiosamente, a viso aperto. Questo contrasto
d'idee
-

continuava il cronista
-

si poteva semplificare in questi termini: l'ingegnere era per il
mantenimento del quadripartito con l'immissione per di forze vergini e no
n logorate dalla politica
(leggi: non ancora raggiunte da avvisi di garanzia), mentre l'osteologo inclinava per un dialogo con la
sinistra, sia pure accorto e cauteloso. Al neo eletto erano pervenuti telegrammi e telefonate d'augurio,
anche dall'opposizion
e. Cardamone, intervistato, appariva commosso ma deciso, dichiar che ci
avrebbe messo tutto l'impegno possibile per non sfigurare davanti alla sacra memoria del suo
predecessore, concluse affermando che al partito rinnovato donava il suo operoso lavoro e

la sua
scienza.


E meno male
che la d al

partito non pot esimersi dal commentare Montalbano, dato che la
scienza di Cardamone, chirurgicamente parlando, aveva prodotto in provincia pi sciancati di quanto
generalmente ne lasci dietro di s un violent
o terremoto.


Le parole che il giornalista subito dopo aggiunse fecero attisare le orecchie al commissario. Per far
s che il dottor Cardamone linearmente potesse seguire la propria strada senza rinnegare quei princpi e
quegli uomini che rappresentavano i
l meglio dell'attivit politica dell'ingegnere, i membri della
segretario. Dopo qualche comprensibile resistenza per i gravosi compiti che l'inatteso inc
arico
comportava, Rizzo si era lasciato convincere ad accettare. Nell'intervista che Televigta gli dedicava,
l'avvocato dichiarava, pure lui commosso, di aver dovuto sobbarcarsi al grave pondo per restare fedele
alla memoria del suo maestro e amico, la
cui parola d'ordine era sempre stata una ed una sola: servire.
chi era stato, del suo principale avversario, il pi fedele collaboratore? Dur poco, la
sorpresa, ch il
commissario, minimamente ragionandoci, quella sorpresa defin ingenua: da sempre quel partito si era
distinto per l'innata vocazione al compromesso, alla via di mezzo. Era possibile che Cardamone ancora
non avesse le spalle abbastanze larg
he da poter fare da solo e sentisse quindi la necessit di un
puntello.


36


Cangi canale. Su Retelibera, la voce dell'opposizione di sinistra, c'era Nicol Zito, l'opinionista
pi seguito, che spiegava come qualmente, zara zabara per dirla in dialetto o
mu
tatis mutandis
per dirla
in latino, le cose nell'isola, e nella provincia di Montelusa in particolare, non si cataminavano mai,
magari se il barometro segnava tempesta. Cit, ed ebbe gioco facile, la frase saliniana del cangiar tutto
per non cangiare nient
e e concluse che tanto Luparello quanto Cardamone erano le due facce d'una
stessa medaglia e che la lega di quella medaglia non era altri che l'avvocato Rizzo.


Montalbano corse al telefono, fece il numero di Retelibera, spi di Zito: tra lui e il giorna
lista
c'era una certa simpatia, una quasi amicizia.


Che vuoi, commissario?.


Vederti.


Amico caro, domani mattina parto per Palermo, star via almeno una settimana. Ci stai se vengo a
trovarti fra mezz'ora? Preparami qualcosa da mangiare, ho fame.


Un piatto di pasta ad aglio e oglio si poteva fare senza problema. Apr il frigorifero, Adelina gli
aveva preparato un piatto di gamberetti bolliti, abbondante, bastava per quattro. Adelina era la madre di
due pregiudicati, il minore dei due fratelli l'ave
va arrestato lo stesso Montalbano, tre anni avanti, e
ancora se ne stava in carcere.


A luglio passato, quando era venuta a Vigta a trascorrere due settimane con lui, Livia, sentendo
quella storia, si era terrorizzata.



Ma sei matto? Quella un giorno o l'altro decide di vendicarsi e ti avvelena la minestrina!. Ma di
cosa deve vendicarsi?. Gli hai arrestato il figlio!.


E che colpa mia? Adelina lo sa benissimo che non colpa mia ma di suo figlio che stato cos
f
esso da farsi pigliare. Io ho agito lealmente per arrestarlo, non ho fatto ricorso n a trainelli n a
saltafossi. stato tutto regolare.


Non me ne frega niente del vostro contorto modo di ragionare. La devi mandare via.


Ma se la mando via, chi mi t
iene la casa, mi lava, mi stira, mi prepara da mangiare?.


Ce ne sar un'altra!.


E qui ti sbagli: buona come Adelina non c' nessuno.


Stava per mettere l'acqua sul fuoco, quando squill il telefono.


Vorrei sprofondare sottoterra per essere stato c
ostretto a svegliarla a quest'ora fu l'esordio.


Non dormivo. Chi parla?.


Pietro Rizzo, sono. L'avvocato.


Ah, avvocato. Le mie congratulazioni.


E perch? Se per l'onore che il mio partito test m'ha fatto, dovrebbe piuttosto farmi le
condoglia
nze, ho accettato, mi creda, solo per la fedelt che sempre mi legher agli ideali del povero
ingegnere. Ma torno al motivo della telefonata: ho bisogno di vederla, commissario.


Ora?!.


Ora no, certo, ma creda all'improcrastinabilit della questione.


Potremmo fare domattina, ma domattina non ci sono i funerali? Lei sar impegnatissimo,
suppongo.


Eccome! Anche tutto il pomeriggio. Sa, qualche ospite eccellente si tratterr, sicuramente.


Allora quando?.


Guardi, a ripensarci bene, potremmo far
e lo stesso domani mattina, ma presto. Lei a che ora di
solito si reca in ufficio?.


Verso le otto.


Alle otto per me andrebbe benissimo. Tanto si tratta di cosa di pochi minuti.


Senta, avvocato, proprio perch lei domattina avr poco tempo a dispos
izione, pu anticiparmi di
che si tratta?. Per telefono?. Un accenno.


37


Bene. Mi giunto all'orecchio, ma non so quanto la voce risponda a verit, che le sarebbe stato
consegnato un oggetto trovato a terra per caso. E io sono incaricato di recuperarl
o.


poderoso sghignazzo. Aveva messo l'esca della collana nell'amo Jacomuzzi e il trainello aveva
funzionato benissimo, facendo abboccare il pesce pi grosso c
he avesse mai sperato. Ma come faceva
Jacomuzzi a far sapere a tutti quello che non tutti dovevano sapere? Ricorreva al raggio laser, alla
telepatia, a sciamaniche pratiche magiche? Sent che l'avvocato stava gridando.


Pronto? Pronto? Non la sento pi! C
he caduta, la linea?.


No, mi scusi, me cascata la matita per terra e la stavo raccogliendo. A domani alle otto.


Appena sent squillare il campanello dell'ingresso, cal la pasta e and ad aprire.


Che mi hai preparato? spi Zito, entrando.


Pasta

all'aglio e oglio, gamberetti a oglio e limone.


Ottimo.


Vieni in cucina, dammi una mano d'aiuto. E intanto ti faccio la prima domanda: sai dire
improcrastinabilit?.


Ma ti sei rincoglionito? Mi fai fare da Montelusa a Vig
ta a scapicollo per domandarmi se so dire
una parola? Comunque, che ci vuole? facilissimo.


Ci prov, tre o quattro volte, sempre pi ostinandosi, ma non ci riusc, ogni volta s'impappinava
peggio.


Bisogna essere abili, molto abili disse il commissar
io pensando a Rizzo, e non si riferiva solo
all'abilit dell'avvocato nel dire disinvoltamente degli scioglilingua.


Mangiarono parlando di mangiare, come sempre succede. Zito, dopo avere ricordato dei gamberetti
da sogno che aveva gustato dieci anni prima

a Fiacca, critic il grado di cottura e deprec che mancasse


bevevano un bianco ch'era una billizza e che suo padre a
veva trovato dalle parti di Randazzo. Una
settimana avanti gliene aveva portato sei bottiglie, ma era una scusa per stare tanticchia assieme.


In che senso, inglesi?.


ete
sicuramente fatto, Capirai, l'ingegnere muore d'infarto in una specie di bordello all'aperto, tra buttane,
ruffiani, piglianculo, ha i pantaloni calati, francamente osceno e voi, invece di cogliere a volo
l'occasione, vi allineate e stendete un velo


Non nostro costume approfittare disse Zito. Montalbano si mise a ridere.


Mi fai un piacere, Nicol? Te ne vai a cacare tu e tutta Retelibera?.


Zito si mise a ridere a sua volta.


Va bene, le cose sono andate cos. A poche

ore dal ritrovamento del cadavere, l'avvocato Rizzo si
precipitato dal barone Fil di Baucina, il barone rosso, miliardario ma comunista, e l'ha pregato, a
mani giunte, che Retelibera non parlasse delle circostanze della morte. Ha fatto appello al senso

di
cavalleria che gli antenati del barone pare abbiano, nell'antichit, posseduto. Come tu sai, il barone ha
in mano l'ottanta per cento della propriet della nostra emittente. Tutto qua.


Tutto qua un cazzo. E tu, Nicol Zito, che s' guadagnata la sti
ma degli avversari perch dice
sempre quello che deve dire, rispondi signors al barone e t'accucci?.


Di che colore sono i miei capelli? spi Zito in risposta.


Sono rossi.


Montalbano, io sono rosso di dentro e di fuori, appartengo ai comunisti cat
tivi e rancorosi, una
specie in via d'estinzione. Ho accettato, convinto che chi diceva di sorvolare sulle circostanze della
morte per non infangare la memoria del poveraccio, gli voleva male e non bene come tentava di fare
38


apparire.


Non ho capito.


E

io te lo spiego, innocente. Se tu vuoi fare scordare alla lesta uno scandalo, non devi fare altro
che parlarne pi che puoi, alla televisione, sui giornali. Dai e ridai, pesta e ripesta; dopo un poco la
gente comincia a rompersi le palle: ma quanto la sta
nno facendo lunga! Ma perch non la finiscono?
Tempo quindici giorni, quest'effetto di saturazione fa s che nessuno voglia pi sentire parlare di quello
scandalo. Capito?.


Credo di s.


e, moltiplica le voci incontrollate, non
la finisce pi di farle crescere. Vuoi un esempio? Sai quante telefonate abbiamo ricevuto in redazione,
proprio a motivo del nostro silenzio? Centinaia. Ma e vero che l'ingegnere femmine in macchina se ne
faceva due

a volta? Ma vero che all'ingegnere piaceva fare il sandwich, e mentre lui scopava una
sue troie gioielli favolosi? Pare ne abbiano trovato uno alla
mnnara. A proposito, tu sai niente di
questa storia?.


Io? No, sicuramente una minchiata ment tranquillamente il commissario.


Lo vedi? Sono sicuro che tra qualche mese ci sar uno stronzo che verr a domandarmi se era vero
che l'ingegnere s'inchia
ppettava bambini di quattro anni e poi se li mangiava farciti di castagne. Il suo
sputtanamento sar eterno, diventer leggendario. E adesso spero che hai capito perch ho risposto di s
a chi mi chiedeva l'insabbiamento.


E la posizione di Cardamone qua
l ?.


Boh. La sua elezione stata stranissima. Vedi,

alla

segreteria provinciale erano tutti uomini di
Luparello, tranne due di Cardamone tenuti l per facciata, per far vedere che erano democratici. Non
c'era dubbio che il nuovo segretario poteva e do
veva essere un seguace dell'ingegnere. Invece, colpo di
scena: si alza Rizzo e propone Cardamone. Gli altri del clan allibiscono, ma non osano opporsi, se
Rizzo parla cos vuol dire che sotto c' qualcosa di pericoloso che pu succedere, conviene seguire
l
'avvocato su quella strada. E votano a favore. Viene chiamato Cardamone il quale, accettato l'incarico,
propone lui stesso d'essere affiancato da Rizzo, con grande scorno dei due suoi rappresentanti in
segreteria. Ma Cardamone io lo capisco: meglio imbarca
rlo
-
avr pensato
-

che lasciarlo in giro come
una mina vagante.


Poi Zito attacc a contargli un romanzo che aveva in mente di scrivere e fecero le quattro.


Mentre controllava lo stato di salute di una pianta grassa che gli aveva regalato Livia e che te
neva
sul davanzale della finestra in ufficio, Montalbano vide arrivare una macchina blu ministeriale munita
di telefono, autista e guardaspalle il quale ultimo scese per primo ad aprire lo sportello a un uomo di
bassa statura, calvo, con un vestito dello s
tesso colore dell'auto.


C' uno qua fuori che deve parlarmi, fallo passare subito disse al piantone.


Quando Rizzo entr, il commissario not che la parte alta della manica sinistra era coperta da una
fascia nera larga un palmo: l'avvocato si era gi pa
rato a lutto per recarsi al rito funebre.


Cosa devo fare per essere perdonato da lei?.


Per cosa?.


Per averla disturbata a casa sua e a notte inoltrata.


Ma la questione, lei mi ha detto, era impro... .


Improcrastinabile, certo.


Ma quant


Vengo al dunque. Una giovane coppia di persone peraltro rispettabilissime, nella tarda serata di
domenica scorsa, avendo un pochino bevuto, si lascia andare a una sconsiderata mattana. La moglie
convince il marito a p
ortarla alla mnnara, curiosa del luogo e di ci che in quel luogo accade.
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Riprovevole curiosit, d'accordo, ma niente di pi. La coppia arriva ai margini della mnnara, la donna
scende. Ma quasi subito, infastidita dalle profferte volgari che le vengono

fatte, risale in macchina,
vanno via. Arrivata a casa, si accorge di aver perduto un oggetto prezioso che portava al collo.


Che strana combinazione disse quasi a se stesso Montalbano. Prego?.


Riflettevo sul fatto che quasi alla stessa ora e nello
stesso posto moriva l'ingegnere Luparello.


L'avvocato Rizzo non si scompose, assunse un'aria grave.


Ci ho fatto caso anch'io, sa? Scherzi del destino. L'oggetto di cui lei mi parla una collana d'oro
?.


quello. Ora io vengo a domandarle di restituirlo ai legittimi proprietari, usando la stessa
discrezione che us in occasione del ritrovamento del mio povero ingegnere.


Mi voglia scusare disse il commissario. Ma io non ho nemmeno la pi lontana

idea su come
bisogna procedere in un caso come questo. Ad ogni modo penso che tutto sarebbe stato diverso se si
fosse presentata la proprietaria.


Ma io ho una regolare delega!.


Ah, s? Me la faccia vedere.


Nessun problema, commissario. Lei capir
volevo essere ben sicuro che si trattava dello stesso oggetto che stavano cercando.


Mise una mano in sacchetta, ne estrasse un foglio, lo porse a Montalbano. Il commissario lo lesse
attentamente.


Chi

Giacomo Cardamone che firma la delega?.


il figlio del professor Cardamone, il nostro nuovo segretario provinciale.




Ma proprio strano! comment a bassissima voce e assumendo un'aria
di profonda meditazione.
Che ha detto, scusi?.


Montalbano non gli rispose subito, lasci l'altro a cuocersi tanticchia nel suo brodo.


Pensavo che il destino, come dice lei, su questa storia ci sta scherzando un poco troppo.


In che senso, scusi?.


Nel senso che il figlio del nuovo segretario politico si trova alla stessa ora e allo stesso punto in cui
muore il vecchio segretario. Non le pare curioso?.


Ora che me lo fa notare, s. Ma escludo che tra le due vicende ci sia un minimo rapporto, nel m
odo
pi assoluto.


Lo escludo anch'io disse Montalbano e prosegu: Non capisco la firma che accanto a quella di
Giacomo Cardamone.


la firma della moglie, una svedese. Una donna francamente un poco scapestrata, che non sa
adeguarsi ai nostri cost
umi.


Secondo lei quanto pu valere questo gioiello?.


Non me ne intendo, i proprietari mi hanno detto sugli ottanta milioni.


Allora facciamo cos. Pi

tardi telefono al collega Jacomuzzi, attualmente ce l'ha lui, e me lo
faccio rimandare indietro. Domani mattina, con un mio agente, glielo faccio avere allo studio.


Io non so veramente come ringraziarla... .


Montalbano l'interruppe.


Lei, al mio age
nte, consegner una regolare ricevuta. Ma certamente!.


E un assegno di dieci milioni, mi sono permesso di arrotondare il valore della collana, che sarebbe
la percentuale dovuta a chi ritrova preziosi o denari.


Rizzo incass il colpo quasi con elegan
za.


Lo trovo giustissimo. A chi devo intestarlo?.


A Baldassare Montaperto, uno dei due spazzini che hanno trovato il corpo dell'ingegnere.


40


Accuratamente, l'avvocato prese nota del nome.












41





Nove









Rizzo non aveva finito di chiudere
la porta che gi Montalbano stava componendo il numero di casa
di Nicol Zito. Quello che gli aveva appena detto l'avvocato aveva messo in moto in lui un
meccanismo mentale che si concretava esternamente in una smaniosa voglia d'agire. Gli rispose la
mogli
e di Zito.


Mio marito uscito ora, sta partendo per Palermo.




Ma stanotte non rimase con lei?.


Certo che stato con me, signora, ma mi venuto in mente un fatto importante per me solo
stamattina.


Attenda, forse ce

la faccio a fermarlo, lo chiamo col citofono.


Dopo poco, sent prima l'affanno poi la voce dell'amico. Ma che vuoi? Non ti bastato stanotte?.
Ho bisogno d'una informazione. Se cosa breve.


Voglio sapere tutto, ma proprio tutto, magari le voci

pi stramme, su Giacomo Cardamone e sua
moglie, che pare sia una svedese.


proprio tutto, ci vuole il tempo che io non ho. Senti, facciamo cos: io parto, ne
l viaggio ci penso sopra
e appena arrivo giuro che ti mando un fax.


Dove lo mandi? Al commissariato? Ma qui siamo ancora al tam tam, ai segnali di fumo.


Vuol dire che il fax lo mando alla mia redazione di Montelusa. Passa stamattina stessa, all'ora d
i
pranzo.


Doveva muoversi in qualche modo e allora usc dal suo ufficio e and nella stanza dei brigadieri.


Come sta Tortorella?.


Fazio tali verso la scrivania vuota del collega.


Aieri sono andato a trovarlo. Pare che hanno deciso che luned lo fa
nno nsciri dall'ospedale.


Tu lo sai come si fa ad entrare nella vecchia fabbrica?.


Quando hanno fatto il muro di recinzione, dopo la chiusura, ci hanno messo una porta nica nica,
che uno deve calarsi per trasri, una porta di ferro.


Chi ce l'ha,
la chiave?.


Non lo so, posso informarmi.


Non solo t'informi, ma me la procuri in mattinata.


finalmente a rispondere.


Cos'hai, la dissenteria?.


Dai, Mo
ntalbano, che vuoi?.


Che hai trovato sulla collana?.


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Cosa volevi che trovassi? Niente. O meglio, impronte digitali, s, ma cos tante e confuse da essere
indecifrabili. Che ne devo fare?.


Me la rimandi in giornata. In giornata, intesi?.


Dalla st
anza allato gli arriv la voce alterata di Fazio.


Ma insomma, nessuno sa a chi apparteneva questa Sicilchim? Ci sar un curatore fallimentare, un
custode!.


E appena vide entrare Montalbano:




Il
commissario gli disse che usciva e che sarebbe tornato al massimo entro due ore. Al ritorno
voleva trovare sul suo tavolo la chiave.


Appena lo vide sulla soglia, la moglie di Montaperto impallid e port una mano al cuore.


Oh, Signuri! Chi fu? Chi succe
ssi?.


Niente che debba preoccuparla. Anzi, porto buone notizie, mi creda. Suo marito in casa?.


Sissi, oggi smont presto.


La donna lo fece accomodare in cucina e and

a chiamare Saro che si era coricato in cammara da


Sedetevi disse il commissario e statemi a sentire con attenzione. Dove avevate pensato di
portare vostro figlio

coi soldi ottenuti dal pegno della collana?.


In Belgio rispose prontamente Saro che l ci sta me frati e ha detto che disposto a pigliarci in
casa per qualche tempo.


I soldi per il viaggio li avete?.


Sparagnando all'osso, qualche cosa abbiamo

messo da parte disse la donna, e non ammucci una
nota d'orgoglio.


Ma bastano solo per il viaggio precis Saro.


Benissimo. Allora tu, oggi stesso, vai alla stazione e ti fai il biglietto. Anzi, pigli l'autobus e vai a
Raccadali, l c' un'agenzia?.


Sissi. Ma perch andare fino a Raccadali?.


Non voglio che qui a Vigta sappiano quello che avete in mente di fare. Intanto la signora prepara
le cose da portarsi. Non dite a nessuno, manco a persone di famiglia, dove state andando. Sono
chiaro?.


C
hiarissimo, se per questo. Ma scusassi, commissario, che c' di male ad andare in Belgio a
curare nostro figlio? Lei mi dice cose da fare ammucciuni, come se si trattasse un fatto contro la liggi.


Saro, non stai facendo niente contro la liggi, chiar
o. Ma io voglio essere sicuro di tante cose,
perci tu devi avere fiducia e fare solo quello che ti dico io.


Va beni, forse vossia se lo scord, che ci andiamo a fare in Belgio se i soldi che abbiamo sono
bastevoli s e no per tornare? Una gita?.


I s
oldi bastevoli li avrete. Domani a matina un mio agente vi porter un assegno di dieci milioni.


Dieci milioni? E perch? spi Saro senza fiato.


Questi so
corsa a cambiarlo e partite.


Di chi l'assegno?.


Dell'avvocato Rizzo.


Ah fece Saro, e aggiarni.


Non ti devi scantare, la cosa regolare ed in ma
no a mia. Per meglio pigliare tutte le
precauzioni, non vorrei che Rizzo facesse come i cornuti che ci ripensano dopo, alla scordatina. Dieci
milioni sono sempre dieci milioni.


43


Giallombardo gli fece sapere che il brigadiere era andato a pigliare la ch
iave della vecchia fabbrica,
ma che sarebbero passate almeno due ore prima del suo ritorno: il custode, che non stava bene in salute,
era ospite di un figlio a Montedoro. L'agente l'inform anche che il giudice Lo Bianco aveva telefonato
cercandolo, voleva

essere richiamato entro le dieci.


Ah, commissario, meno male, sto uscendo, sto andando in cattedrale per il funerale. So che verr
qual ?


Perc
h non ancora chiuso il caso Luparello?.


Ha indovinato, commissario, e non c' da scherzarci. Non vorrei adoperare parole grosse, non
vorrei minimamente essere frainteso... ma insomma, se ha qualcosa di concreto in mano, vada avanti,
altrimenti chiuda
. Del resto, mi consenta, io non riesco a farmi capace: cosa vuole scoprire?
L'ingegnere morto di morte naturale. E lei s'impunta, m' parso di capire, solo perch l'ingegnere se
ne andato a morire alla mnnara. Mi levi una curiosit: se Luparello foss
e stato trovato sul bordo di
una strada, lei avrebbe trovato niente da ridire? Risponda.


No.


E allora dove vuole arrivare? Il caso dev'essere chiuso entro domani. Ha capito?. Non si arrabbi,
giudice.


E mi arrabbio s, ma con me stesso. Lei mi st
a facendo usare una parola, caso, che non proprio il
caso d'usare. Entro domani, intesi?.


Possiamo fare fino a sabato compreso?.


E che siamo, al mercato a patteggiare? Va bene. Ma se tarda sia pure di un'ora io esporr la sua
personale situazione a
i suoi superiori.


Zito mantenne la parola, la segreteria di redazione di Retelibera gli consegn il fax da Palermo
che Montalbano lesse mentre si dirigeva verso la mnnara.


Il signorino Giacomo il classico esempio di figlio di pap
, aderentissimo al modello, senza uno
scarto di fantasia. Il padre notoriamente un galantuomo, fatta eccezione di una pecca di cui dir in
seguito, l'opposto della bonarma Luparello. Giacomino abita con la seconda moglie, Ingrid Sjostrom, le
cui qualit
ti ho gi a voce illustrate, al primo piano del palazzo paterno. Ti faccio l'elenco delle sue
benemerenze, almeno quelle che io ricordo. Ignorante come una cucuza, non ha mai voluto ne studiare
n applicarsi ad altro che non fosse la precoce analisi dello
sticchio, eppure sempre stato promosso a
pieni voti per intervento del Padreterno (o del padre, pi semplicemente). Non ha mai frequentato
l'universit, pur essendo iscritto a medicina (e meno male per la salute pubblica). A sedici anni,
guidando senza p
atente la potente macchina del padre, travolge e uccide un bambino di otto anni.
Praticamente Giacomino non paga, paga invece il padre, e assai profumatamente, alla famiglia del
Finanza che vuole vederci chiaro si trova di colpo trasferito a Bolzano. Attualmente si occupa di
prodotti farmaceutici (figura
ti! Ha il padre che gli fa da basista!) e spende e spande in misura di gran
lunga superiore ai probabili introiti.


Appassionato di macchine da corsa e di cavalli, ha fondato (a Montelusa!) un Polo
-
club dove non si
mai vista una partita di questo nobile
sport, ma in compenso si sniffa che una meraviglia.


Se dovessi esprimere il mio sincero giudizio sul personaggio, direi che trattasi di uno splendido
esemplare di coglione, di quelli che allignano dove ci sia un padre potente e ricco. All'et di anni
ve
ntidue contrasse matrimonio (non si dice cos?) con Albamarina (per gli amici, Baba) Collatino, alta
borghesia commercializia di Palermo. Due anni dopo Baba presenta istanza di annullamento del
vincolo alla Sacra Rota, motivandola con la manifesta impotent
ia generandi del coniuge. M'ero
scordato: a diciotto anni, vale a dire quattro anni prima del matrimonio, Giacomino aveva messa incinta
44


la figlia di una delle cameriere e l'increscioso incidente era stato al solito tacitato dall'Onnipotente.
Quindi i casi
erano due: o mentiva Baba o aveva mentito la figlia della cameriera. A parere
insindacabile degli alti prelati romani, aveva mentito la cameriera (e come ti sbagli?), Giacomo non era
in grado di procreare (e di questo si sarebbe dovuto ringraziare l'Altiss
imo). Ottenuto l'annullamento.
Baba si fidanza con un cugino col quale aveva gi avuto una relazione, mentre Giacomo si dirige verso
i brumosi paesi del nord per dimenticare.


In Svezia gli capita di assistere a una specie di auto
-
cross massacrante, un per
corso tra laghi, dirupi
e montagne: la vincitrice una stanga bionda, di professione meccanico e che di nome fa appunto
Ingrid Sjostrom. Che dirti, mio caro, per evitare la telenovela? Colpo di fulmine e matrimonio. Ormai
vivono assieme da cinque anni, og
ni tanto Ingrid toma in patria e si fa le sue corsettine
automobilistiche. Cornifica il marito con svedese semplicit e disinvoltura. L'altro giorno, cinque
gentiluomini (si fa per dire) facevano un gioco di societ al Polo
-
club. Fra le altre, venne posta
la
domanda: chi non s' fatto Ingrid, si alzi. Rimasero tutti e cinque seduti. Risero molto, soprattutto
Giacomo che era presente, ma non partecipava al gioco. Corre voce, assolutamente non controllabile,
che magari l'austero professor Cardamone padre ci a
bbia inzuppato il pane con la nuora. E questa
sarebbe la pecca di cui ti ho accennato all'inizio. Altro non mi viene a mente. Spero d'essere stato
pettegolo come desideravi. Vale.


Nicola

a
rriv alla mnnara verso le due, non si vedeva anima criata. La por
ticina di ferro aveva la
toppa incrostata di sale e ruggine. L'aveva previsto, apposta si era portato appresso l'olio spray che


Il funerale
-

stava ra
ccontando lo speaker della stazione locale
-

aveva toccato punte emotive
altissime, tanto che a un certo momento la vedova si era sentita venir meno e avevano dovuto portarla
fuori a braccia. I discorsi funebri li avevano tenuti, nell'ordine: il vescovo, i
l vice
-
segretario nazionale
del partito, il segretario regionale, il ministro Pellicano a titolo personale, dato che gli era sempre stato
amico. Una folla di almeno duemila persone aspettava sul sagrato che uscisse la bara per scoppiare in
un caldo e commo
sso applauso.


Caldo va bene, ma com' che un applauso si commuove? si chiese Montalbano. Spense la radio e
and a provare la chiave. Girava, ma il portone era come ancorato a terra. Lo spinse con una spalla e
finalmente ottenne uno spiraglio attraverso
il quale pass a stento. La porticina era ostruita da
calcinacci, pezzi di ferro, sabbia, era evidente che il custode non si faceva vivo da anni. Si rese conto
uro di
recinzione semidiroccato che attorniava la fabbrica quando era in funzione. Attraverso i varchi di
questo secondo muro si vedevano macchinari arrugginiti, grossi tubi ora dritti ora a tortiglione,
giganteschi alambicchi, impalcature di ferro con Lar
ghi squarci, intelaiature sospese in assurdi
equilibri, torrette d'acciaio che svettavano con illogiche inclinazioni. E dovunque pavimentazioni
sconnesse, soffitti sventrati, larghi spazi una volta coperti da travature di ferro ora a tratti spezzate,
pront
e a cadere di sotto dove non c'era pi niente, salvo uno strato di cemento malandato, dalle cui
fenditure spuntavano stocchi d'erba ingiallita. Fermo nell'intercapedine che i due muri formavano,
Montalbano rimase incantato a taliare, se la fabbrica gli pia
ceva vista da fuori, da dentro addirittura
l'estasiava, rimpianse di non avere portato una macchina fotografica. Lo distolse la percezione di un
suono sommesso e continuo, una sorta di vibrazione sonora che pareva nascere proprio dall'interno
della fabbric
a.




portava quasi mai, gli dava fastidio il peso dell'arma che gli sformava pantaloni e g
iacche. Rientr nella
fabbrica, il suono continuava, e cautamente cominci a dirigersi verso il lato opposto a quello da cui
era entrato. Il disegno che Saro gli aveva fatto era estremamente preciso e gli serviva da guida. Il suono
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era come il ronzio che c
era pi variato e musicale e a momenti s'interrompeva per riprendere poco dopo con altra modulazione.
Procedeva teso, attento a non inciampare sulle pietre e i rottami che
facevano da pavimento allo stretto
corridoio fra i due muri, quando con la coda dell'occhio vide, attraverso un varco, un uomo che in
parallelo a lui si muoveva dentro la fabbrica. Si tir indietro, certo che l'altro l'avesse gi visto. Non
c'era tempo da
perdere, sicuramente l'uomo aveva dei complici, fece un balzo in avanti, l'arma
impugnata, gridando: Fermo! Polizia!.


Cap, in una frazione di secondo, che l'altro quella sua mossa stava aspettando, era infatti
semipiegato in avanti, pistola in pugno. M
ontalbano spar mentre si gettava a terra e prima di toccare il
lamento, uno scalpiccio di passi in fuga, ud il fragoroso esplodere e poi il tintinno d
i una vetrata che
andava in pezzi. Di colpo cap e venne assugliato da una risata cos violenta da impedirgli di alzarsi in
piedi. Aveva sparato a se stesso, all'immagine che una grande vetrata superstite, appannata e sporca, gli
aveva rimandata.


Questa
non posso contarla a nessuno si disse mi chiederebbero le dimissioni e mi butterebbero
fuori dalla polizia a calci nel culo.


L'arma che teneva in mano gli parse subito ridicola, se l'infil nella cintura dei pantaloni. Gli spari,
la loro eco prolungata
, lo schianto e il frantumarsi della vetrata avevano completamente coperto il
suono che ora aveva ripreso, pi variato. Allora cap. Era il vento che ogni giorno, magari d'estate, quel
tratto di spiaggia batteva e che la sera invece abbacava, quasi a non v
oler dare disturbo agli affari di
Geg. Il vento, infilandosi tra le intelaiature metalliche, i fili ora spezzati ora ancora ben tesi, le
ciminiere a tratti sfondate come i buchi di uno zufolo, suonava una sua nenia nella fabbrica morta, e il
commissario s
ost, incantato, ad ascoltare.


Per arrivare al punto che Saro aveva segnato ci mise quasi mezz'ora, dovette in certi punti
arrampicarsi su cumuli di detriti. Finalmente cap che era esattamente all'altezza del posto dove Saro
aveva trovato la collana, al
di l del muro. Cominci a taliarsi attorno con calma. Giornali e pezzi di
carta ingialliti dal sole, erbacce, bottigliette di cocacola (le lattine erano troppo leggere per oltrepassare
a, alcuni copertoni, pezzi di ferro, un
oggetto indefinibile, una trave marcita. E allato alla trave una borsa di pelle a sacco, elegante,
nuovissima, firmata. Stonava, cos incongrua nello sfascio che la circondava. Montalbano l'apr. Dentro
c'erano due s
assi piuttosto grossi, evidentemente erano stati messi come zavorra per far compiere alla
borsa la parabola giusta dall'esterno all'interno del muro, e nient'altro. Tali meglio la borsa. Le iniziali

ma il cuoio ne recava ancor l'impronta, una i e
una esse: Ingrid Sjostrom.


Me la stanno servendo su un piatto d'argento pens Montalbano.












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Dieci









L'idea di accettare il piatto gentilmente offerto, con tutto quello che dentro ci poteva essere, gli
venne mentre si arricriava a mangiare una generosa porzione di peperoni arrosto che Adelina aveva
lasciato in frigorifero. Cerc sull'elenco il numero di G
iacomo Cardamone, l'ora era giusta per trovare
la svedese in casa.


Ghi tu ghe palla?.


Sono Giovanni, c' Ingrid?.


Ga ora io guarda, tu aspetta.


Tent di capire da quale parte del mondo quella cameriera fosse piombata a casa Cardamone, ma
non ne

venne a capo.


Ciao, cazzuto, come stai?.


La voce era bassa e roca, come si conveniva alla descrizione che gli aveva fatto Zito, le parole per
non ebbero alcun effetto erotico sul commissario, anzi lo fecero squietare: fra tutti i nomi dell'universo,
era andato a scegliere proprio quello appartenente a un uomo di cui Ingrid conosceva perfino le misure
anatomiche.


Ci sei ancora? Ti sei addormentato in piedi? Quarto hai scopato stanotte, porcone?.


Senta, signora... .


La reazione di Ingrid fu pront
issima, una constatazione senza stupore o indignazione.


Non sei Giovanni.


No.


Allora chi sei?.


Sono un commissario di Pubblica Sicurezza, mi chiamo Montalbano.


Si aspettava una domanda allarmata e venne prontamente deluso.


Uh, che bello! U
n poliziotto! Che vuoi da me?.


Aveva mantenuto il tu, magari se sapeva che stava parlando con una persona che non conosceva.
Montalbano decise di restare al lei.


Vorrei scambiare qualche parola con lei.


Oggi pomeriggio proprio non posso, ma stasera
sono libera.


D'accordo, stasera va bene.


Dove? Vengo nel tuo ufficio? Dimmi dov'.


Meglio di no, preferisco un posto pi discreto.


Ingrid fece una pausa.


ava a


Senta, signora, capisco che lei, a ragione, diffida. Facciamo cos: fra un'ora sono al commissariato
di Vigta, lei pu telefonarmi l e chiedere di me. Va bene?.


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La donna non rispose subito, ci stava pensando, poi si decise.


Ti credo, poliziotto. Dove e a che ora?.


Si misero d'accordo sul posto, il bar di Marinella, che all'ora stabilita, le dieci di sera, era
sicuramente deserto. Montalbano le raccomand di n
on dire niente a nessuno, manco al marito.


La villa dei Luparello sorgeva all'entrata di Montelusa venendo dalla parte di mare, un edificio
ferro batt
uto, ora spalancato. Montalbano percorse il viale alberato che tagliava una parte del parco,
arriv al portone d'ingresso semichiuso, un grande fiocco nero su uno dei battenti. Si sporse a mezzo
per taliare dentro: nell'atrio, piuttosto vasto, c'erano una
ventina di persone, uomini e donne, facce di
circostanza, parlottare a bassa voce. Non gli parse opportuno passare in mezzo alla gente, qualcuno
poteva riconoscerlo e principiare a domandarsi il perch della sua presenza. Prese a camminare torno
torno alla

villa e finalmente trov un'entrata posteriore, chiusa. Suon il campanello e dovette farlo
diverse volte prima che qualcuno venisse ad aprirgli.


Ha sbagliato. Per le visite di condoglianza, dalla porta principale

disse la cameriera picciotta e
sveglia, grembiule nero e crestina, che l'aveva di colpo qualificato come non appartenente alla
categoria dei fornitori.


Sono il commissario Montalbano. Vuol dire a qualcuno della famiglia che sono arrivato?.


L'aspettav
ano, signor commissario.


Lo guid per un lungo corridoio, gli apr una porta, gli fece cenno di entrare. Montalbano si trov in
una grande biblioteca, i libri a migliaia erano ben tenuti, allineati in enormi scaffali. Una vasta
scrivania a un angolo e in

Alle pareti solo cinque quadri e Montalbano a colpo d'occhio ne riconobbe gli autori, emozionandosi.
Un contadino di Guttuso degli anni '40, un paesaggio laziale di Melli, una
demolizione di Mafai, due
rematori sul Tevere di Donghi, una bagnante di Fausto Pirandello. Un gusto squisito, una scelta di rara
elegante.


Sono quell
o che le ha telefonato. Grazie di essere venuto, la mamma ci teneva proprio tanto a
vederla. Mi scusi per tutto il disturbo che le ho arrecato parlava senza inflessione dialettale.


Per carit, nessun disturbo. Solo che io non vedo in che modo possa esse
re utile a sua madre.


Questo io l'ho gi detto a mamma, ma lei ha insistito. E non ha voluto dirmi niente circa le ragioni
per cui ha voluto che l'incomodassimo.


Si guard, come se li vedesse per la prima volta, i polpastrelli della mano destra, discr
etamente si
schiar la voce.


Abbia comprensione, commissario.


Non capisco.


Abbia comprensione per mamma, stata molto provata.


Si avvi per uscire, ma si ferm di colpo.


Ah, commissario, la voglio informare perch lei non venga a trovarsi in u
na posizione
imbarazzante. La mamma sa com' morto pap e dove morto. Come abbia fatto, non riesco a capirlo.
Gi ne era a conoscenza due ore dopo il ritrovamento. Con permesso.


Montalbano si sent sollevato, se la vedova sapeva tutto, non sarebbe stat
o obbligato a raccontarle
contorte farfantere per nasconderle l'indecenza della morte del marito. Torn a godersi i quadri. A casa
sua, a Vigta, aveva solo disegni e incisioni di Cannassi, Attardi, Guida, Cordio, e Angelo Canevari: se
li era permessi dur
amente decurtando il suo povero stipendio, oltre non poteva andare, una tela di quel
livello mai sarebbe riuscito ad accattarsela.


Le piacciono?.


Si volt di scatto, non aveva sentito entrare la signora, una donna non alta, ultracinquantenne,
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dall'aria

decisa, le minute rughe che le ragnavano la faccia ancora non riuscivano a distruggere la
bellezza dei lineamenti, mettevano anzi in risalto lo splendore degli occhi verdi, acutissimi.


Si accomodi e and a sedersi sul divano mentre il commissario prend
eva posto su una poltrona.
Quadri belli, io non ne capisco di pittura, ma mi piacciono, ce ne sono una trentina sparsi per la casa.
Li ha comprati mio marito, la pittura era un suo vizio segreto, amava dire. Purtroppo non era il solo.


Cominciamo bene
pens Montalbano e spi: Si sente meglio, signora?. Meglio rispetto a
quando?.


Il commissario s'imparpagli, gli parse d'essere davanti a una maestra che gli stava facendo
un'interrogazione difficile.


Mah, non so, rispetto a stamattina... Ho sentito

che in cattedrale ha avuto un malore.


Malore? Stavo bene, compatibilmente alla situazione. No, caro amico, ho fatto finta di svenire,
sono brava. Il fatto che m'era venuto un pensiero, se un terrorista, mi sono detta, facesse saltare in aria
la chies
a con tutti noi dentro, almeno un buon decimo dell'ipocrisia diffusa nel mondo svanirebbe con
noi. E allora mi sono fatta portare fuori.


riprendere la par
ola.


Quando una persona mi ha spiegato dov'era stato trovato mio marito, ho telefonato al questore e
gli ho domandato chi si occupava delle indagini, e se indagini c'erano. Il questore m'ha fatto il suo
nome, aggiungendo che lei persona perbene. Sono r
imasta incredula, esistono ancora persone
perbene? E perci le ho fatto telefonare.


Non posso che ringraziarla, signora.


Non siamo qui a farci complimenti. Non voglio farle perdere tempo. Lei proprio sicuro che non
si tratti di omicidio?.


Sicuri
ssimo.


E allora quali sono le sue perplessit?.


Perplessit?.


Eh s, mio caro, lei deve averne. Non si giustifica altrimenti la sua riluttanza a chiudere le
indagini.


Signora, sar

franco. Si tratta solo d'impressioni, impressioni che non dovrei e non potrei
permettermi, nel senso che, trattandosi di morte naturale, il mio dovere sarebbe stato altro. Se lei non
ha niente di nuovo da dirmi, io stasera stessa comunico al magistrato...

.


Ma io qualcosa di nuovo ce l'ho.


Montalbano ammutol.


Non so quali siano le sue impressioni continu la signora le dir le mie. Silvio era certamente
un uomo accorto e ambizioso, se era rimasto in ombra per tanti anni l'aveva fatto per un preci
so
disegno: venire alla luce al momento giusto e restarci. Ora lei pu credere che quest'uomo, dopo tutto il
tempo impiegato in pazienti manovre per arrivare dove arrivato, una bella sera decide di andare con
una donna sicuramente di malaffare in un post
o equivoco dove chiunque pu riconoscerlo e magari
ricattarlo?.


Questo, signora uno dei punti che pi degli altri mi hanno lasciato perplesso.


Vuole esserlo di pi? Io ho detto donna di malaffare e vorrei chiarire che non mi riferivo n a una
prost
ituta n a una donna comunque da pagare. Non riesco a spiegarmi bene. Le dico una cosa: appena
sposati Silvio mi confid che in vita sua non era mai stato con una prostituta e nemmeno era mai
andato in una casa di tolleranza quando erano ancora aperte. Qua
lcosa lo bloccava. E allora viene da
chiedersi che tipo era la donna che oltretutto l'ha convinto ad avere un rapporto con lei in quel posto
tremendo.


Magari Montalbano non era mai andato con una buttana, e sper che nuove rivelazioni su Luparello
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non sv
elassero altri punti di contatto tra lui e un uomo con
il
quale non avrebbe voluto spartirci il pane.


Vede, mio marito si bellamente concesso ai suoi vizi, ma non ha mai avuto tentazioni di
annichilimento, di estasi verso il basso come diceva uno scrit
tore francese. I suoi amori li consumava
discretamente in una casetta che si era fatta costruire, non a nome suo, proprio sul ciglio di Capo
Massaria. L'ho saputo dalla solita caritatevole amica.


Si alz, and allo scrittoio, armeggi con un cassetto, to
rn a sedersi con in mano una grande busta
commissario.


A proposito. Riguardo alle chiavi, era un maniaco. Ne aveva due copie di tutte, una la teneva in
quel c


Non erano nelle tasche dell'ingegnere?.


No. E non erano nemmeno nello studio d'ingegneria. E non sono state trovate nemmeno nell'altro
ufficio, quell
o, come dire, politico. Sparite, volatilizzate.


Pu averle perdute per strada. Non detto che siano state sottratte.


Non possibile. Vede, mio marito aveva sei mazzi di chiavi. Uno per questa casa, uno per la casa
di campagna, uno per la casa al ma
re, uno per l'ufficio, uno per lo studio, uno per la casetta. Li teneva


E nella macchina non sono state ritrovate?.


No. Ho dato disposizione di camb
iare tutte le serrature. Fatta eccezione per la casetta di cui io
ignoro ufficialmente l'esistenza. Se ne ha voglia, ci faccia un salto, vi trover sicuramente qualche
traccia rivelatrice circa i suoi amori.


albano volle in qualche modo consolarla.


A parte il fatto che gli amori dell'ingegnere non rientrano nella mia indagine, io ho raccolto
qualche informazione e le dir, con tutta sincerit, che ho avuto risposte generiche, valide per qualsiasi
persona.


La signora lo tali con un sorriso appena accennato.


Io non gliene ho mai fatto una colpa, sa? Praticamente, due anni dopo la nascita di nostro figlio, io
pacata
mente, per trent'anni, senza che il mio sguardo venisse offuscato dal turbamento dei sensi. Lei
non ha capito, mi scusi: parlando dei suoi amori, io intendevo non specificarne il sesso.


Montalbano s'incass nelle spalle, sprofondando di pi nella poltron
a. Gli parse che in testa gli
fosse stata data una sprangata di ferro.


Io invece continu la signora tornando al discorso che pi m'interessa, sono convinta che si
tratta di un atto criminale, mi lasci finire, non di un omicidio, di un'eliminazione fis
ica, ma di un
crimine politico. C' stata una violenza estrema, quella che l'ha portato alla morte.


Si spieghi meglio, signora.


Sono convinta che mio marito sia stato costretto con la forza oppure obbligato col ricatto ad
andare dove poi l'hanno trov
ato, in quel posto infame. Avevano un piano, ma non hanno fatto in tempo
a portarlo compiutamente a termine perch il cuore non gli ha retto per la tensione o, perch no, per la
paura. Era molto malato, sa? Aveva subito un'operazione difficile.


Ma come
avrebbero fatto a costringerlo?.


Non lo so. Forse potrebbe aiutarmi lei. Probabilmente l'hanno attirato in un agguato. Non ha
potuto fare resistenza. In quel posto infame l'avrebbero, che so, fotografato, fatto riconoscere. Da quel
momento in poi avrebb
ero avuto mio marito in pugno, un burattino nelle loro mani.


Loro chi?.


I suoi avversari politici, credo, o qualche suo socio d'affari.


Vede, signora, il suo ragionamento, anzi, la sua supposizione ha un grave difetto: non pu essere
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suffragata da

prove.


La donna apr la busta gialla che aveva sempre tenuto in mano, ne estrasse delle foto. Erano quelle
che la Scientifica aveva fatto al cadavere nella mnnara.


Oh Cristo mormor Montalbano rabbrividendo. La donna invece,
mentre le taliava, non mostrava
turbamento.


Come le ha avute?.


Ho buoni amici. Lei le ha viste?.


No.


E ha fatto male scelse una foto, la porse a Montalbano assieme alla lente d'ingrandimento. Ecco,
questa, la guardi bene. I pantaloni sono abba
ssati e s'intravede il bianco delle mutande.


Montalbano era tutto un sudore, il disagio che provava l'irritava ma non poteva farci niente. Non ci
vedo nulla di strano. Ah, no? E la marca delle mutande?. S, la vedo. E allora?.


Non dovrebbe vederl
a. Questo tipo di mutande, e se viene in camera di mio marito gliene mostro
altre, ha la marca di fabbrica sul retro e nella parte interna. Se lei la vede, come la sta vedendo, vuol
dire che le mutande sono state indossate a rovescio. E non mi venga a dire

che Silvio se l'era messe cos
alla mattina, vestendosi, e non se n'era accorto. Prendeva un diuretico, era costretto ad andare al bagno
giornata, E ques
to sta a significare una sola cosa.


se il morto fosse un tale vagamente conosciuto.


Che era nudo, quando l'hanno sorpreso e l'hanno costretto a rivestirsi

in fretta. E nudo non poteva
che essersi messo nella casetta di Capo Massaria. Ecco perch le ho dato le chiavi. Torno a ripeterle:
dare in pasto ai por
ci in qualsiasi momento. Se non moriva, sarebbe stato meglio, con la sua copertura
obbligata avrebbero potuto fare quello che volevano. In parte il piano per riuscito: tutti gli uomini di
mio marito sono stati esclusi dal nuovo direttivo. Solo Rizzo si
salvato, anzi ci ha guadagnato.


Come mai?.


Questo sta a lei scoprirlo, se ne ha voglia. Oppure pu fermarsi alla forma che hanno fatto
prendere all'acqua. Non ho capito, mi scusi.


Io non sono siciliana, sono nata a Grosseto, sono venuta a Mont
elusa quando mio padre ne era
prefetto. Possedevamo un pezzetto di terra e una casa alle pendici dell'Amiata, ci passavamo le
Vacanze. Avevo un amichetto, figlio di contadini, pi piccolo di me. Io avevo una decina d'anni. Un
giorno vidi che il mio amico a
veva messo sull'orlo di un pozzo una ciotola, una tazza, una teiera, una
scatola di latta quadrata, tutte colme d'acqua, e le osservava attentamente.


"Che fai?" gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda.


"Qual la forma dell'acqua?".


"M
a l'acqua non ha forma!" dissi ridendo: "Piglia la forma che le viene data".


In quel momento la porta dello studio si apr ed apparve un angelo.












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Undici









L'angelo, altrimenti sul momento Montalbano non seppe come definirlo, era un giovane di circa
vent'anni, alto, biondo, abbronzatissimo, perfetto di corpo, di efebica aura. Un raggio di sole ruffiano si
teva in evidenza gli apollinei tratti del viso.


Posso entrare, zia?.


Entra, Giorgio, entra.


Mentre il giovane muoveva verso il divano, senza peso, come se i suoi piedi non toccassero terra
ma scivolassero sul pavimento, percorrendo un cammino tortuo
so, quasi a spirale, sfiorando gli oggetti
che a tiro di mano gli venivano, anzi, pi che sfiorando, lievemente carezzando, Montalbano colse
anche l
a vedova rimise lestamente le altre foto nella busta gialla che pos allato a s, sul divano.
Quando il giovane gli fu vicino, il commissario not che aveva gli occhi azzurri striati di rosso, gonfi di
pianto, segnati dalle occhiaie.


Come ti senti, zia?

spi con voce quasi cantante, e accanto alla donna con eleganza s'inginocchi,
posandole la testa in grembo. Alla memoria di Montalbano balz illuminatissimo, come sotto la luce di

il

ritratto di una dama inglese
con un levriero nella stessa identica posizione che aveva assunto il giovane.


Questo Giorgio disse la signora. Giorgio Zcari, figlio di mia sorella Elisa che ha sposato
Ernesto Z
cari, il penalista, forse lei lo conosce.


Mentre parlava, la signora gli carezzava i capelli. Giorgio non diede cenno d'aver capito le parole,
con evidenza assorto nel suo devastante dolore, non si volse nemmeno in direzione del commissario.
Del resto la

signora si era ben guardata di dire al nipote chi era Montalbano e cosa faceva in quella
casa.


Sei riuscito a dormire stanotte?.


Per tutta risposta Giorgio scosse la testa.


Allora fai cos. Hai visto che di l c' il dottor Capuano? Vai da lui, fatt
i prescrivere un forte


Senza aprire bocca Giorgio fluidamente si alz, levit sul pavimento nel suo singolare moto a
spirale, spari oltre la porta.


Lo deve scusare disse la signora. Giorgio senza dubbio la persona che p
i ha sofferto e soffre
per la scomparsa di mio marito. Vede, io ho voluto che mio figlio studiasse e si facesse una posizione
indipendentemente dal padre, lontano dalla Sicilia. E le ragioni lei pu, forse, intuirle. Di conseguenza,
al posto di Stefano, m
io marito ha riversato il suo affetto sul nipote e ne stato ricambiato sino
all'idolatria, venuto addirittura a vivere con noi, con grande dispiacere di mia sorella e di suo marito
che si sono sentiti abbandonati.


Si alz, Montalbano fece lo stesso.


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Le ho detto, commissario, tutto quello che ritenevo doverle dire. So di essere in mani oneste. Se lo
stima opportuno mi faccia sapere, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Non si faccia scrupolo di
risparmiarmi, sono quello che si dice una donna for
te. Ad ogni modo, agisca secondo coscienza.


Una domanda, signora, che mi assilla da qualche tempo. Perch non si preoccup d'avvertire che
suo marito non era tornato... mi spiego meglio: era non preoccupante il fatto che suo marito non fosse
rientrato q
uella notte? Gli era capitato altre volte?.


S, gli era capitato. Per, vede, domenica sera mi telefon.


Da dove?.


Non glielo so dire. Mi disse che avrebbe fatto molto tardi. Aveva una riunione importante,
possibile addirittura che fosse costretto

a trascorrere la notte fuori.


Gli porse la mano, e il commissario, senza sapere perch, quella mano strinse tra le sue e baci.


Appena uscito sempre dalla parte posteriore della villa, scorse Giorgio seduto su di una panchina di
iegato in due, scosso da brividi convulsi.


Montalbano si avvicin, preoccupato, e vide le mani del giovane aprirsi, lasciar cadere la busta
gialla e le foto che si sparpagliarono per terra. Evidentemente, mosso da una curiosit gattesca, se n'era
impadron
ito mentre stava accoccolato vicino alla zia.


Si sente male?.


Non cos, oh Dio, non cos!.


Giorgio parlava con voce impastata, gli occhi vitrei, non aveva manco notato la presenza del
commissario. Fu un attimo, e subito s'irrigid, cadendo all'indie
tro dalla panchina senza spalliera.
Montalbano gli si inginocchi accanto, tent in qualche modo d'immobilizzare quel corpo squassato da
spasimi, una bava bianca gli si stava formando ai lati della bocca.


Stefano Luparello apparve sulla porta della villa,

si tali attorno, vide la scena, si precipit.


La rincorrevo per salutarla. Che succede?.


Un attacco epilettico, credo.


Si ingegnarono a far s

che al culmine della crisi Giorgio non si troncasse la lingua coi denti e non
sbattesse violentemente il capo. Poi il giovane si calm, rabbrividiva senza violenza.


Mi aiuti a portarlo dentro disse l'ingegnere. La cameriera, quella stessa che aveva ape
rto al
commissario, accorse alla prima chiamata dell'ingegnere.


Non vorrei che mamma lo vedesse in questo stato. Da me disse la ragazza.


Camminarono con difficolt per un corridoio diverso da quello che il commissario aveva prima
percorso, Montalbano

teneva Giorgio sotto le ascelle, Stefano lo reggeva per i piedi. Arrivati a quella
pareva sprofondato in un sonno piombigno.


Aiutatemi a spogliarlo
disse Stefano.


Solo quando il giovane rimase in boxer e canottiera, Montalbano not che, dalla base del collo fino
a sotto il mento, la pelle era bianchissima, diafana, e faceva acuto contrasto con la faccia e il petto cotti
dal sole.


Lo sa perch qui

non abbronzato? spi all'ingegnere.


Non lo so disse l'ingegnere sono tornato a Montelusa solo luned pomeriggio, dopo mesi di
assenza.


Io s intervenne la cameriera. Il signorino si era fatto male, aveva avuto un incidente di
macchina. Il coll
are se l' levato manco una settimana fa.


Quando si riprende ed in grado di capire disse Montalbano a Stefano gli dica che domattina,
verso le dieci, faccia un salto nel mio ufficio, a Vigta.


Torn alla panchina, raccolse da terra la busta e le f
oto di cui Stefano non si era accorto, le intasc.


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vedere la casetta che doveva sorgere proprio sulla punta, almeno stando a quello che gli aveva detto la
signora Luparello. Rimise in moto, procedendo molto lentamente. Quando fu proprio all'altezza del
capo, not tra gli alberi folti e bassi, un viottolo che si dipartiva dalla strada provinciale. L'imbocc e
dopo poco si vide la straducola sbarrata da un can
cello, unica apertura su un lungo muro a secco che
completamente isolava la parte del capo che strapiombava sul mare. Le chiavi erano giuste.
Montalbano lasci la macchina fuori dal cancello e si avvi per un sentierino da giardino, fatto di
blocchi di tuf
o incassati a terra. Al termine, scese per una piccola scalinata, sempre di tufo, che
perch costruita a nido d'aquila, come certi rifugi di monta
gna incastonati nella roccia.


Si trov in un vasto salone affacciato sul mare, anzi sospeso sul mare, e l'impressione d'essere sul
ponte di una nave era rinforzata da una vetrata a parete intera. L'ordine era perfetto. C'erano un tavolo
da pranzo e quattr
o sedie in un angolo, un divano e due poltrone erano invece rivolte verso la vetrata,
una credenza ottocentesca piena di bicchieri, piatti, bottiglie di vino e liquori, un televisore con
m porno e no. Sul salone si aprivano
tre porte, la prima dava su una cucinetta pulitissima, i pensili stracolmi di cibarie, il frigorifero era
invece semivuoto, fatta eccezione per alcune bottiglie di champagne e di vodka. Il bagno, piuttosto
spazioso, odo
matrimoniale ricoperto da lenzuola di bucato, due comodini su
uno dei quali un telefono, un armadio a
apr il tiretto del comodino sul quale stava il telefono, quello era sicuramente il lato che l'ingegnere di
solito oc
cupava. Tre preservativi, una biro, un blocco d'appunti dai fogli bianchi. Lo fece sussultare la
vuoto. Apr l'anta di sinistra dell'armadio, c'er
marca era interna e posteriore. In quello pi basso, un paio di mocassini e uno di scendiletto.

Uno
in tre ripiani, il pi alto e quello mediano contenevano alla rinfusa, cappelli, riviste italiane e straniere
unite dal comune denominatore dell
a pornografia, un vibratore, lenzuola e federe di ricambio. Sul
ripiano inferiore tre parrucche da donna messe sugli appositi sostegni, una bruna, una bionda, una
rossa. Forse facevano parte dei giochi erotici dell'ingegnere. La sorpresa grossa l'ebbe inve
ce
all'apertura dell'anta di destra: due vestiti da donna, molto eleganti, pendevano dalle grucce. C'erano
vuoto. E mentre si chinava a ispezionare megli
tanto sorpreso, non la vista degli abiti femminili, quanto il profumo che da essi emanava: lo stesso che
aveva percepito, solo pi vagamente, alla vecchia fabbrica, appena aperta la borsa a sacco.


Altro

non c'era da vedere, fu solo per scrupolo che si chin a taliare sotto i mobili. Una cravatta si
ritrovato col collo della camicia aperto. Estrasse d
alla sacchetta le fotografie e si persuase che, per il
colore, sarebbe andata benissimo con il vestito che l'ingegnere indossava al momento della morte.


Al commissariato, trov Germana e Galluzzo in agitazione.


E il brigadiere?.


Fazio con gli altri

al distributore di benzina, quello verso Marinella, ce stata una sparatoria.


Ci vado subito. Hanno mandato qualcosa per me?.


S, un pacchetto, da parte del dottor Jacomuzzi.


L'apr, era il gioiello, lo rimpacchett.


German, tu vieni con me, and
iamo a questo distributore. Mi lasci l e prosegui per Montelusa con
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la mia macchina. Ti dir per strada cosa devi fare.


Entr nella sua stanza, telefon all'avvocato Rizzo, gli fece sapere che la collana era in viaggio,
aggiunse di consegnare allo stess
o agente l'assegno di dieci milioni.


Mentre dirigevano verso il luogo della sparatoria, il commissario spieg a German che non doveva
lasciare il pacchetto a Rizzo se prima non aveva in tasca l'assegno, e che quest'assegno lo doveva
portare, e gli diede
l'indirizzo, a Saro Montaperto, raccomandandogli di esigerlo appena sarebbe stata
aperta la banca, alle otto del mattino del giorno dopo. Non sapeva spiegarsene il motivo, e la cosa gli
dava un enorme fastidio, ma sentiva che la faccenda Luparello volgeva
rapidamente alla conclusione.


Poi torno a prenderla al distributore?.


No, fermati al commissariato. Io me ne vengo con l'auto di servizio.


La macchina della polizia e un'auto privata sbarravano gli accessi al distributore. Appena sceso,
mentre Germa
n pigliava la strada per Montelusa, il commissario venne investito da un acuto odore di
benzina.




La benzina aveva formato un pantano, le esalazioni diedero a Montalbano un senso di nausea e un
legger
o stordimento. Ferma al distributore c'era un'auto targata Palermo, il parabrezza spaccato.


C' stato un ferito, quello ch'era al volante disse il brigadiere. stato portato via
dall'ambulanza.


Grave?.


No, una fesseria. Ma s'

preso uno scanto grande.


Cos' successo, precisamente?.


Se vuole parlare lei stesso col benzinaio... .


Alle domande del commissario, l'uomo rispose con una voce dal registro cos acuto che fece su
Montalbano lo stesso effetto di un'unghia sul vetr
o. I fatti erano all'incirca andati in questo modo: si era
fermata una macchina, l'unica persona a bordo aveva chiesto il pieno, il benzinaio aveva infilato la
pompa nel serbatoio e l l'aveva lasciata in azione, annullando lo stop all'erogazione, perch i
ntanto era
sopraggiunta un'altra macchina il cui conducente aveva domandato trentamila di carburante e una
guardatina all'olio. Mentre il benzinaio stava per servire anche il secondo cliente, un'auto, dalla strada,
aveva sparato una raffica di mitra e avev
a accelerato, scomparendo nel traffico. L'uomo che era alla
guida della prima macchina era subito partito all'inseguimento, la pompa si era sfilata e aveva
continuato a erogare carburante. Il conducente della seconda vettura gridava come un pazzo, era stat
o
ferito di striscio a una spalla. Passato il primo momento di panico e resosi conto che non c'era pi alcun
pericolo, il benzinaio aveva soccorso il ferito, e intanto la pompa continuava a spargere benzina per
terra.


Hai visto in faccia l'uomo della pri
ma macchina, quello che si messo all'inseguimento?.


Nonsi.


Ne sei proprio sicuro?.


Quant' vero Dio.


Intanto erano arrivati i vigili del fuoco chiamati da Fazio.


Facciamo cos disse Montalbano al brigadiere appena i pompieri hanno finito,

pigli il benzinaio
chi era l'uomo che volevano sparare.


Lo penso magari io.


Quanto ci scommetti che uno della latata dei Cuffaro? Questo mese

mi pare che tocca a uno di
loro.


Che mi vuole levare i soldi della sacchetta! spi ridendo il brigadiere. Lei la scommessa l'ha gi
vinta.


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Arrivederci.


E dove va? Vuole che l'accompagni con l'auto di servizio?.


Vado a casa a cambiarmi. Da qu
i, a piedi, ci vorranno una ventina di minuti. Tanticchia d'aria mi
far bene.


Si avvi, non gli andava di presentarsi a Ingrid Sjostrom vestito come un figurino.












56





Dodici









Si piazz davanti alla televi
sione appena uscito dalla doccia, ancora nudo e gocciolante. Le
immagini erano quelle del funerale di Luparello che si era svolto nella mattinata, il cameraman si era
reso conto che le uniche persone in grado di conferire una certa drammaticit alla cerimo
nia, altrimenti
assai simile a una delle tante, noiose, manifestazioni ufficiali, erano quelle che componevano il trio
vedova, figlio Stefano, nipote Giorgio. La signora, senza rendersene conto, di tanto in tanto aveva uno
scatto nervoso della testa, all'i
bassa e compunta, interpretava come il gesto evidente di una creatura che alla concretezza della morte
illogicamente si rifiutava, ma mentre il cameraman su di lei zoomava fino a cogliern
e lo sguardo,
Montalbano trov conferma di quanto gi la vedova gli aveva confessato: in quegli occhi c'erano solo
disprezzo e noia. Allato sedeva il figlio, impietrito dal dolore diceva lo speaker, e lo definiva
re mostrava una compostezza che rasentava l'indifferenza.
continuamente turciuniato, assuppato di lacrime.


Squill il telefono, and a rispondere senza staccare

lo sguardo dal televisore.


Commissario, sono German. Tutto a posto. L'avvocato Rizzo la ringrazia, dice che trover modo
di sdebitarsi.


Di qualcuno di questi modi di sdebitarsi dell'avvocato, si sussurrava, i creditori ne avrebbero
volentieri fatto a

meno.


Poi sono andato da Saro e gli ho dato l'assegno. Li ho dovuti persuadere, non si convincevano,
pensavano a una babbiata, poi si sono messi a baciarmi le mani. Le sparagno tutto quello che il
Signore, a loro parere, dovrebbe fare nei suoi confronti
. La macchina al commissariato. Che faccio,
gliela porto a casa?.


Il commissario tali l'orologio, all'incontro con Ingrid mancava poco pi di un'ora.


Va bene, ma con comodo. Diciamo che per le nove e mezza sei qua. Poi ti riaccompagno io in
paese.


prestigiatore avesse rivelato il trucco e uno allora si gode non pi la sorpresa, ma l'abilit. A mancare
invece fu il cameraman, che quel momento non fece a te
mpo a cogliere sia pure velocemente
panoramicando dal primo piano del ministro al gruppo dei famigliari, gi Stefano e due volenterosi
stavano portando fuori la signora, mentre Giorgio restava al suo posto, e continuava a cimiare.


Invece di lasciare Germa
n davanti al commissariato e proseguire, Montalbano scese con lui. Trov
Fazio di ritorno da Montelusa, aveva parlato col ferito che si era finalmente calmato. Si trattava, gli
raccont il brigadiere, di un rappresentante di elettrodomestici, milanese, ch
e una volta ogni tre mesi
pigliava l'aereo, sbarcava a Palermo, affittava una macchina e si faceva il giro. Quando si era fermato al
distributore, si era messo a taliare un foglio per controllare l'indirizzo del prossimo negozio da visitare
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e poi aveva sen
tito dei colpi e un dolore acuto alla spalla. Fazio ci credeva, al racconto.


Dott, quello quando se ne torna a Milano, si mette con quelli che vogliono staccare la Sicilia dal
nord.


E il benzinaio?.


Il

benzinaro cosa diversa. Ci sta parlando G
iallombardo, sa com' fatto, uno sta due ore con lui,
chiacchiera come se lo conoscesse da cent'anni e dopo s'adduna d'avergli detto segreti che non direbbe
manco al parrino in confessione.


Le luci erano spente, la porta a vetri d'accesso sbarrata, Monta
lbano aveva scelto proprio il giorno
di chiusura settimanale del bar Marinella. Parcheggi la macchina e attese. Pochi minuti dopo arriv
una biposto, rossa, piatta come una sogliola. Ingrid apr lo sportello, scese. Sia pure alla scarsa luce di
un lampion
e, il commissario vide che era meglio di come se l'era immaginata, jeans attillati fasciavano
le gambe lunghissime, camicia bianca scollata con le maniche arrotolate, sandali, capelli raccolti a
crocchia: una vera femmina da copertina. Ingrid si tali atto
rno, not le luci spente, indolentemente ma
a colpo sicuro si diresse verso la macchina del commissario, si chin a parlargli dal finestrino aperto.


Hai visto che avevo ragione? Ora dove si va, a casa tua?.


No fece rabbioso Montalbano. Salga.


La d
onna obbed e subito l'automobile si riemp del profumo che al commissario era gi noto.


Dove si va? ripet la donna. Ora non babbiava, non scherzava pi, da femmina di gran razza,
aveva avvertito il nervosismo dell'uomo.


Ha tempo?.


Tutto quello ch
e voglio.


Andiamo in un posto dove lei si sentir a suo agio, perch c' gi stata, vedr.


E la mia auto?.


Poi
passeremo a

riprenderla.


Partirono, e dopo qualche minuto di silenzio, Ingrid fece la domanda che avrebbe dovuto fare per
prima.



Perch hai voluto vedermi?.


Il commissario stava considerando l'idea che gli era venuta dicendole di salire in macchina con lui,
era una pensata proprio da sbirro, ma lui sempre sbirro era.


Volevo vederla perch ho da farle alcune domande.



di nome?.


Salvo. L'avvocato Rizzo ti ha detto che abbiamo ritrovato la collana?.


Quale?.


Come, quale? Quella col cuore di diamanti.


No, non me
l'ha detto. E poi io non ho rapporti con lui. L'avr sicuramente detto a mio marito.


Levami una curiosit, ma tu i gioielli sei abituata a perderli e a ritrovarli?.


Perch?.


Ma come, ti dico che abbiamo trovato la tua collana che vale un centinaio

di milioni e non batti
ciglio?. Ingrid rise di gola, sommessamente. Il fatto che non mi piacciono. Vedi?. Gli mostr le
mani.


Non porto anelli, nemmeno quello di matrimonio. Dov' che l'avevi persa?. Ingrid non rispose
subito. Si sta ripassando

la lezione pens Montalbano. Poi la donna attacc a parlare,
meccanicamente, il fatto d'essere straniera non l'aiutava
a
mentire.


Avevo curiosit di vedere questa mannra... .


Mnnara corresse Montalbano.


... di cui avevo sentito parlare. Ho pers
uaso mio marito a portarmici. L sono scesa, ho fatto
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litigare. Siamo ripartiti. A casa mi sono accorta che non avevo pi la collana.


E com' che quella s
era te l'eri messa, dato che non ti piacciono i gioielli? Non mi sembra proprio
adatta per andare alla mnnara.


Ingrid esit.


L'avevo messa perch nel pomeriggio ero stata con un'amica che voleva vederla.


Senti disse Montalbano devo farti una prem
essa. Io sto parlando con te sempre come
commissario, ma in forma ufficiosa, mi spiego?.


No. Che cosa vuole dire ufficiosa? Non conosco la parola.


Significa che quello che mi dirai rester tra te e me. Come mai tuo marito ha scelto proprio Rizzo
come

avvocato?.


Non doveva?.


No, almeno a rigore di logica. Rizzo era il braccio destro dell'ingegnere Luparello, vale a dire il
pi grosso avversario politico di tuo suocero. A proposito, lo conoscevi Luparello?.


Di vista. Rizzo da sempre l'avvocat
o di Giacomo. E io non capisco un cazzo di politica.


Si stir, le braccia arcuate all'indietro.


Mi sto annoiando. Peccato. Pensavo che l'incontro con un poliziotto sarebbe stato pi eccitante.
Posso sapere dove stiamo andando? C' ancora molta strada?
.


Siamo quasi arrivati disse Montalbano.


Appena passata la curva Sanfilippo, la donna si fece nervosa, tali due o tre volte con la coda
dell'occhio il commissario, mormor:


Guarda che non ci sono bar, da queste parti.


Lo so disse Montalbano e, r
sedile dove ora stava seduta Ingrid. Voglio che tu veda una cosa.


Gliela pos sulle ginocchia. La donna la guard e parve veramente sorpresa.


Com' che ce l'hai tu?.


tua?.


Certo che mia, guarda, ci sono le mie iniziali.


Vedendo che le due lettere dell'alfabeto mancavano, rest ancora pi interdetta.


Saranno cadute disse a bassa voce, ma non era persuasa. Si stava perdendo in un labirinto di
domande senza risposta, or
a qualcosa cominciava a preoccuparla, era evidente.


Le tue iniziali ci sono ancora, non le puoi vedere perch siamo al buio. Le hanno strappate, ma
rimasta la loro impronta sul cuoio.


Ma perch le hanno tolte? E chi?.


Adesso nella sua voce suonava

una nota d'angoscia. Il commissario non le rispose, per sapeva
benissimo perch l'avevano fatto, proprio per fargli credere che Ingrid avesse tentato di rendere
talbano,
che aveva accelerato come se volesse proseguire dritto, violentemente sterz, imboccandolo. In un
attimo, e senza una parola, Ingrid spalanc lo sportello, agilmente scese dalla macchina in corsa, si
diede alla fuga tra gli alberi. Bestemmiando, i
l commissario fren, salt fuori, inizi l'inseguimento.
Dopo pochi secondi si rese conto che mai avrebbe potuto raggiungerla e si ferm, indeciso: proprio
allora la vide cadere. Quando le fu accanto, Ingrid, che non si era potuta rialzare, interruppe un s
uo
monologo svedese che per chiaramente esprimeva paura e rabbia.


Vaffanculo! e continu a massaggiarsi la caviglia destra.


Alzati e non fare pi stronzate. Obbed con fatica, si appoggi a Montalbano che era rimasto
immobile, senza aiutarla.


Il ca
ncello si apr con facilit, fu invece la porta d'ingresso a opporre resistenza.


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Faccio io disse Ingrid. L'aveva seguito senza fare un gesto, come rassegnata. Ma aveva
organizzato un suo piano di difesa.


Tanto, dentro, non ci troverai niente disse su
lla soglia con tono di sfida.


Accese la luce, sicura di s, ma alla vista dei mobili, delle videocassette, della stanza perfettamente
arredata, ebbe uno scoperto moto di sorpresa, una ruga le si disegn sulla fronte.


Mi avevano detto... .


Si controll

un'altra mossa.


In camera da letto disse il commissario.


Ingrid apr la bocca, stava per dire una battuta facile, ma si scoraggi, volse le spalle, zoppicando si
rec nel
l'altra stanza, accese la luce, questa volta non mostrando nessuna sorpresa, se l'aspettava che


Sai di chi sono questi vestiti?. Devo pensare che siano
di Silvio, l'ingegnere Luparello.


Apr l'anta centrale.


Queste parrucche sono tue?.


Mai portata una parrucca.


Quando apr l'anta di destra, Ingrid chiuse gli occhi.


Guarda, tanto non risolvi niente. Sono tuoi?.


S. Ma... .


... ma non avre
bbero dovuto pi esserci concluse per lei Montalbano. Ingrid trasal.


Come lo sai? Chi te l'ha detto?.


Non me l'ha detto nessuno, l'ho capito da solo. Faccio il poliziotto, te lo ricordi? Anche la borsa a
sacco stava nell'armadio?.


Ingrid fece cenn
o di s con la testa.




Dentro la borsa. Una volta ho dovuto metterla poi sono venuta qua e l'ho lasciata.


Fece una pausa, tali a lungo il commissario negli occhi.


Cosa significa tutto questo?.


Torniamo di l.


un sorso solo, lo riemp di nuovo.


Tu ne vuoi?.


Montalbano disse di no, si era seduto sul divano, taliava il mare, la luce era abba
stanza bassa per
farlo intravedere al di l della vetrata. Ingrid venne a sedersi accanto a lui.


Sono stata qua a guardare il mare in occasioni migliori.


Scivol tanticchia sul divano, appoggi la testa sulla spalla del commissario che non si mosse,
av
eva subito capito che quel gesto non era un tentativo di seduzione.


Ingrid, ti ricordi quello che ti ho detto in macchina? Che il nostro era un discorso ufficioso?.


S.


Rispondimi sinceramente. I vestiti nell'armadio li hai portati tu o ci sono sta
ti messi?.


Li ho portati io. Mi potevano servire.


Eri l'amante di Luparello?.


No.


Come no? Qui mi pare che sei di casa.


Con Luparello sono stata a letto una sola volta, sei mesi dopo che ero arrivata a Montelusa. Dopo
mai pi. Mi ha portata

qui. Ma successo che siamo diventati amici, amici veri, come mai, nemmeno
al mio paese, m'era accaduto con un uomo. Potevo dirgli tutto, proprio tutto, se mi capitava un guaio
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riusciva a tirarmene fuori, senza fare domande.


Vuoi farmi credere che in
quell'unica volta che sei stata qui ti sei portata appresso vestiti, jeans,
mutandine, borsa e collana?.


Ingrid si scost, irritata.


Non voglio farti credere nulla. Ti stavo raccontando. Dopo qualche tempo ho chiesto a Silvio se
potevo di tanto in tant
o usare questa casa e lui mi ha detto di s. Mi ha pregato di una sola cosa, di
essere molto discreta e di non dire mai a chi apparteneva.


Se decidevi di venirci, come facevi a sapere che l'appartamento era libero e a tua disposizione?.


Avevamo conco
rdato una serie di squilli telefonici. Io con Silvio sono stata di parola. Qui ci
portavo un solo uomo, sempre lo stesso.


Bevve un lungo sorso, si era come incurvata nelle spalle.


Un uomo che da due anni voluto entrare a forza nella mia vita. Perch
io, dopo, non volevo
pi.


Dopo che?.


Dopo la prima volta. Mi faceva paura la situazione. Ma lui era... come accecato, ha per me, come
si dice, un'ossessione. Solo fisica. Ogni giorno mi domanda di vederci. Poi, quando lo porto qui, mi si
butta addo
sso, diventa violento, mi strappa i vestiti. Ecco perch ho i ricambi nell'armadio.


Quest'uomo lo sa a chi appartiene la casa?.


Non gliel'ho mai detto e del resto lui non me l'ha mai chiesto. Vedi, non geloso, solo che mi
vuole, non si stanchereb
be mai di starmi dentro, in qualsiasi momento pronto a prendermi.


Capisco. E Luparello a sua volta sapeva chi portavi qua?.


Vale lo stesso, non me l'ha chiesto e non gliel'ho detto.


Ingrid si alz.



Non possiamo andare a parlare altrove? Questo posto adesso mi deprime. Sei sposato?.


No rispose Montalbano sorpreso.


Andiamo a casa tua e sorrise senza allegria. Te l'avevo detto che sarebbe finita cos, no?.












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Tredici









Nessuno
commissario ancora una volta stava cedendo alla sua natura di sbirro. E difatti, giunto all'imbocco del
ponte che sovrastava il Canneto, accost, fren, scese e disse a
Ingrid di fare altrettanto. Dall'alto del
ponte, il commissario mostr alla donna il greto asciutto che s'indovinava al chiaro di luna.


esti capace di andare gi con l'auto?.


Ingrid esamin il percorso, il primo tratto, quello che riusciva a vedere, anzi a indovinare.


Non te lo so dire. Se fosse giorno sarebbe diverso. Ad ogni modo potrei provare, se lo vuoi.


Tali il commissario sor
ridendo, con gli occhi socchiusi.


Ti sei informato bene su di me, eh? Allora, che devo fare?.




Sal in macchina, part. Bastarono pochi secondi perch Montalbano perdesse di vista la luce dei
fari.


E buonanotte. M'ha pigliato per il culo si rassegn il commissario.


E mentre si disponeva alla lunga camminata verso Vigta, la ud tornare, il motore che urlava.
Forse ce la faccio. Hai una pila?.




La donna s'inginocchi, illumin

il di sotto dell'automobile, si rialz.




Montalbano glielo diede, con esso Ingrid si leg strettamente la caviglia che le doleva. Monta.


A marcia indietro, arriv all'inizio di una strada sterrata che si dipartiva dalla provincia
le e portava
fin sotto il ponte.


Ci provo, commissario. Ma tieni presente che ho un piede fuori uso. Allacciati la cintura. Devo
correre?.


S, ma l'importante che arriviamo sani e salvi alla spiaggia.


Ingrid ingran la marcia e part sparata. Furo
no dieci minuti di sballottamento continuo e feroce,
Montalbano a un certo punto ebbe l'impressione che la testa ardentemente desiderasse staccarsi dal
resto del corpo e volare via dal finestrino. Ingrid invece era tranquilla, decisa, guidava tenendo la pu
nta
della lingua fuori dalle labbra e al commissario venne l'impulso di dirle di non tenerla cos, poteva
staccarsela con un morso involontario. Quando furono arrivati alla spiaggia:


Ho superato l'esame? spi Ingrid.


Nel buio, gli occhi di lei sparlucc
icavano. Era eccitata e contenta.


S.


Facciamolo di nuovo, in salita. Ma tu sei pazza! Basta cos. Aveva detto giusto, chiamandolo
esame. Solo che era stato un esame che non aveva risolto nulla. Ingrid quella strada sapeva
6
2


tranquillamente percorrer
la, e questo era un punto a suo sfavore, alla richiesta del commissario per
non aveva mostrato nervosismo, solo sorpresa, e questo era un punto a suo favore. Il fatto che non
avesse scassato niente dell'auto, com'era da considerarsi? Di segno positivo o n
egativo?


Allora? Lo rifacciamo? Dai, questo stato l'unico momento della serata in cui mi sono divertita.


No, ho detto di no.


Allora guida tu, io ho troppo male.


Il commissario guid lungo la ripa di mare, ebbe conferma che la macchina era in or
dine, niente di
rotto.


Sei proprio brava.


Vedi disse Ingrid diventata professionale e seria. Chiunque pu scendere per quel tratto.
L'abilit consiste nel fare arrivare alla fine la macchina nelle stesse precise condizioni in cui era partita.
Perch

dopo, magari, ti trovi davanti a una strada asfaltata, non una spiaggia come questa, e devi
recuperare correndo. Non mi spiego bene.


Ti spieghi benissimo. Chi per esempio dopo la discesa arriva sulla spiaggia con le sospensioni
rotte, uno che non ci
sa fare.


Erano giunti alla mnnara, Montalbano sterz a destra. Vedi quel grosso cespuglio? Li stato
trovato Luparello.


Ingrid non disse niente, non mostr nemmeno molta curiosit. Fecero il viottolo, quella sera c'era
scarso movimento, e sotto il m
uro della vecchia fabbrica:


Qui la donna che era con Luparello ha perso la collana e ha gettato la borsa a sacco al di l del
muro.


La mia borsa?.


S.


Non sono stata io mormor Ingrid e ti giuro che di questa storia non ci capisco niente.


Qu
ando arrivarono alla casa di Montalbano, Ingrid non ce la fece a scendere dalla vettura, il
commissario dovette circondarla con un braccio alla vita mentre lei si appoggiava alla sua spalla.
Appena dentro, la donna si abbandon sulla prima sedia che le ven
ne a tiro.


Cristo! Ora mi fa veramente male.


Vai di l e levati i pantaloni, cos posso farti una fasciatura.


Ingrid si alz con un lamento, s'incammin zoppicando, sorreggendosi ai mobili e alle pareti.


Montalbano chiam

il commissariato. Fazio l'inform che il benzinaio si era ricordato di tutto,
aveva identificato perfettamente l'uomo al volante, quello che volevano ammazzare. Turi Gambardella,
uno dei Cuffaro, come volevasi dimostrare.


Galluzzo continu Fazio and
ato a casa di Gambardella, la moglie dice che non lo vede da due
giorni.


Avrei vinto la scommessa con te disse il commissario.


Perch, secondo lei io sarei stato tanto stronzo da abboccare?.


Sent in bagno l'acqua scrosciare, Ingrid doveva apparten
ere a quella categoria di donne che non
sanno resistere alla vista di una doccia. Form il numero di Geg, quello del telefonino.


Sei solo? Puoi parlare?.


Per essere solo, sono solo. Per parlare, dipende.


Ti devo chiedere solo un nome. un'informa
zione che non ti compromette, chiaro? Ma voglio una
risposta precisa.


Il nome di chi?.


Montalbano glielo spieg e Geg non ebbe difficolt a farlo, quel nome, e per buon peso aggiunse
anche un soprannome.


Ingrid si era distesa sul letto, aveva addoss
o un grande asciugamano che la copriva assai poco.


63


Scusami, ma non riesco a stare in piedi.


gamba.


Nel movimento, i minuscoli slip di lei fecero capolino e

anche un seno, che pareva pittato da un
pittore che di femmine ne capiva, mostr un capezzolo che pareva taliarsi attorno, incuriosito
dell'ambiente sconosciuto. Anche questa volta Montalbano cap che in Ingrid non c'era nessuna volont
di seduzione, e gl
iene fu grato.


Vedrai che fra un poco ti sentirai meglio le disse dopo averle spalmato la pomata sulla caviglia e
averla strettamente avvolta nella garza. Per tutto il tempo, Ingrid non aveva staccato lo sguardo da lui.


Ne hai whisky? Portamene mezzo
bicchiere senza ghiaccio.


Era come se si conoscessero da una vita. Montalbano pigli una sedia, dopo averle dato il bicchiere,


Sai una cosa, commissario? disse Ingrid, taliandolo, aveva gli occhi verdi, e splendevano. Tu

sei
il primo, vero uomo che incontro da cinque anni a questa parte.


Meglio di Luparello?.


S.


Grazie. Ora senti le mie domande. Falle.


nessuno, a
nd ad aprire perplesso. Sulla soglia c'era Anna, in borghese, che gli sorrideva.


Sorpresa!.


Lo scost, entr in casa.


Grazie dell'entusiasmo. Dove sei stato, tutta la sera? Al commissariato mi hanno detto che eri qua,
sono venuta, era tutto buio, ho

telefonato almeno cinque volte, niente, poi finalmente ho visto la luce.


Tali attentamente Montalbano che non aveva aperto bocca.


Che hai? Sei diventato muto? Allora senti....


sto Ingrid, seminuda, un
bicchiere in mano. Prima divenne pallida, poi violentemente arross.


Scusatemi mormor e si precipit fuori di corsa.




Rabbiosamente, Montalbano diede un calcio alla porta d'entrata che fece vibrare la parete, mentre
sentiva l'auto di Anna che ripartiva, sgommando con la stessa rabbia con la quale lui aveva chiuso la
porta.


Non ho il dovere di spiegarle niente, cazzo!.




No. Per copriti.


Scusami.


Montalbano si lev la giacca e la camicia, tenne per un poco la testa sotto l'acqua del rubinetto del
bagno, torn a sed


Voglio sapere per bene la storia della collana.


Dunque, luned passato Giacomo, mio marito, stato svegliato da una telefonata che non ho
capito, avevo troppo sonno. Si vestito in fretta ed uscito. tornato dopo due ore e m
i ha domandato
dove era andata a finire la collana, dato che da qualche tempo non la vedeva per casa. Io non potevo
rispondergli che era dentro la borsa in casa di Silvio, se lui mi domandava di vederla, non avrei saputo
cosa rispondere. Cos gli dissi che

l'avevo perduta da almeno un anno e che non glielo avevo detto
prima perch avevo paura che s'arrabbiasse, quella collana valeva un sacco di soldi, oltretutto me
lio bianco,
serviva per l'assicurazione, mi ha detto.


64


E la storia della mnnara com' venuta fuori?.


Ah, quello successo dopo, quando tornato per il pranzo. Mi ha spiegato che il suo avvocato,
Rizzo, gli aveva detto che per l'assicurazione occorr
eva una spiegazione pi convincente sullo
smarrimento e gli aveva suggerito la storia della mannra.


Mnnara corresse pazientemente Montalbano, quell'accento spostato gli dava fastidio.


Mnnara, mnnara ripet Ingrid. A me, sinceramente, la storia
non mi convinse, mi pareva
storta, troppo inventata. Allora Giacomo mi fece notare che agli occhi di tutti io passavo per una
puttana e quindi era da pensare che mi fosse venuta un'idea come quella di farmi portare alla
mnnara.


Capisco.


Ma non capis
co io!. Avevano in mente d'incastrarti. Non so la parola.


Guarda: Luparello muore alla mnnara mentre sta con una donna che l'ha convinto ad andare l,
d'accordo?. D'accordo.


Bene, vogliono far credere che quella donna sei tu. Tua la borsa, t
ua la collana, tuoi i vestiti in
casa di Luparello, tu sai fare la discesa del Canneto... Io dovrei arrivare ad una sola conclusione: quella
donna si chiama Ingrid Sjostrom.


Ho capito disse lei e rimase in silenzio, gli occhi fissi sul bicchiere che av
eva in mano. Poi si
scosse.


Non possibile.


Cosa?.


Che Giacomo sia d'accordo con la gente che vuole incastrarmi, come dici tu.


Pu darsi che l'abbiano costretto ad essere d'accordo. La situazione economica di tuo marito non
felice, lo sai?.


Lui non me ne parla, ma l'ho capito. Sono sicura per che se l'ha fatto, non stato per soldi.


Di questo ne sono quasi convinto anch'io.


E perch, allora?.


Ci sarebbe un'altra spiegazione, e cio che tuo marito sia stato costretto a coinvolgert
i per salva re


And nell'altra stanza, dove c'era una piccola scrivania sommersa di carte, pigli
il
fax che gli aveva
spedito Nicol Zito.


Ma salvare un'altra persona da che? gli spi Ingrid appena
lo vide tornare. Se Silvio morto
mentre faceva l'amore, non c' colpa di nessuno, non stato ammazzato.


Proteggere non dalla legge, Ingrid, ma da uno scandalo.


La donna cominci a leggere il fax prima sorpresa poi sempre pi

divertita, rise apertamente
all'episodio del Polo
-
lato.


lui, tuo suocero, l'uomo che portavi nel pied
-

-
terre di Luparello?.


Per rispondere, Ingrid fece uno sforzo
evidente.


S. E a Montelusa vedo che ne parlano, malgrado io abbia fatto di tutto perch non succedesse.
la cosa pi sgradevole che mi sia capitata in Sicilia, in tutto il tempo che ci sto.


Non c' bisogno che mi racconti i particolari.


Voglio sp
iegarti che non sono stata io a cominciare. Due anni fa mio suocero doveva partecipare a
un congresso, a Roma. Invit me e Giacomo, ma all'ultimo momento mio marito non pot venire,

bene, per proprio l'ultima
notte lui entr nella mia stanza. Mi sembr pazzo, andai con lui per farlo stare tranquillo, gridava, mi
minacciava. In aereo, durante il viaggio di ritorno, a momenti piangeva, disse che non sarebbe successo
mai pi. Tu lo sai

che abitiamo nello stesso palazzo? Bene, un pomeriggio che mio marito era fuori e io
65


era in cucina... Il giorno dopo dissi a Giacomo che volevo cambi
are casa, lui cadde dalle nuvole, io
ragione lui, dal suo punto di vista. Intanto mio suocero insisteva, mi baciava, mi toccava appena
poteva, rischia
ndo di farsi vedere da sua moglie, da Giacomo. Per questo ho pregato Silvio di prestarmi
di tanto in tanto la sua casa.




Non lo so, ci ho pensato. Certe volte mi pare di s, altre volte mi convinco di no.


Ancora una

domanda, Ingrid. Quando siamo arrivati a Capo Massaria, mentre stavi aprendo la
porta, mi hai detto che tanto dentro non ci avrei trovato niente. E quando invece hai visto che dentro
c'era tutto e tutto era come sempre, sei rimasta molto sorpresa. Qualcun
o ti aveva assicurato che dalla
casa di Luparello era stata portata via ogni cosa?.


S, me l'aveva detto Giacomo.


Ma allora tuo marito sapeva?.


Aspetta, non mi fare confondere. Quando Giacomo mi ha detto quello che dovevo dire se mi
avessero inter
rogato quelli dell'assicurazione, e cio che ero stata con lui alla mnnara, io mi
preoccupai di un'altra cosa, il fatto che prima o poi, morto Silvio, qualcuno avrebbe potuto scoprire la
sua casetta e dentro c'erano i miei vestiti, la mia borsa e le altre

cose.


Chi li avrebbe dovuti trovare, secondo te?.


Mah, non so, la polizia, i suoi familiari... Dissi tutto a Giacomo, per, gli raccontai una bugia, non
gli dissi niente di suo padre, gli feci capire che li ci andavo con Silvio. La sera mi disse che

tutto era a
posto, ci avrebbe pensato un amico, se qualcuno ritrovava il villino avrebbe visto solo pareti
imbiancate. E io ci ho creduto. Che hai?.


Montalbano venne preso in contropiede dalla domanda.


Come, che ho?.


Ti tocchi continuamente la nuca
.


Ah, s. Mi fa male. Dev'essere stato quando siamo scesi per il Canneto. E la caviglia come va?.


Meglio, grazie.


Ingrid si mise a ridere, passava da uno stato d'animo all'altro, come capita ai bambini. Che hai da
ridere?.


La tua nuca, la mia c
aviglia... Sembriamo due ricoverati in ospedale.


Te la senti di alzarti?.


Se fosse per me, resterei qua fino a domani mattina. Abbiamo ancora da fare. Vestiti. Ce la fai a
guidare?.












66





Quattordici









L'auto rossa a sogliola di Ingrid era ancora ferma al posteggio del bar Marinella, si vede che
l'avevano stimata troppo impegnativa per rubarla, non ce n'erano tante in giro a Montelusa e provincia.


Piglia la tua macchina e seguimi disse Montalbano. To
rniamo a Capo Massaria.


Oddio! A che fare? Ingrid s'imbronci, non ne aveva nessuna voglia e il commissario la capiva
benissimo.


Nel tuo stesso interesse.


Alla luce dei fari, subito astutati, il commissario s'accorse che il cancello della villa era

aperto.
Scese, si avvicin all'auto di Ingrid.


Aspettami qua. Spegni i fari. Ti ricordi se quando siamo andati via abbiamo chiuso il cancello?.


Non lo ricordo bene, ma mi pare proprio di s.


Gira la macchina, fai meno rumore possibile.


La donna
esegu, il muso dell'auto ora puntava verso la strada provinciale.


Stammi a sentire bene. Io vado gi, e tu stai con le orecchie tese, se mi senti gridare o avverti che
qualcosa non ti convince, non starci a pensare, parti, tornatene a casa.


Pensi che

dentro ci sia qualcuno?.


Non lo so. Tu fai come ti ho detto.


peso nei passi, scese la scala, la porta d'ingresso questa volta s'apr senza fare resistenz
a n rumore.
Oltrepass la soglia, pistola in pugno. Il salone era in qualche modo debolmente illuminato dal riflesso
del mare. Con un calcio spalanc la porta del bagno e via via le altre, sentendosi, in chiave comica, un
eroe di certi telefilm americani.

In casa non c'era nessuno, n c'erano tracce che qualcun altro ci fosse
stato, ci volle poco a farsi persuaso che il cancello era stato lui stesso a scordarselo aperto. Apr la
vetrata del salone, guard sotto. In quel punto Capo Massaria si sporgeva sul
mare come la prua di una
nave, l sotto l'acqua doveva essere funnuta. Zavorr la borsa a sacco di posate d'argento e di un
pesante posacenere di cristallo, la fece roteare sopra la testa, la scagli fuori, non l'avrebbero ritrovata
tanto facilmente. Poi d
usc, si preoccup di controllare che la porta d'ingresso fosse ben chiusa. Appena apparve in cima alla
scala, venne investito dalla luce dei fari dell'auto di Ingrid.


Ti ave
vo detto di tenere spenti i fari. E perch hai rigirato la macchina?.


Se c'erano guai, non mi piaceva lasciarti solo.


Ecco i tuoi vestiti.


Lei li prese, li mise nel posto allato.


E la borsa?.


L'ho gettata in mare. Ora tornatene a casa. Non han
no pi in mano niente per incastrarti.


67


petto. Poi, senza pi taliarlo, risal, ingran la marcia, part.


Proprio all'imbocco del ponte sul Canneto, c'era un'automobile ferma che quasi ostruiva la strada e
un uomo in piedi, i gomiti appoggiati sul tetto, le mani a coprirsi il volto, si dondolava leggermente.


C' cosa? spi Montalbano frenando.


L'uomo si vo
lt, aveva la faccia insanguinata, gli colava da una vasta ferita proprio in mezzo alla
fronte. Un cornuto rispose.


Non ho capito, si spieghi meglio Montalbano scese dall'auto, gli si avvicin.


Camminavo frisco frisco e un figlio di buttana mi sorpa
ssa, a momenti gettandomi fuori dalla
strada. Allora io mi sono incazzato e ho pigliato a corrergli darr, suonando e con gli abbaglianti
mano che non ho ca
pito, e mi sono scantato pensando a un'arma, venuto verso di me, io avevo il
finestrino abbassato, e senza dire ai n bai m'ha dato una gran botta con quella cosa che ho capito ch'era
una chiave inglese.


Ha bisogno d'aiuto?.


No, il sangue si sta at
tagnando.


Vuole sporgere denuncia?.


Non mi faccia ridere, mi fa male la testa.


Desidera che l'accompagni all'ospedale?.


Si vuole, per favore, fare i cazzi suoi?.


Da quand'era che non passava una nottata di sonno come Dio comanda? Ora c'era qu
esta minchia di
dolore, darr nel cozzo, che non gli dava requie, continuava magari se stava fermo a panza sotto o a
panza all'aria, non faceva differenza, il dolore seguitava, surdigno, cardascioso, senza fitte acute, che
forse era peggio. Accese la luce,

erano le quattro. Sul comodino c'erano ancora la pomata e il rotolo di
garza che gli erano serviti per Ingrid. Li pigli, davanti allo specchio del bagno si spalm sulla nuca
tanticchia di pomata, capace che gli portava sollievo, e poi con la garza si fas
ci il collo, la fiss con un
pezzo di sparatrappo adesivo. La fasciatura l'aveva fatta forse troppo stretta, gli veniva di fatica furiare
la testa. Si tali allo specchio. E fu allora che un flash accecante gli esplose nel cervello, oscur persino
la luce

del bagno, gli parse d'essere diventato un personaggio dei fumetti che aveva il potere degli occhi
a raggi x, che riuscivano persino a vedere dentro le cose.


Al ginnasio, aveva avuto un vecchio parrino insegnante di religione. La verit luce aveva de
tto
un giorno.


Montalbano era uno scolaro murritiuso, scarso di studio, stava sempre all'ultimo banco.




Questo era stato il suo commento ad alta voce, ed er
a stato cacciato fuori dalla classe.


Ora, a trent'anni e passa dal fatto, domand mentalmente scusa al vecchio parrino.



Che faccia laida che ha! esclam Fazio appena lo vide arrivare al commissariato. Non si sente
bene?.


Lasciami perdere fu la ri
sposta di Montalbano. Notizie di Gambardella? L'avete trovato?.


Niente. Sparito. Io mi sono fatto il concetto che lo ritroviamo campagna campagna mangiato dai
cani.


C'era per qualcosa nel tono di voce del brigadiere che non lo persuadeva, lo conosce
va da troppi
anni.


Che c'?.


C' che Gallo andato al pronto soccorso, s' fatto male a un braccio, niente di serio. Com'
stato?. Con la macchina di servizio. Correva? andato a sbattere?. S.


Hai bisogno della mammana per tirarti fuori
le parole?.


Beh, l'ho mandato d'urgenza al mercato del paese, c'era un'azzuffatina, lui partito di corsa, lo sa
68


com', ha sbandato ed andato a finire contro un palo. La macchina l'hanno trainata all'autoparco
nostro di Montelusa, ce ne hanno data un
'altra.


Dimmi la verit, Fazio: ci avevano tagliato le gomme?.


S.


tagliarci le gomme lo sport nazionale di questo minchia di paese? Digli che non s
i presenti oggi in
ufficio perch se lo vedo gli spacco il culo.


Sbatt la porta della sua stanza, era veramente arrabbiato, cerc dentro una scatola di latta dove
teneva di tutto, da francobolli a bottoni caduti, trov la chiave della vecchia fabbrica,
and via senza
salutare.


Seduto sulla trave fradicia accanto alla quale aveva trovato la borsa di Ingrid, taliava quello che
l'altra volta gli era parso un oggetto indefinibile, una specie di manicotto di raccordo

per tubi, e che ora
chiaramente individuava: un collare anatomico, come nuovo, anche se si capiva che era stato usato. Per
una forma di suggestione, la nuca torn a fargli male. Si alz, pigli il collare, usc dalla vecchia
fabbrica, torn al commissaria
to.


Commissario? Sono Stefano Luparello. Mi dica, ingegnere.


Io l'altro giorno ho avvertito mio cugino Giorgio che lei voleva vederlo stamattina alle dieci. Per,
proprio cinque minuti fa, mi ha telefonato mia zia, sua madre. Non credo che Giorgio p
otr venire a
trovarla, come era nelle sue intenzioni.


Che successo?.


Non so di preciso, ma pare che stanotte sia stato sempre fuori di casa, cos ha detto la zia.


Mi scusi, i
ngegnere, ma mi pare che sua madre m'avesse detto che dormiva a casa vostra.


vero, ma fino alla morte di mio padre, poi si trasferito a casa sua. Da noi, senza pap, si sentiva
a disagio. Comunque, zia ha chiamato il dottore che gli ha fatto un'inie
zione sedativa. Ora dorme
profondamente. A me fa molta pena, sa. Lui era forse troppo attaccato a pap.


L'ho capito. Gli dica, se vede suo cugino, che avrei veramente bisogno di parlargli. Ma senza
fretta, niente d'importante, quando pu.


Senz'altro.

Ah, la mamma, che vicino a me, mi dice di salutarla.


Ricambi. Le dica che io... Sua madre una donna straordinaria, ingegnere. Le dica che ho molto
rispetto per


lei.


Glielo dir, grazie.


Montalbano pass ancora un'ora a firmare carte e altre a

scriverne. Erano complessi, quanto inutili,
questionari del ministero. Galluzzo, molto agitato, non solo non buss, ma spalanc la porta tanto da
farla ribattere contro la parete.


E che minchia! Che c'?.


L'ho saputo ora ora da un collega di Montelus
a. Hanno ammazzato l'avvocato Rizzo. Sparato.
L'hanno trovato vicino alla sua automobile, in contrada San Giusippuzzu. Se vuole, m'informo
meglio.


Lascia perdere, ci vado io.


Montalbano tali l'orologio, erano le undici, usc di corsa.


In casa di Sar
o non rispondeva nessuno. Montalbano tuppi alla porta accanto, venne ad aprire una


Che c'? Che modo di disturbare?.


Mi perdoni, signora, cercavo i signori Montaperto.


Signuri Montaperto? Ca quali signuri! Chidd
ri munnizzari vastasi sunnu!.


69


Non doveva correre buon sangue fra le due famiglie. Lei cu ?.


Sono un commissario di Pubblica Sicurezza.


La donna s'illumin in volto, pigli a fare voci con note acute di contentezza.


Turiddru! Turiddru ! Veni di c
ursa cc!.


Chi fu? spi apparendo un vecchio inagrissimo.


Chistu signuri un commissariu ! Vidi ch'aviva raggiuni!? Vidi ca i guardii i cercanu? U vidi ca
eranu genti tinta? U vidi ca sinni scapparu pi nun finiti in galera?.


Quando se ne sono scap
pati, signora?.


Mancu mezz'ura, havi. Cu u picciliddru. Si ci curri appressu, capaci ca li trova strata strata.


Grazie, signora. Corro all'inseguimento.


Saro, sua moglie e il picciliddro ce l'avevano fatta.


Lungo la strada per Montelusa venne fermato due volte, prima da una pattuglia di alpini e poi da
un'altra di carabinieri. Il peggio venne sulla via per San Giusippuzzu, praticamente tra sbarramenti e
controlli impieg tre quarti d'ora per fare manco cinque

colonnello dei carabinieri, tutta la questura di Montelusa al completo. C'era magari Anna, che fece finta
di non vederlo. Jacomuzzi si taliava attorno, cercava qualcuno per raccontargli ogni cosa per filo e pe
r
segno. Appena si addun di Montalbano gli corse incontro.




In quanti erano?.


Uno solo, almeno a sparare stato uno solo. Il povero avvocato uscito dal suo studio alle sei e
mezzo di stamattina, ha preso
alcune carte e si diretto verso Tabbta, aveva un appuntamento con un
cliente. Dallo studio andato via da solo, questo certo, ma strada facendo ha caricato in macchina
qualcuno che conosceva.


Magari si tratta di uno che gli ha domandato un passagg
io.


Jacomuzzi scoppi in una risata di cuore, tanto che ci furono persone che si voltarono a taliarlo.


E tu te lo vedi Rizzo, con tutti i carichi che porta, dare tranquillamente passaggio a uno
sconosciuto? Ma se doveva guardarsi persino dall'ombra sua
! Tu lo sai meglio di me che alle spalle di
Luparello c'era Rizzo. No, no, sicuramente stato qualcuno che lui certamente conosceva, un
mafioso.


Un mafioso, dici?.


La mano sul fuoco. La mafia ha alzato il prezzo, domanda sempre di pi, e non sempre
i politici
sono in condizione di soddisfare le richieste. Ma c' anche un'altra ipotesi. Avr fatto qualche sgarro,
ora che si sentiva pi forte dopo la nomina dell'altro giorno. E non glielo hanno perdonato.


Jacomuzzi, mi congratulo, stamattina sei par
ticolarmente lucido, si vede che hai cacato bene.
Come fai a essere tanto sicuro di quello che stai dicendo?.


Per come quello l'ha ammazzato. Prima gli ha spaccato i coglioni a calci, poi l'ha fatto
inginocchiare, gli ha poggiato l'arma alla nuca e ha s
parato.


Istantanea, torn una fitta di dolore darr il cozzo di Montalbano.


Cos'era l'arma?.


Pasquano dice che ad occhio e croce, considerato il foro d'entrata e quello d'uscita e il fatto che la
canna era praticamente premuta sulla pelle, deve trat


Dottor Montalbano! .


C' il questore che ti chiama disse Jacomuzzi e si ecliss. Il questore porse la mano a
Montalbano, si sorrisero.


Come mai anche lei si trova qua?.


Veramente, signor questore, me ne sto
andando. Ero a Montelusa, ho sentito la notizia e sono
venuto per pura e semplice curiosit.


70




Era una supposizione, solo una supposizione, ma cos labile che se si fosse fermato un att
imo a ben
considerarla si sarebbe lestamente vanificata. Eppure teneva l'acceleratore al massimo e a un posto di
blocco rischi di farsi sparare addosso. Giunto a Capo Massaria manco spense il motore, schizz
dall'auto lasciando spalancato lo sportello, ap
r con facilit il cancello e la porta d'ingresso, corse nella
stronzo, dopo la prima volta, quando aveva scoperto l'arma, era tornato altre due vol
te in quella casa
con Ingrid e non si era mai preoccupato di controllare se l'arma era sempre al suo posto, mai, nemmeno
quando aveva trovato il cancello aperto e si era messo l'animo in pace facendosi convinto che era stato
lui stesso a scordarsi di chiud
erlo.


di cose futili. E cos fece, dispose meglio i libri, mi
se in ordine la scrivania, raddrizz un disegno alla
parete, pul i fornelli del gas. Tambasiva. Non aveva appetito, non era andato al ristorante e non aveva
manco aperto il frigorifero per vedere quello che Adelina gli aveva preparato.


Aveva come al sol
ito, entrando, acceso la televisione. La prima notizia che lo speaker di
Televigta diede fu quella dei particolari dell'ammazzatina dell'avvocato Rizzo. I particolari, perch
la novit di quella morte era stata gi data in edizione straordinaria. Il gio
rnalista non nutriva dubbio
alcuno, l'avvocato era stato crudelmente assassinato dalla mafia, spaventata dal fatto che l'ucciso era
appena assurto a un posto di alta responsabilit politica, posto dal quale meglio avrebbe potuto
sviluppare la lotta alla cr
iminalit organizzata. Perch questa era la parola d'ordine del rinnovamento:
guerra senza quartiere alla mafia. Magari Nicol Zito, rientrato precipitosamente da Palermo, parlava di
mafia su Retelibera, ma lo faceva in modo cos contorto che non si capi
va niente di quello che
andava dicendo. Tra le righe, anzi tra le parole, Montalbano intu che Zito pensava a un brutale
regolamento di conti, ma non lo diceva apertamente, temeva che una nuova querela si aggiungesse alle
centinaia che gi aveva. Poi Monta
lbano si stuf di quel chiacchierare a vuoto, spense il televisore,
Si voleva accuttufare. Altro verbo che gli piaceva, significava tanto essere p
reso a legnate quanto
allontanarsi dal consorzio civile. In quel momento, per Montalbano erano pi che validi tutti e due i
significati.












71





Quindici









Pi

che una nuova ricetta per cucinare i polipetti, l'invenzione della signora Elisa, la moglie del
questore, sembr al palato di Montalbano una vera ispirazione divina. Se ne pigli una seconda
abbondante porzione e quando vide che anche questa stava per fin
ire, rallent il ritmo della
masticazione, a prolungare, sia pure per poco, il piacere che il piatto gli procurava. La signora Elisa lo
taliava felice: come ogni buona cuoca, godeva dell'estatica espressione che si formava sulla faccia dei
commensali mentr
e gustavano una sua portata. E Montalbano, per l'espressivit del volto, era fra gli
invitati preferiti.


Grazie, veramente grazie le disse il commissario alla fine, e sospir. I purpiteddri avevano in
parte operato una sorta di miracolo; in parte, perch
se era vero che Montalbano adesso si sentiva in
pace con gli uomini e con Dio, era pur vero che continuava ad essere assai poco pacificato con se
stesso.



per il commissario e una di amaro per il marito.


televisione i morti finti, li preferisco.


Era un rito che si ripeteva almeno una volta ogni quindici giorni
, a Montalbano il questore e sua
moglie erano simpatici e quella simpatia, da parte dei coniugi, era ampiamente ricambiata. Il questore
era un uomo fine, colto e riservato, quasi una figura d'altri tempi.


Parlarono della disastrosa situazione politica, de
lle pericolose incognite che la crescente
disoccupazione riservava al paese, della terremotata situazione dell'ordine pubblico. Poi il questore
pass a una domanda diretta.


Mi vuole spiegare perch ancora non ha chiuso con Luparello? Oggi ho ricevuto una

telefonata
preoccupata da Lo Bianco.


Era arrabbiato?.


No, glielo ho detto, solo preoccupato. Perplesso, anzi. Non riesce a spiegarsi la ragione del suo
tirarla per le lunghe. E nemmeno io, a dire la verit. Guardi, Montalbano, lei mi conosce e sa ch
e mai io
mi permetterei di fare la minima pressione su un mio funzionario perch decida in un modo o in un
altro.


Lo so benissimo.


E allora, se sono qui a domandarle, per una mia personale curiosit, mi spiego? Sto parlando
all'amico Montalbano, ba
di bene. A un amico di cui conosco l'intelligenza, l'acume, e soprattutto una
civilt nei rapporti umani assai rara al giorno d'oggi.


Io la ringrazio, signor questore, e sar sincero come lei merita. Quello che subito non mi ha
persuaso di tutta la facc
enda stato il posto di ritrovamento del cadavere. Stonava, ma proprio tanto, in
modo stridente, con la personalit e il comportarsi di Luparello, uomo accorto, prudente, ambizioso. Mi
72


sono chiesto: perch l'ha fatto? Perch si recato fino alla mnnara
per un rapporto sessuale che
diventava pericolosissimo in quell'ambiente, e tale da mettere a repentaglio la sua immagine? Non ho
trovato una risposta. Vede, signor questore, era come se, fatte le debite proporzioni, il presidente della
repubblica fosse mo
rto d'infarto mentre ballava il rock in una discoteca d'infimo ordine.


Il questore alz una mano a fermarlo.


Il suo paragone non calzante osserv con un sorriso che non era un sorriso. Abbiamo avuto
recentemente qualche ministro che si scatenato
a ballare in nights d'ordine pi o meno infimo e non
morto.


Il purtroppo che chiaramente stava per aggiungere gli si perse tra le labbra.


Ma il fatto resta prosegu puntigliosamente Montalbano. E questa prima impressione mi stata
ampiamente con
fermata dalla vedova dell'ingegnere.


L'ha conosciuta? Una signora che tutta una testa pensante.


detto che suo marito aveva un suo pied
-

-
terre a Capo Ma
ssaria e me ne ha fornito le chiavi. Quindi che
ragione aveva di andare ad esporsi in un posto come la mnnara?.


Me lo sono domandato anch'io.


Ammettiamo, per un momento, per amore di discussione, che ci sia andato, che si sia lasciato
convincere da
una donna con un potere straordinario di persuasione. Una donna che non era del posto,
che l'ha portato l facendo un percorso assolutamente impervio per arrivarci. Tenga presente che era la
donna alla guida.


Una strada impervia, dice?.


S
, non solo ho precise testimonianze in proposito, ma quella strada l'ho fatta fare al mio brigadiere
e l'ho fatta io stesso. La macchina ha addirittura percorso il greto asciutto del fiume Canneto, scassando
le sospensioni. Appena fermata la macchina quasi

dentro un grosso cespuglio della mnnara, la donna
monta sull'uomo che le sta a fianco, comincia a fare all'amore. Ed e durante quest'atto che l'ingegnere
ha il malessere che lo porta alla morte. La donna per non grida, non domanda soccorso: con
agghiacc
iante freddezza scende dall'auto, percorre lentamente il viottolo che porta alla strada
provinciale, monta su una automobile che sopravviene e sparisce.


Certo che tutto molto strano. La donna ha chiesto un passaggio?.


Non parrebbe, lei ha colto nel

segno. Ho in proposito un'altra testimonianza. L'auto che la prese a
bordo arriv di corsa, addirittura con la portiera aperta, sapeva chi doveva incontrare e far salire senza
perdere un minuto di tempo.


Mi perdoni, commissario, ma lei queste testimoni
anze le ha fatte tutte mettere a verbale?.


No. Non ce n'era motivo. Vede, un dato certo: l'ingegnere morto per cause naturali.
Ufficialmente, non ho nessun motivo per fare indagini.


Beh, se le cose stanno come dice lei, ci sarebbe per esempio l'o
missione di soccorso.


Conviene con me che una fesseria?.


S.


Bene, ero a questo punto, quando la signora Luparello mi ha fatto notare una cosa fondamentale e
cio che suo marito, da morto, aveva addosso le mutande a rovescio.


Aspetti disse i
l questore stiamo un attimo calmi. Come faceva la signora a sapere che il marito
aveva le mutande a rovescio, se a rovescio erano veramente? Che io sappia la signora non stata sul
posto e non era presente ai rilievi della Scientifica.


Montalbano si pr
eoccup, aveva parlato di slancio, non aveva tenuto conto che doveva tenere fuori
Jacomuzzi per il fatto che il collega aveva dato le foto alla signora. Ma non aveva vie d'uscita.


La signora aveva le foto scattate dalla Scientifica, non so come le aveva
ottenute.


Forse lo so io disse il questore abbuiandosi.


73


Le aveva esaminate accuratamente con una lente d'ingrandimento, me le ha fatte vedere, aveva
ragione.


E da questa circostanza, la signora s' fatta una sua opinione?.


Certo. Lei parte dall
a premessa che se suo marito per caso, vestendosi, si fosse messo le mutande
dalla parte sbagliata, inevitabilmente nel corso della giornata avrebbe dovuto accorgersene. Era
costretto ad orinare diverse volte al giorno, prendeva dei diuretici. Quindi, part
endo da questa ipotesi,
la signora pensa che l'ingegnere, sorpreso in una circostanza a dir poco imbarazzante, sia stato costretto
a rivestirsi in fretta e a recarsi alla mnnara, dove, sempre secondo la signora, sarebbe stato
compromesso in modo irreparab
ile, tale almeno da farlo ritirare dalla politica. In questo senso, c' di
pi.


Non mi risparmi nulla.


I due spazzini che hanno trovato il corpo, prima di avvertire la polizia, si sono sentiti in dovere di
chiamare l'avvocato Rizzo, che sapevano esse
re l'alter ego di Luparello. Ebbene, Rizzo non solo non
mostra sorpresa, stupore, meraviglia, preoccupazione, allarme, niente, invita i due a denunciare subito
il fatto.


E questo come lo sa? Ha un'intercettazione telefonica? spi esterrefatto il questo
re.


Nessuna intercettazione, la trascrizione fedele del breve colloquio ad opera di uno dei due
spazzini. L'ha fatto per ragioni che qui sarebbe lungo spiegare.


Meditava un ricatto?.


No, meditava sulla scrittura di un'opera teatrale. Mi creda, no
n aveva alcuna intenzione di
commettere un reato. E qui entriamo nel vivo della questione, e cio Rizzo.


Aspetti. Mi ero riproposto, stasera, di trovare il modo di rimproverarla. Del suo volere spesso
complicare le cose semplici. Lei ha letto sicurament
e
Candido

di Sciascia. Si ricorda che il protagonista
a un certo punto afferma che possibile che le cose sono quasi sempre semplici? Io questo volevo
ricordarle.


o di
Luparello un caso dove le cose vengono disposte in modo d'apparire semplici.


E invece sono complicate?.


Lo sono assai. A proposito di
Candido,

ne ricorda il sottotitolo?.


Certo,
Un sogno fatto in Sicilia.


Ecco, qui invece siamo a una sor
ta d'incubo. Azzardo un'ipotesi che difficilmente trover
conferma ora che Rizzo stato ammazzato. Dunque, nel tardo pomeriggio di domenica, verso le sette,
l'ingegnere avverte telefonicamente la moglie che far molto tardi, ha una riunione politica impor
tante.
Invece si reca nella sua casetta di Capo Massaria per un convegno amoroso. Le dico subito che
un'eventuale indagine sulla persona che era con l'ingegnere presenterebbe molte difficolt, perch
Luparello era ambidestro.



Che significa, mi scusi? Ambidestro, al mio paese viene a dire che uno sa usare indifferentemente
tanto l'arto destro quanto il sinistro, mano o piede che sia.


Impropriamente si dice anche di chi usa andare indifferentemente tanto con un uomo quanto con

una donna.


Serissimi, parevano due professori che stessero compilando un nuovo vocabolario.


Ma che mi racconta! ? sbalord il questore.


Me l'ha fatto capire, fin troppo chiaramente, la signora Luparello. E la signora non aveva nessun
interesse a co
ntarmi una cosa per un'altra, soprattutto in questo campo.


Lei andato alla casetta?.


S. Tutto ripulito alla perfezione. Ci sono dentro cose che appartenevano all'ingegnere e
nient'altro. Vada avanti nella sua ipotesi.


74


Durante l'atto sessuale,

o subito dopo com' probabile date le tracce di sperma rinvenute, Luparello
muore. La donna che con lui....


Alt intim il questore. Come fa a dire con tanta sicurezza che si trattava di una donna? Lei
stesso ha appena finito d'illustrarmi l'orizzon
te sessuale, piuttosto vasto, dell'ingegnere.


Le dir perch ne sono certo. La donna dunque, appena capisce che il suo amante morto, perde la
testa, non sa che fare, si agita scompostamente, smarrisce perfino la collana che aveva addosso e non se
ne a
ccorge. Poi si calma e capisce che l'unica cosa che possa fare telefonare a Rizzo, l'uomo ombra di
Luparello, chiedendo aiuto. Rizzo le dice di abbandonare subito la casa, le suggerisce di nascondere la
chiave in qualche posto in modo che lui possa entra
re nella casetta e la rassicura, penser a tutto lui,
nessuno sapr di quel convegno concluso cos tragicamente. Rasserenata, la donna esce di scena.


Come, esce di scena? Non stata una donna a portare Luparello alla mnnara?.


S e no. Vado avanti.
Rizzo si precipita a Capo Massaria, riveste in tutta fretta il cadavere, ha
l'intenzione di portarlo fuori di l e farlo ritrovare in qualche posto meno compromettente. Per, a
questo punto, vede per terra la collana e scopre dentro l'armadio i vestiti del
la donna che gli ha
telefonato. Allora capisce che quello pu essere il suo giorno fortunato.


In che senso?.


numero uno del partito. La donna che gli ha t
elefonato Ingrid Sjostrom, una svedese, moglie del figlio
del dottor Cardamone, il naturale successore di Luparello, un uomo che certamente non vorr avere
niente da spartire con Rizzo. Ora, lei capisce, una cosa una telefonata e un'altra la prova pr
ovata che
la Sjostrom era l'amante di Luparello. Per c' da fare ancora di pi. Rizzo capisce che a buttarsi
in condizione di vergognarsi ad agit
are la bandiera di Luparello. necessario che l'ingegnere venga
totalmente sputtanato, infangato. Gli viene la bella pensata di farlo trovare alla mnnara. E dato che c',
perch non far credere che la donna che ha voluto andare alla mnnara con Luparello

sia proprio Ingrid
Sjostrom, straniera, di costumi non certo monacali, in cerca di sensazioni stimolanti? Se la messinscena
funziona, Cardamone nelle sue mani. Telefona a due suoi uomini, che sappiamo, senza riuscire a
provarlo, essere gli addetti alla
bassa macelleria. Uno di questi si chiama Angelo Nicotra, un
omosessuale, meglio noto negli ambienti loro come Marilyn.


Come ha fatto a conoscerne persino il nome?.


Me l'ha detto un mio informatore, verso il quale nutro assoluta fiducia. Siamo, in un

certo senso,
amici.


Geg? Il suo vecchio compagno di scuola?.


Montalbano rimase con la bocca aperta a taliare il questore.


Perch mi guarda cos? Anche io sono uno sbirro. Continui.


Quando i suoi uomini arrivano, Rizzo fa vestire Marilyn da donn
a, gli fa indossare la collana, gli
dice di portare il corpo alla mnnara attraverso una strada impraticabile, addirittura il greto asciutto di
un fiume.


Cosa voleva ottenere?.


Una prova in pi contro la Sjostrom, che una campionessa automobilistic
a e quella strada sa
come farla.


Ne sicuro?.


S. Ero in macchina con lei quando le ho fatto percorrere il greto.


Oddio gemette il questore. L'ha costretta?.


Neanche per sogno! Era completamente d'accordo.


Mi vuol dire quante persone ha
tirato in ballo? Si rende conto che sta giocando con un materiale
esplosivo?.


75


La cosa finisce in una bolla di sapone, mi creda. Dunque, mentre i due se ne vanno via col morto,
Rizzo, che si impadronito delle chiavi che aveva Luparello, torna a Montelu
sa ed ha facile gioco a
entrare in possesso delle carte riservate dell'ingegnere che pi lo interessano. Intanto Marilyn esegue
perfettamente quello che gli stato ordinato, esce dalla macchina dopo avere mimato l'amplesso, si
allontana e all'altezza di u
na vecchia fabbrica abbandonata, nasconde la collana vicino a un cespuglio e
getta la borsa al di l del muro di cinta.


Di quale borsa sta parlando?.




della Sjostrom, ci sono persino le iniziali, l'ha casualmente trovata nella casetta e ha pensato di
servirsene.


Mi spieghi come arrivato a queste conclusioni.


Vede, Rizzo sta giocando con una carta scoperta, la collana, e una coperta, la borsa. Il

ritrovamento della collana, in qualunque modo avvenga, sta a dimostrare che Ingrid era alla mnnara
nello stesso momento in cui Luparello moriva. Se per caso qualcuno si mette in tasca la collana e non
dice niente, gli rimane da giocare la carta della bor
sa. Invece fortunato, dal suo punto di vista, la
collana viene ritrovata da uno dei due spazzini che me l'ha consegnata. Lui giustifica il ritrovamento
con una scusa in fondo plausibile, ma intanto ha stabilito il triangolo Sjostrom
-
Luparello
-
mnnara. La

borsa invece l'ho trovata io, in base alla discrepanza di due testimonianze e cio che la donna, quando
usc dalla macchina dell'ingegnere, aveva in mano una borsa che invece non aveva pi quando sulla
provinciale un'auto la fece salire a bordo. A farla b
tutto in ordine, gli ridanno le chiavi. Alle prime luci dell'alba Rizzo telefona a Cardamone e comincia a
giocare bene le sue carte.


S, certo, ma comincia anche a giocarsi la vita.


Questo un al
tro discorso, se lo disse Montalbano.


Il questore lo tali allarmato.


Che intende dire? Che cavolo sta pensando?.


Semplicemente che di tutta questa storia chi ne esce sano e salvo Cardamone. Non trova che
l'ammazzatina di Rizzo sia stata per lui

assolutamente provvidenziale?.


Il questore scatt, e non si capiva se diceva sul serio o babbiava.


Senta, Montalbano, non si faccia venire altre idee geniali! Lasci in pace Cardamone che un
galantuomo incapace di fare male a una mosca!.


Stavo sol


Che novit vuole che ci siano? Lei sa che tipo era Rizzo, su dieci persone che conosceva, perbene
e no, otto, tra perbene e no, avrebbero voluto vederlo morto. Una giu
ngla, una foresta di possibili
assassini, mio caro, in prima o per interposta persona. Le dir che il suo racconto ha una certa
plausibilit solo per chi conosce di quale pasta fosse fatto l'avvocato Rizzo.


Bevve un bicchierino di amaro centellinandolo.


Lei mi ha affascinato. Il suo un alto esercizio d'intelligenza, a tratti mi parso un equilibrista sul
filo, e senza rete. Perch, a dirla brutalmente, sotto il suo ragionamento c' il vuoto. Lei non ha nessuna
prova di quello che mi ha raccontato, tu
saprebbe smontare le sue illazioni senza stare troppo a sudare. Lo so.


Cosa conta di fare?.


Domattina dir a Lo Bianco che se vuole archiviare, non ci sono difficolt.




76





Sedici









Pronto, Montalbano? Sono Mim Augello. Ti ho svegliato? Scusami, ma era per rassicurarti. Sono
tornato alla base. Tu quando parti?.


L'aereo da Palermo alle tre, quindi da Vigta mi dovr muovere verso le dodici e mezzo, subito
dopo mangiato.


Allora non ci vedremo, perch io penso di essere in ufficio un poco pi tardi. Ci sono novit?.
Te le dir Fazio. Tu quanto pensi di stare fuori?. Fino a gioved compreso.



Divertiti e riposati. Fazio ha il tuo numero di Genova, vero? Se ci sono cose grosse, ti chiamo.


Il suo vice, Mim Augello, era tornato puntuale dalle ferie, quindi poteva partirsene senza problemi,
Augello era persona capace. Telefon a Livia, dicendole

a che ora sarebbe arrivato, e Livia, felice, gli


Appena in ufficio, Fazio gli comunic che gli operai della fabbrica del sale, che erano stati tutti
che erano stati tutti licenziati, avevano occupato la
stazione ferroviaria. Le loro femmine, stese sui binari, impedivano il transito dei treni. L'Arma era gi
sul posto. Sarebbero dovuti andare anche loro?


A fare che?.


Mah, non so, a dare una mano.


A chi?.


Come a chi, dott? Ai carabinieri, alle forze dell'ordine, che poi siamo noi, sino a prova
contraria.


Se proprio ti scappa di dare una mano a qualcuno, dalla a quelli che occupano la stazione.


Dott, io l'ho sempre pensato: lei comunist
a .


Commissario? Sono Stefano Luparello. Mi perdoni. Mio cugino Giorgio si fatto vedere da lei?.
No, non ho notizie.


In casa siamo molto preoccupati. Appena si ripreso dal sedativo, uscito ed sparito di nuovo.
Mamma vorrebbe un consiglio,
non sarebbe il caso di rivolgerci alla questura per fare delle ricerche?.


No. Dica a sua madre che non mi pare il caso. Giorgio torner a farsi vivo, le dica di stare
tranquilla.


Ad ogni modo, se lei ha notizie, la prego di farcelo sapere.


Sar mo
lto difficile, ingegnere, perch io sto partendo per un periodo di ferie, torner venerd.


scordare la Sicilia, grazie a certi sonni piombigni che si facev
a, a recupero, tenendosi Livia abbracciata.
Quasi del tutto, per, perch due o tre volte, a tradimento, l'odore, la parlata, le cose della sua terra lo
pigliarono, lo sollevarono in aria senza peso, lo riportarono, per pochi attimi, a Vigta. E ogni volta
, ne
era sicuro, Livia si era accorta di quel momentaneo sfagliamento, di quell'assenza, e l'aveva taliato
senza dire niente.


77


La sera del gioved ricevette una telefonata del tutto inattesa di Fazio.


Niente d'importante, dottore, era solo per sentire la

sua voce e avere la conferma che lei domani
torna.


Montalbano sapeva benissimo che i rapporti del brigadiere con Augello non erano dei pi facili.




Non gli va m
ai bene quello che faccio.


Porta pazienza, ti ho detto che domani torno. Ci sono novit?.


Aieri hanno arrestato il sindaco e tre della giunta. Concussione e ricettazione. Per i lavori
d'ampliamento del porto.


Finalmente ci sono arrivati.


S, do
tt, ma non si faccia illusioni. Qui vogliono copiare i giudici di Milano, ma Milano assai
distante. C' altro?.


Abbiamo ritrovato Gambardella, se lo ricorda? Quello che hanno cercato d'ammazzare mentre
faceva benzina? Non era steso campagna campagn
a, ma stava incaprettato nel bagagliaio della sua
stessa automobile, alla quale poi hanno dato fuoco, bruciandola completamente.


Se l'hanno bruciata completamente, come avete fatto a capire che Gambardella era stato
incaprettato?.


Hanno usato il filo

di ferro, dott.


Ci vediamo domani, Fazio.


E questa volta non furono solo l'odore e la parlata della sua terra a risucchiarlo, ma l'imbecillit, la
ferocia, l'orrore.




Che c'? Che ti ha detto il tuo brigadiere?.


Niente d'importante, credimi.


E allora perch ti sei incupito?.


Montalbano si conferm nella sua convinzione: se

c'era al mondo una persona alla quale avrebbe
potuto cantare la messa intera e solenne, quella era Livia. Al questore aveva solo cantata la mezza


Le disse della mnna
ra, dell'ingegnere Luparello, dell'affetto che un suo nipote, Giorgio, nutriva per
lui, di come a un certo punto quest'affetto si fosse (stravolto? corrotto?) cangiato in amore, passione,
dell'ultimo convegno nella garonniere di Capo Massaria, della morte

di Luparello, di Giorgio come
impazzito dalla paura dello scandalo, non per s, ma per l'immagine, la memoria dello zio, di come il
giovane l'avesse rivestito alla meglio, trascinato in macchina per portarlo via e farlo ritrovare altrove,
disse della disp
erazione di Giorgio nel rendersi conto che quella finzione non reggeva, che tutti si
qualche giorno prima lui stesso aveva dovuto portare e che aveva ancora
in macchina, di come avesse
tentato di celare il collare con uno straccio nero, di come a un tratto avesse temuto di cadere in preda
all'epilessia di cui soffriva, di come avesse telefonato a Rizzo, le spieg chi era l'avvocato, di come
questi avesse capit
o che quella morte, aggiustata, poteva essere la sua fortuna.


Le parl di Ingrid, di suo marito Giacomo, del dottor Cardamone, della violenza, non trov altra
di
quella relazione, di come avesse cercato di coinvolgere Ingrid, riuscendoci con Cardamone ma non con
lui, le raccont di Marilyn e del suo complice, dell'allucinante viaggio in automobile, dell'orrenda
pantomima dentro la macchina ferma alla mnnara (s
cusami un attimo, devo bere qualcosa di forte).
E quando fu tornata le raccont ancora gli altri sordidi dettagli, la collana, la borsa, i vestiti, le disse
della straziante disperazione di Giorgio alla vista delle foto, nel capire il doppio tradimento di

Rizzo
verso la memoria di Luparello e verso di lui, che quella memoria voleva a tutti i costi salvare.


78


Aspetta un attimo disse Livia bella questa Ingrid?.


Bellissima. E siccome capisco benissimo quello che stai pensando, ti dir di pi: ho distru
tto tutte
le finte prove a suo carico.


Questo non da te fece Livia, risentita.


Ho fatto anche di peggio, stammi a sentire. Rizzo, che ha in pugno Cardamone, raggiunge il suo
gio. un giovane di
straordinaria bellezza.


E dai! Anche lui! tent di scherzare Livia.


Ma di carattere assai fragile prosegu il commissario. Sull'onda dell'emozione, sconvolto,
corre alla casetta di Capo Massaria, s'impadronisce della pistola
di Luparello, s'incontra con Rizzo, lo
massacra e poi gli spara alla nuca.


L'hai arrestato?.


No, ti ho detto che avevo fatto di peggio che eliminare prove. Vedi, i miei colleghi di Montelusa
pensano, e non sarebbe ipotesi campata in aria, che ad amma
zzare Rizzo sia stata la mafia. E io ho loro
taciuto quella che credo sia la verit.


Ma perch?!.


Montalbano non rispose, allarg le braccia. Livia, and nel bagno, il commissario sent l'acqua
scosciare nella vasca. Quando pi tardi le chiese il perm
esso d'entrare, la trov ancora nella vasca
piena, il mento appoggiato alle ginocchia alzate.


Tu lo sapevi che in quella casa c'era una pistola?.


S.


E l'hai lasciata l?.


S.


Ti sei autopromosso, eh? domand Livia dopo essere rimasta a lu
ngo in silenzio. Da
commissario a dio, un dio di quart'ordine, ma sempre dio.


Sceso dall'aereo, si precipit al bar dell'aeroporto, aveva bisogno di un caff vero dopo l'ignobile
sciacquatura scura che gli avevano ammannita in volo. Si sent chiamare, e
ra Stefano Luparello.


Che fa, ingegnere, se ne torna a Milano?.


S, riprendo il lavoro, sono stato troppo tempo assente. E vado anche a cercarmi una casa pi
grande, appena l'ho trovata, mia madre mi raggiunger. Non voglio lasciarla sola.


Fa benis
simo, per quanto a Montelusa abbia la sorella, il nipote....


L'ingegnere s'irrigid. Ma allora lei non sa?. Cosa?.


Giorgio morto.


Montalbano pos la tazzina, la scossa gli aveva fatto traboccare il caff. Com' stato?.



Si ricorda che il giorno della sua partenza le telefonai per sapere se con lei si era fatto vivo?.
Ricordo benissimo.


La mattina dopo non era ancora rientrato. Allora mi sono sentito in dovere d'avvertire polizia e
carabinieri. Hanno fatto ricerche as
solutamente superficiali, mi scusi, forse erano troppo impegnati a
indagare sull'assassinio dell'avvocato Rizzo. Nel pomeriggio di domenica un pescatore, da una barca,
ha visto un'auto precipitata sulla scogliera proprio sotto la curva Sanfilippo. Conosce
la zona? poco
prima di Capo Massaria. S, conosco il posto.


Bene, il pescatore ha remato un direzione della macchina, ha visto che al posto di guida c'era un
corpo ed corso ad avvertire.


Sono riusciti a stabilire le cause dell'incidente?.


S
. Mio cugino, lei lo sa, dal momento della morte di pap viveva praticamente in stato
confusionale, troppi tranquillanti, troppi sedativi. Invece di seguire la curva, ha tirato dritto, e in quel
momento correva molto, sfondando il muretto. Non si era pi r
ipreso, aveva un'autentica passione per
79


mio padre, l'amava.


Disse quelle due parole, passione e amore, in tono fermo, preciso, quasi ad eliminare con la nettezza
del contorno ogni possibile sbavatura di senso. Dall'altoparlante chiamarono i passeggeri de
l volo per
Milano.


Appena fuori dal parcheggio dell'aeroporto, dove aveva lasciato l'auto, Montalbano spinse

laghetto artificiale, scese, apr il bagagliaio, prese il collare
dio, aveva ragione Livia, ma quel dio di quart'ordine alla sua prima, e sperava, ultima

esperienza, ci
aveva indovinato in pieno.


Per raggiungere Vigta doveva per forza passare davanti la questura di Montelusa. E fu proprio l
che la sua auto decise di rendersi di colpo defunta. Montalbano prov e riprov a farla ripartire senza
risultato.

Scese e stava per andare in questura a chiedere aiuto, quando gli si avvicin un agente che lo
conosceva e aveva visto le sue inutili manovre. L'agente sollev il cofano, armeggi un poco, richiuse.


Tutto a posto. Per gli faccia dare un'occhiata.


Mon
talbano rientr in macchina, accese il motore, si chin a raccogliere dei giornali che erano
caduti. Quando si rialz, vide Anna appoggiata al finestrino aperto.


Come stai, Anna?.


La ragazza non rispose, lo taliava, semplicemente. E allora?.


E tu s
aresti un uomo onesto? sibil.


Montalbano cap che si riferiva alla notte in cui aveva visto Ingrid seminuda, distesa sul suo letto.


No, non lo sono disse. Ma non per quello che pensi tu.












80





Nota dell'autore









Ritengo indispensabile dichiarare che questo racconto non nasce dalla cronaca e non assembla fatti
realmente accaduti: esso , insomma, da addebitarsi interamente alla mia fantasia. Poich per in questi
ultimi tempi la realt pare voglia superare la fanta
sia, anzi abolirla, pu essermi capitata qualche
spiacevole coincidenza di nomi o di situazioni. Ma dei giochi del caso, si sa, non si pu essere
responsabili.






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